Nell’anno 2889

di Jules Verne (1828-1905) e Michel Verne (1861-1925)
Genere:Romanzo, Fantascienza
Pubblicato nel: 1889
Illustrazioni di George Roux (prima del 1910) e Frank R. Paul (1922)
Testo inglese da:
http://www.gutenberg.org/ebooks/19362
prefazione ed illustrazioni da: http://wondersmith.com/scifi/2889.htm
Traduzione: Igino Manfre’ (2019)
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Prefazione

di Blake Linton Wilfong © ® 1998-2018
da http://wondersmith.com/scifi/2889.htm

Nel 1885, James Gordon Bennett, Jr., proprietario del New York Herald (lo stesso che mando' Stanley in Africa per trovare Livingstone) chiese a Jules Verne di scrivere un breve racconto sulla vita negli Stati Uniti tra mille anni. Ironia della sorte, il racconto risultante non fu stampato fino al 1889 - e non nel New York Herald.

e' un lavoro insolito in ogni modo. Verne ha scritto alcuni racconti e altri non pubblicati per la prima volta in inglese. In contrasto con i suoi romanzi conservatori e intriganti di fantascienza, nell'Anno 2889 si lancia selvaggiamente da una fantasiosa estrapolazione a un'altra. Gli esperti ritengono che il figlio di Jules, Michel, sia stato autore di una parte o di tutta la storia, ma in ogni caso rimane fedele ai concetti dell'anziano Verne.

Molte delle previsioni per l'anno 2889 si sono già avverate. La visione utopica di Verne di un uomo portato a un vasto potere e ricchezza attraverso i progressi tecnologici porta alla mente nomi come Jeff Bezos e Bill Gates. Ci sono anche barlumi di temi di fantascienza più recenti, tra cui l'animazione sospesa e il proposito di girare la luna come poi in Child's End di Arthur C. Clarke (1953).

Ovviamente anche Verne ha commesso degli errori e alcune delle sue previsioni semplicemente non si sono avverate. Ma dategli tempo: mancano più di otto secoli al 2889.

La maggior parte delle illustrazioni, di George Roux, provengono da una ristampa del 1910. Il frontespizio, invece, e’ del famoso illustratore di fantascienza Frank R. Paul, raffigurante una tecno-utopia radiocentrica immaginata da Hugo Gernsback (il padre della fantascienza come genere letterario distinto) nel suo libro Radio For All del 1922.


Disegno di Frank R. Paul (1922)
Nelle scritte: Aereoplani radio controllati, Distributore di potenza radio,
Orologio Radio, Corrispondenza via Radio, Nave priva di equipaggio controllata via radio,
radio-Pattini, Controllore radio delle attivita’ economiche,
Televisione e radiofono automatico.

Nell’anno 2889

Benche' sembrino pensarci, le persone di questo ventinovesimo secolo vivono continuamente nel paese delle fate. Circondati come sono dalle meraviglie, sono indifferenti alla presenza di ogni nuova meraviglia. Per loro tutto sembra naturale. Potrebbero debitamente apprezzare le raffinatezze della civiltà ai nostri giorni; potrebbero confrontare il presente con il passato e comprendere meglio l'avanzamento che abbiamo fatto! Quanto troverebbero migliori le nostre città moderne, con popolazioni che ammontavano a volte a 10.000.000 di anime; le loro strade larghe 100 metri, le loro case alte 1 chilometro; con una temperatura uguale in tutte le stagioni; con le loro linee di locomozione area che attraversano il cielo in ogni direzione! Se solo immaginassero lo stato delle cose che un tempo esistevano, quando attraverso strade fangose brontolavano scatole su ruote, trainate da cavalli - si', da cavalli! – essendo l'unico mezzo di trasporto. Pensa alle ferrovie dei tempi antichi, e sarai in grado di apprezzare i tubi pneumatici attraverso i quali oggi si viaggia alla velocità di 1500 Km/h. I nostri contemporanei non apprezzerebbero più il telefono e la telefoto se non avessero dimenticato il telegrafo?
Singolarmente, tutte queste trasformazioni poggiano su principi che erano perfettamente familiari ai nostri lontani antenati, ma che essi ignorarono. Il calore, ad esempio, e' antico quanto l'uomo stesso; l'elettricità era conosciuta 3000 anni fa, e vapore 1100 anni fa. Anzi, già dieci secoli fa era noto che le differenze tra le varie forze chimiche e fisiche dipendono dal modo di vibrazione delle particelle eteriche, che e' per ciascuna specificamente differente. Quando alla fine e' stata scoperta la parentela di tutte queste forze, e' semplicemente sbalorditivo che debbano trascorrere ancora 500 anni prima che gli uomini possano analizzare e descrivere i vari modi di vibrazione che costituiscono queste differenze. Soprattutto, e' singolare che il modo di riprodurre queste forze direttamente l'una dall'altra e di riprodurne una senza le altre, dovrebbe essere rimasto sconosciuto fino a meno di cento anni fa. Tuttavia, tale fu il corso degli eventi, poiché non fu fino all'anno 2792 che il famoso Oswald Nier realizzo' questa grande scoperta.

Veramente fu un grande benefattore della razza umana. La sua ammirevole scoperta ne ha rese possibili molte altri. Da quella hanno preso spunto una pleiade di inventori, la sua stella più brillante e' il nostro grande Joseph Jackson. A Jackson siamo debitori per quei meravigliosi nuovi accumulatori. Alcuni di questi assorbono e condensano la forza vivente contenuta nei raggi del sole; altri, l'elettricità immagazzinata nel nostro globo; altri ancora, l'energia proveniente da qualsiasi fonte, come una cascata, un flusso, i venti, ecc. Anche lui, inventore del trasformatore, una macchina ancora più meravigliosa, che prende la forza vitale dall'accumulatore, e, mediante la semplice pressione di un pulsante, lo restituisce allo spazio in qualsiasi forma si desideri, sia come calore, luce, elettricità o forza meccanica, dopo aver ottenuto da esso il lavoro richiesto. Dal giorno in cui questi due strumenti sono stati inventati, si deve datare l'era del vero progresso. Hanno messo nelle mani dell'uomo un potere quasi infinito. Per quanto riguarda le loro applicazioni, sono innumerevoli. Attenuando i rigori dell'inverno, restituendo all'atmosfera il calore in eccesso accumulato durante l'estate, hanno rivoluzionato l'agricoltura. Fornendo la forza motrice per la navigazione aerea, hanno dato al commercio un potente slancio. A loro siamo debitori per la produzione continua di energia elettrica senza batterie o dinamo, di luce senza combustione o incandescenza, e per un'inesauribile fornitura di energia meccanica per tutte le esigenze dell'industria.
Si', tutte queste meraviglie sono state rese possibili grazie all'accumulatore e al trasformatore. E come non possiamo menzionare come loro frutto, l’ultima meraviglia di tutte, il grande edificio dell’Earth Chronicle nella 253d Avenue, che e' stato inaugurato l'altro giorno? Se George Washington Smith, il fondatore del Manhattan Chronicle, dovesse tornare alla vita oggi, cosa penserebbe che gli sarebbe stato detto che questo palazzo di marmo e oro appartiene al suo remoto discendente, Fritz Napoleon Smith, che , dopo che trenta generazioni sono andate e venute, e' proprietario dello stesso giornale stabilito dal suo antenato!

Il giornale di George Washington Smith e' vissuto di generazione in generazione, ora fuori ora dentro la famiglia.
Quando, 200 anni fa, il centro politico degli Stati Uniti fu trasferito da Washington a Centropolis, il giornale segui' il governo e assunse il nome di Earth Chronicle.
Sfortunatamente, non e' stato in grado di mantenersi all'altezza del suo nome. Pressato da tutti i lati da riviste concorrenti di tipo più moderno, era continuamente in pericolo di collasso. Venti anni fa la lista dei suoi abbonati conteneva solo poche centinaia di migliaia di nomi, e poi il signor Fritz Napoleon Smith lo compro' per quattro soldi, e diede origine al giornalismo telefonico.
Ognuno ha familiarità con il sistema di Fritz Napoleon Smith, un sistema reso possibile dall'enorme sviluppo della telefonia negli ultimi cento anni. Invece di essere stampato, la Earth Chronicle viene letto ogni mattina agli abbonati, che, in conversazioni interessanti con giornalisti, statisti e scienziati, apprendono le notizie del giorno. Inoltre, ogni abbonato possiede un fonografo, e con questo strumento lascia il compito di raccogliere le notizie ogni volta che non vuole o non puo’ ascoltare la diretta.

Per quanto riguarda gli acquirenti di copie singole, possono con pochi soldi conoscere tutto cio' che e' sui giornali attraverso uno degli innumerevoli fonografi disponibili quasi ovunque.
L'innovazione di Fritz Napoleon Smith galvanizzo' il vecchio giornale. Nel giro di pochi anni il numero di abbonati e' cresciuto fino a 80 milioni e la ricchezza di Smith e' cresciuta, fino a raggiungere la cifra quasi inimmaginabile di 10 miliardi di dollari. Questo grande successo gli ha permesso di erigere il suo nuovo vasto edificio, con quattro facciate ciascuna di circa 1 chilometro di lunghezza, su cui galleggia orgogliosamente la bandiera a centinaia di stelle dell'Unione. Grazie allo stesso colpo fortunato, oggi e' il re del giornale; anzi, sarebbe anche il re di tutti gli americani, se gli americani potessero mai accettare un re. Non ci credi? Bene, allora, guarda i plenipotenziari di tutte le nazioni e i nostri stessi ministri che affollano la sua porta, supplicando i suoi consigli, chiedendo la sua approvazione, implorando l'aiuto del suo onnipotente organo. Calcola il numero di scienziati e artisti che supporta, di inventori che ha a libro paga.
Si', lui e' un re. Ma in realtà la sua regalità piena di oneri. La sua attivita’ e’ incessante, e non vi e' alcun dubbio che all’inizio chiunque avrebbe ceduto sotto lo stress che opprimeva il signor Smith. Fortunatamente per lui, grazie al progresso dell'igiene, tutte malattie sono state debellate, portando l’aspettattiva di vita da 37 a 52 anni con uomini piu’ sani e di forte costituzione che mai. Non siamo ancora arrivati alla scoperta dell'aria nutritiva, ma nel frattempo gli uomini oggi consumano cibo che e' composto e preparato secondo principi scientifici, e respirano un'atmosfera liberata dai microrganismi che prima vi sciamavano.

Vivono quindi più a lungo dei loro antenati e non sanno nulla delle innumerevoli malattie dei tempi antichi.
Tuttavia, nonostante queste considerazioni, il modo di vivere di Fritz Napoleon Smith potrebbe stupire. La sua forte fibra e' provata al massimo dal pesante sforzo che gli viene richiesto. E’ vano ogni tentativo di stimare quanto lavori: solo un esempio ne puo' dare un'idea. Accompagnamolo per un giorno mentre si occupa delle sue molteplici preoccupazioni. Quale giorno? Non importa, un giorno qualsiasi. Prendiamo quindi a caso il 25 settembre di quest'anno 2889.
Stamattina il signor Fritz Napoleon Smith si e' svegliato con pessimo umore. Sua moglie e' partita per la Francia otto giorni fa, si sentiva sconsolato. Per quanto possa sembrare incredibile, in tutti i dieci anni trascorsi dal loro matrimonio, questa e' la prima volta che la signora Edith Smith, la bellezza in persona, e' da cosi' tanto tempo assente da casa; due o tre giorni di solito sono sufficienti per i suoi frequenti viaggi in Europa. La prima cosa che Mr. Smith fa e' connettere il suo fonotelefoto attraverso i cavi che collegano la sua villa di Parigi. Il telefoto! Ecco un altro dei grandi trionfi della scienza nel nostro tempo. La trasmissione della parola e' una vecchia storia; la trasmissione di immagini per mezzo di specchi sensibili collegati da fili e' una cosa di ieri. Un'invenzione preziosa, in effetti, e Mr. Smith questa mattina non ha lesinato benedizioni per l'inventore, quando con il suo aiuto e’ riuscito a vedere chiaramente sua moglie nonostante la distanza che lo separava da lei. La signora Smith, stanca dopo il ballo o il teatro della notte precedente, e' ancora a letto, anche se e' quasi mezzogiorno a Parigi. Sta dormendo, la sua testa sprofondata nei cuscini coperti di pizzo. Ma ecco che si muove! Le sue labbra si muovono. Forse sta sognando? Si', sognando. Sta parlando, pronunciando un nome, il suo nome: Fritz! La deliziosa visione ha dato una svolta più felice ai pensieri di Mr Smith. E ora, richiamato dal dovere, si alza spensierato dal suo letto ed entra nella sua cassettiera meccanica.

Due minuti dopo, la macchina lo ha rilasciato tutto vestito sulla soglia del suo ufficio. Le incombenze del lavoro giornalistico sono ora iniziate. Per prima cosa entra nella sala dei romanzieri, un vasto appartamento coronato da un'enorme cupola trasparente. In un angolo c'e' un telefono, attraverso il quale un centinaio di cronisti della Terra raccontano a turno al pubblico centinaia di romanzi quotidiani. Rivolgendosi a uno di questi autori che stava aspettando il suo turno,
"Fantastica! Geniale! Mio caro – disse - la sua ultima storia. La scena in cui la cameriera del villaggio discute di problemi filosofici interessanti con il suo amante mostra il suo acuto potere di osservazione. Lo stile di vita della gente di campagna non e' mai stata raffigurata meglio. Continui, mio caro Archibald, continui! Da ieri, grazie a lei, abbiamo 5000 abbonati in piu’"


George Roux, anteriore al 1910

"Mr. John Last – disse rivolgendosi ad un nuovo arrivato – non sono cosi' soddisfatto del suo lavoro. La sua storia non e' realistica, manca di verità e sa perché? Perche’ senza fare alcuna analisi va dritto fino alla fine: i suoi eroi fanno questa o quella cosa per questo o quel motivo, che lei assegna senza mai valutare la loro personalita’ e moralita’. I nostri sentimenti, deve ricordare, sono molto più complessi di tutto cio': nella vita reale ogni atto e' il risultato di centinaia di pensieri che vanno e vengono, e questi vanno studiati – uno ad uno – se vuoi creare un personaggio verosimile. Ma – dira’ – per notare questi pensieri fugaci bisogna conoscerli, si deve essere in grado di seguirli nei loro meandri capricciosi. Come qualsiasi bambino puo' fare, come sa, deve semplicemente fare uso dell'ipnotismo, elettrico o umano, che dà all'essere una essenza duale, liberando la personalità-testimone in modo che possa vedere, comprendere e ricordare i motivi che determinano la personalità che agisce, studi se stesso mentre vive di giorno in giorno, mio caro Last. Imiti il suo socio con cui mi stavo complimentando un momento fa. Si lasci ipnotizzare. Che vuol dire? Hai mai provato? Non abbastanza, quindi, non abbastanza!"

Mr. Smith continua il suo giro ed entra nella sala dei giornalisti. Qui 1500 giornalisti, nei loro rispettivi posti, di fronte a un pari numero di telefoni, comunicano agli abbonati le notizie del mondo raccolte durante la notte. L'organizzazione di questo ineguagliabile servizio e' stata spesso descritta. Oltre al suo telefono, ogni giornalista, come sa il lettore, ha davanti a sé una serie di commutatori, che gli consentono di comunicare con qualsiasi linea telefonica desiderata. Quindi gli abbonati non solo ascoltano le notizie ma vedono le occorrenze. Quando viene descritto un incidente che e' già passato, le fotografie delle sue caratteristiche principali vengono trasmesse con la narrazione. E non c'e' confusione con questo. Gli articoli dei reporter, proprio come le diverse storie e tutte le altre parti componenti del giornale, sono classificati automaticamente secondo un sistema ingegnoso e raggiungono l'ascoltatore in successione. Inoltre, gli ascoltatori sono liberi di ascoltare solo cio' che li interessa in modo particolare. Possono prestare attenzione ad un redattore e rifiutarne un altro.
Il signor Smith si rivolge a uno dei dieci giornalisti del dipartimento astronomico, un dipartimento ancora nella fase embrionale, ma che continuerà a svolgere un ruolo importante nel giornalismo.
"Bene, Cash, che c’e’ di nuovo?"
"Abbiamo dei fototelegrammi da Mercurio, Venere e Marte."
"Quelli di Marte sono di qualche interesse?"
"Si', davvero. C'e' una rivoluzione nell'impero centrale".
"..e di Giove?" chiese Mr. Smith.
"Ancora niente, non riusciamo a capire bene i loro segnali, forse i nostri non li raggiungono".
"Male," esclamo' Mr. Smith, mentre si allontanava in fretta, un po’ contrariato, verso la sala degli editori scientifici.
Con la testa china sui loro computer elettrici, trenta scienziati erano assorbiti da calcoli trascendentali. L’entrata di Mr. Smith fu come la caduta di una bomba tra di loro.
"Bene, signori, cos’e’ questa storia? Nessuna risposta da Giove? E’ sempre cosi'? Venga, Cooley, sta lavorando a questo problema da vent'anni su, eppure... "
"Abbastanza vero," rispose Cooley. "Le nostre conoscenze di ottica sono ancora molto lacunose, nonostante i nostri telescopi da 2 Km e mezzo."
"Ma lo sente, Peer – interruppe Mr. Smith, rivolgendosi a un secondo scienziato – le nostre conoscenze di ottica sono lacunose! L’ottica e' la sua specialità. Ma - continuo', rivolgendosi di nuovo a William Cooley - non riuscendo con Giove, almeno abbiamo ottenuto qualche risultato dalla Luna?"
"No, da li’ niente di meglio."
"Questa volta non puo’ incolpare l'ottica. La luna e' molto meno lontana di Marte, eppure con Marte la nostra comunicazione e' pienamente stabilita. Presumo che non dira’ che le mancano i telescopi!"
"Telescopi? O no, il problema qui riguarda gli abitanti!"
"Si, e’ tutto qui", aggiunge Peer.
"Allora, la luna e' completamente disabitata?" chiese Mr. Smith.
"Almeno - rispose Cooley - sul volto che ci presenta, per quanto riguarda il lato opposto, chi lo sa?"
"Ah, il lato opposto! Pensa, quindi - osservo' il signor Smith, meditabondo - che se si potesse ..."
"Potesse cosa?"
"Perché non girare la faccia che la luna ci mostra ?"
"Ah, c'e' qualcosa in questo senso", gridarono i due uomini contemporaneamente. E in effetti, la loro aria era cosi' sicura che sembrava non avere dubbi sulla possibilità di successo in un'impresa del genere.
"Nel frattempo - chiese il signor Smith, dopo un momento di silenzio - non c’e’ niente di interessante oggi?"
"Proprio cosi' - rispose Cooley - Gli elementi dell'Olimpo sono definitivamente stabiliti: quel grande pianeta gravita oltre Nettuno alla distanza media di 18.347.762.896 kilometri dal sole, e per attraversare la sua vasta orbita occorrono 1311 anni, 294 giorni, 12 ore, 43 minuti, 9 secondi" [a 3200 km/h].

Quindi, mentre i due uomini accennavano un inchino, il signor Smith passo' nella sala successiva, un'enorme galleria lunga 1 chilometro, dedicata alla pubblicità atmosferica.
Tutti hanno notato quegli enormi annunci pubblicitari riflessi dalle nuvole, cosi' grandi da poter essere visti dalle popolazioni di intere città o persino di interi paesi. Anche questa e' una delle idee di Fritz Napoleon Smith, e nella costruzione di Earth Chronicle un migliaio di proiettori sono costantemente impegnati a mostrare sulle nuvole queste pubblicità elefantiache.
Quando oggi il signor Smith entro' nel dipartimento di pubblicità celeste, trova gli operatori seduti a braccia conserte davanti ai loro proiettori spenti e chiede perche’ se ne stavano cosi’.
Uno degli uomini indico' semplicemente il cielo, che era completamente azzurro.


George Roux, anteriore al 1910

"Si' – mormoro' Mr Smith – un cielo senza nuvole! e' brutto, ma che cosa si deve fare? Potremmo produrre pioggia? E’ quello che potremmo fare, ma a che servirebbe? Quello di cui abbiamo bisogno sono le nuvole, non la pioggia - E, rivolgendosi all'ingegnere capo - Vada a chiedere da parte mia a Mr Samuel Mark, della divisione metereologica del dipartimento scientifico, e gli dica di metterci un po’ piu’ di impegno alla creazione delle nuvole artificiali. Che non ci si ritrovi piu’ in balia dei cieli senza nuvole!"

Il tour giornaliero di Mr. Smith attraverso i vari dipartimenti del suo giornale e' finito. Dopo il padiglione pubblicitario, passa nella sala di ricevimento, dove gli ambasciatori accreditati presso il governo americano lo stanno aspettando, desiderosi di avere un suggerimento o consiglio dall'onnipotente editore. Era in corso una discussione mentre Mr Smith stava entrando. "Vostra Eccellenza mi perdonerà – stava dicendo l'ambasciatore francese al russo – ma non vedo nulla nella mappa dell'Europa che richieda un cambiamento." Il nord agli Slavi? " Si, naturalmente, ma il Sud per i Cattolici…. La nostra frontiera comune, il Reno, mi sembra, funzioni molto bene, inoltre, il mio governo, come sa, si opporrà fermamente a ogni movimento, non solo contro Parigi , la nostra capitale, o le nostre due grandi prefetture, Roma e Madrid, ma anche contro il regno di Gerusalemme, il dominio di San Pietro, di cui la Francia intende essere il fidato difensore ".
"Ben detto! – esclamo' Mr. Smith – com'e' – chiese, rivolgendosi all'ambasciatore russo – che voi russi non siete contenti del vostro vasto impero, il più vasto del mondo, che si estende dalle rive del Reno alle Montagne Celesti e al Kara-Korum, mentre le vostre coste sono bagnate dall'Oceano Artico, dall'Atlantico, dal Mediterraneo e dall'Oceano Indiano? Quindi, a che cosa servono le minacce? La guerra e' possibile in vista delle moderne invenzioni - gusci asfissianti in grado di proiettarsi a una distanza di 60 miglia, una scintilla elettrica di 90 miglia, che a in colpo puo' annientare un battaglione; per non parlare della peste, del colera, della febbre gialla, che i belligeranti potrebbero diffondere reciprocamente tra i loro antagonisti e che in pochi giorni avrebbero distruggerebbero i più grandi eserciti?

"Vero – rispose il russo – ma possiamo fare tutto cio' che desideriamo? Per noi russi, pressati alla frontiera orientale dai cinesi, dobbiamo ad ogni costo rivolgere la nostra forza verso l'occidente".
"Oh, e' tutto? In quel caso – disse Mr. Smith – la cosa puo' essere sistemata, parlero' con il Segretario di Stato al riguardo, l'attenzione del governo cinese sarà chiamata in causa. non e' la prima volta che i cinesi ci infastidiscono".
"In queste condizioni, ovviamente ..." E l'ambasciatore russo ostenta soddisfazione.
"Ah, Sir John, cosa posso fare per lei?" chiese Mr Smith rivolgendosi al rappresentante del popolo della Gran Bretagna, che fino a quel momento era rimasto in silenzio.
"Molto – rispose – se l’ Earth Chronicle volesse appoggiarci..."
"E per cosa?"
"Semplicemente per l'annullamento dell'atto del Congresso che annette agli Stati Uniti le isole britanniche".
Anche, se facilmente la Gran Bretagna e' diventata una colonia degli Stati Uniti, gli inglesi non sono ancora convinti della situazione.
Regolarmente rivolgono al governo americano delle inutili lamentele
"Una campagna contro l'annessione che e' stata un fatto compiuto per 150 anni! - esclamo' Mr Smith - Come puo' la sua gente supporre che farei qualcosa di cosi' poco patriottico?"
"Noi [inglesi] pensiamo che il suo popolo possa essere soddisfatto.
La dottrina Monroe e' pienamente applicata, l'intera America appartiene agli americani, cosa vuole di più ?, Inoltre, pagheremmo quanto dovuto per quello che chiediamo".
"Infatti! – rispose Mr Smith, senza manifestare la minima irritazione – beh, voi inglesi sarete sempre gli stessi. No, no, Sir John, non conti sul mio aiuto. Abbandonare la nostra più bella provincia, la Gran Bretagna? Perché non chiedere alla Francia di rinunciare generosamente al possesso dell'Africa, quella magnifica colonia la cui conquista le e' costata 800 anni di fatiche? Sarete ben accolti!"
"Deciso, quindi, tutto e' finito! – mormoro' tristemente l'agente britannico - il Regno Unito cadde nella sfera degli americani, le Indie in quella dei…"
"…dei russi – disse Mr. Smith, completando la frase.
"L’Australia ha un governo indipendente...".
"Allora non ci rimane niente da fare!” sospiro' Sir John, abbattuto.
"Niente? – chiese il signor Smith, ridendo – beh, c'e' Gibilterra!"
Con questa battuta, l’udienza finisce. L'orologio segnava le dodici, l'ora della colazione. Il signor Smith ritorna nella sua camera. Dove il letto si trovava al mattino, un tavolo tutto sparso si alzava attraverso il pavimento. Per Mr. Smith, essere soprattutto un uomo pratico; ha ridotto il problema dell'esistenza ai suoi termini più semplici. Per lui, invece delle infinite suite di appartamenti dei tempi antichi, e' sufficiente una stanza dotata di ingegnosi congegni meccanici. Qui dorme, fa colazione e cena cena, in breve, vive.

Mr. Smith si siede. Nello specchio del fonotelefoto si vede la stessa camera di Parigi di stamattina. Anche da questa parte c’e’ una tavola imbandita, perché nonostante la differenza di ore, il signor Smith e sua moglie si sono accordati per pranzare insieme. e' delizioso quindi fare colazione con uno che e' a 4500 kilometri di distanza. Ma la stanza della signora Smith e’ deserta.
"e' in ritardo! La puntualità della donna! Progresso ovunque tranne che li'!" mormoro' il signor Smith mentre apriva il rubinetto per il primo piatto. Come tutti i ricchi del nostro tempo, il signor Smith ha eliminato la cucina domestica ed e' abbonato alla Grand Alimentation Company, che invia attraverso una grande rete di condotti alle residenze degli abbonati tutti i tipi di piatti, cosicche’ un assortimento vario e' sempre disponibile. Un abbonamento costa, certo, ma la cucina e' la migliore, e il sistema ha il vantaggio di eliminare le faticose corse dei cordon bleu. Il signor Smith riceve e mangia, da solo, l'antipasto, i primi, l’arrosto ed i legumi. Stava finendo il dessert quando la signora Smith apparve nello specchio del telefoto.
"Ben arrivata, dove sei stata?" chiese il signor Smith al telefoto.
"Cosa? Sei già al dessert? Allora sono in ritardo – esclamo', con un'ingenuità accattivante – dove sono stata, chiedi? E’ tutta colpa del mio sarto. I cappelli sono adorabili in questa stagione! Suppongo di aver perso di vista l'ora, e quindi sono un po 'in ritardo."
"Si', un po ' – ringhio' Mr Smith – cosi' piccolo che ho già finito il pranzo, scusami se ti lascio ora, ma devo andare."
"Oh certo, mio caro, arrivederci a stasera."


George Roux, anteriore al 1910

Smith entro' nel suo aereo personale, che lo aspettava ad una finestra.
"Dove vuole andare, signore?" domando' il cocchiere.
"Fammi vedere: ho tre ore – rifletté il signor Smith – Jack, portami al mio impianto di accumulazione a Niagara."
Mr. Smith aveva ottenuto l'affitto delle grandi cascate del Niagara. Per secoli l'energia sviluppata dalle cascate non e' stata utilizzata. Smith, applicando l'invenzione di Jackson, ora raccoglie questa energia e la puo’ usare o venderla. Ma la sua visita all’impianto ha richiesto più tempo di quanto avesse previsto. Sono le quattro quando torna a casa, giusto in tempo per l’udienza quotidiana del pubblico registrato.
Si comprende prontamente come un uomo come Smith deve essere assediato da richieste di ogni tipo. Puo’ esserci un inventore che ha bisogno di capitale o un visionario che viene a sostenere un brillante schema che deve sicuramente fruttare milioni di profitti. Una scelta deve essere fatta tra questi progetti, rifiutando l'inutile, esaminando i discutibili, accettando i meritori. Per questo lavoro, il signor Smith dedica ogni giorno due intere ore.
C’erano meno registrazioni del solito, solo dodici. Di questi, otto avevano proposte impraticabili.
Uno di loro voleva far rivivere la pittura, un'arte divenuta desueta a causa dei progressi compiuti dalla fotografia a colori. Un altro, un medico, si vantava di aver scoperto una cura per il catarro nasale! I proponenti di questi otto progetti furono liquidati in breve tempo. Dei quattro progetti accolti favorevolmente, il primo era quello di un giovane la cui ampia fronte sembrava indicare una vivida intelligenza.

"Signore, sono un chimico – inizio' – e come tale vengo da lei."
"Bene!"
"Una volta che i corpi elementari – disse il giovane chimico – erano considerati sessantadue, cento anni fa erano ridotti a dieci, ora solo tre rimangono irrisolvibili, come sa".
"Si si."
"Bene, signore, mostrero' che anche questi sono composti. In pochi mesi o poche settimane, saro' riuscito a risolvere il problema, in effetti, potrebbero volerci solo pochi giorni".
"E poi?"
"Allora, signore, avro' semplicemente determinato l'assoluto, tutto cio' che voglio e' un finanziamento per poter terminare con successo la mia ricerca".
"Molto bene," disse il signor Smith. "E quale sarà la ricaduta pratico della sua scoperta?"
"Il risultato pratico? Che saremo in grado di produrre facilmente tutti i corpi qualunque cosa - pietra, legno, metallo, fibre-"
"Anche carne e sangue? – domanda Mr. Smith, interrompendolo – stima di poter fabbricare un essere umano?"
"Perche' no?"
Mr. Smith ha anticipato centomila dollari al giovane chimico e l’ha assunto per il laboratorio dell’Earth Chronicle.
Il secondo dei quattro ricorrenti, partendo da esperimenti fatti tanto tempo fa come nel diciannovesimo secolo e ripetutamente ripetuti, presenta l'idea di spostare un'intera città tutta in una volta da un luogo all'altro. Il suo progetto speciale ha a che fare con la città di Granton – situata, come tutti sanno – a circa quindici miglia nell'entroterra. Propone di trasportare la città su rotaie e di trasformarla in un abbeveratoio. Il profitto, ovviamente, sarebbe enorme. Il signor Smith, rimane affascinato dalla proposta, ne compra la meta’ dei diritti.
"Come sapete, signore – inizio' il terzo dei richiedente – con l'aiuto dei nostri accumulatori e trasformatori solari e terrestri, siamo in grado di rendere tutte le stagioni uguali. Propongo di fare ancora qualcosa di meglio: usare una parte dell'energia in eccesso a nostra disposizione per sollevare dal loro berretto di neve le regioni polari, che diventeranno un vasto territorio disponibile per l'uso dell'uomo."
"Lasci i suoi piani qui e torni tra una settimana, li faro' esaminare nel frattempo".
Alla fine, il quarto, annuncio' la prima soluzione di un grave problema scientifico. Ognuno ricorderà l'audace esperimento fatto cento anni fa dal dottor Nathaniel Faithburn. Il dottore, credendo fermamente nel letargo umano - in altre parole, nella possibilità di sospendere le nostre funzioni vitali e di rimetterle in azione tempo – ha deciso a sottoporre la teoria a una prova pratica. A tal fine, avendo prima dettato le sue ultima volontà e indicato il metodo corretto per svegliarlo, predispose che il suo sonno continuo durasse per cento anni e un giorno dalla data della sua apparente morte sottoponendo senza esitazione la teoria alla prova sulla sua stessa persona.
Ridotto alle condizioni di una mummia, il dottor Faithburn e' stato incassato e deposto in una tomba. Il tempo e’ passato, ed il 25 settembre 2889 – oggi – era il giorno fissato per la sua risurrezione, fu proposto a Mr. Smith di permettere che la seconda parte dell'esperimento fosse eseguita nella sua residenza questa sera.

"D'accordo, sia qui alle dieci", rispose Mr Smith; e con cio' si terminavano le udienze pubbliche della giornata.
Lasciato a se stesso, sentendosi stanco, si sdraio' su una sedia di estensione. Quindi, toccando una manopola, stabili' la comunicazione con la Central Concert Hall, da cui i nostri più grandi maestri inviano agli abbonati le loro deliziose successioni di accordi determinati da formule algebriche recondite. La notte si stava avvicinando. Guidato dall'armonia, dimentico dell'ora, Mr. Smith non si accorse che stava diventando buio. Era abbastanza tardi quando fu svegliato dal suono di una porta che si apriva.
"Chi e' la?" chiese, toccando un commutatore.
All'improvviso, in seguito alle vibrazioni prodotte, l'aria divenne luminosa.
"Ah, lei, dottore?"
"Si' – fu la risposta – come sta?"
"Mi sento bene."
"Bene, mi faccia vedere la sua lingua… va bene, il suo polso e' regolare… e il suo appetito?"
"Abbastanza buono."
"Si', lo stomaco, c'e' lo sfregamento, sei troppo oberato di lavoro. Se lo stomaco non va deve essere curato. Questo richiede studio: dobbiamo pernsarci".
"Nel frattempo – disse Mr. Smith – cenera’ con me."


George Roux, anteriore al 1910

Come al mattino, il tavolo si sollevo' dal pavimento. Ancora una volta – come al mattino – la zuppa, l’arrosto, salse e legumi arrivavano attraverso degli appositi condotti. Verso la fine del pasto, si collego’ fonotelefoticamente con Parigi. Smith vide sua moglie, seduta da sola a tavola, che sembrava tutt'altro che compiaciuta della sua solitudine.
"Perdonami, mia cara, per averti lasciato da sola – disse – ero con il dottor Wilkins."
"Ah, il buon dottore!" osservo' la signora Smith, mentre il suo volto si illuminava.
"Si'. Ma, per favore, quando torni a casa?"
"Questa sera."
"Molto bene, vieni in metropolitana o in aereo-treno?"
"Oh, in metropolitana."
"Si'; e a che ora arriverete?"
"Verso le undici, suppongo."
"Undici di Centropoli, vuoi dire?"
"Si'."
"A fra poco, allora" disse Mr. Smith mentre interrompeva la comunicazione con Parigi.
Finita la cena, il dottor Wilkins lascio’ Mr Smith.
"Mi aspetto che lei alle dieci – disse Mr. Smith – oggi, a quanto pare, e' il giorno del ritorno alla vita del famoso dottor Faithburn. Non ci hai pensato, suppongo, il risveglio deve aver luogo qui nella mia casa, devi venire a vedere. Conto sulla sua presenza."
"Ritornero'" rispose il dottor Wilkins.
Rimasto solo, il signor Smith si occupo' di esaminare i suoi conti: un compito di vasta portata, che aveva a che fare con transazioni che comportano un dispendio giornaliero di 800.000 dollari. Fortunatamente, lo stupendo progresso dell'arte meccanica nei tempi moderni lo rende relativamente facile. Grazie al Piano Electro-Reckoner, i calcoli più complessi possono essere fatti in pochi secondi. In due ore il signor Smith completo' il suo compito. Appena in tempo. Aveva appena voltato l'ultima pagina quando il dottor Wilkins era di ritorno. Dopo di lui fu fatto entrare il corpo del dottor Faithburn, scortato da una numerosa compagnia di scienziati che cominciarono le loro attivita’ simultaneamente. Il sarcofago fu sistemato in mezzo alla stanza, fu preparato il telephote. Il mondo, già avvisato, era in ansiosa attesa di essere testimone oculare dell’evento. Nel frattempo un reporter, come il coro nell'antico dramma, spiegava quanto stava accadendo attraverso il telefono.

"Stanno aprendo il sarcofago – raccontava – ora stanno tirando fuori Faithburn - una vera e propria mummia, gialla, dura e secca. Se colpisci il corpo suona come un blocco di legno. Applicano calore ed elettricità. Nessun risultato. L’esperimento e’ sospeso in attesa che il dr. Wilkins esamini il corpo.
Ma questi, alzandosi, dichiara che l'uomo e' morto.
"Morto!" esclamano tutti i presenti.
"Si' - risponde il dottor Wilkins - morto!"
"E da quanto tempo e' morto?"
Il dottor Wilkins fa un altro esame:
"Un centinaio di anni", risponde.”

Era proprio come descriveva il giornalista: Faithburn era morto, sicuramente morto!
"Ecco un sistema da migliorare", osservo' il signor Smith al dottor Wilkins, mentre il comitato scientifico sul letargo portavano fuori l'urna.
"Tanto per quell'esperimento, ma se il povero Faithburn e' morto, almeno riposa – ha continuato – vorrei poter dormire un po' anch’io. Sono stanco, dottore, piuttosto stanco! Non pensa che un bagno mi rinfrescherebbe?"
"Certamente, ma deve coprirsi bene prima di uscire dalla stanza, non deve prendere freddo."
"Uscire dalla stanza? Perché, dottore, non sa che qui tutto e' meccanizzato? Non sono io ad andare nella sala da bagno, ma la vasca da bagno a venire nella mia stanza...” e premette un pulsante. Dopo pochi secondi si udi' un leggero ronzio, che divento' sempre più forte. All'improvviso la porta si apri' e apparve la vasca.
Questa, per questo anno di grazia 2889, e' la descrizione di un giorno nella vita del’editore dell’ Earth Chronicle.
Un giorno come tutti gli altri 365 giorni all'anno, eccetto gli anni bisestili, che ne hanno 366.
Eh, si, perche’ non e’ stato trovato alcun mezzo per aumentare la lunghezza dell'anno terrestre.