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Decreto Semplificazioni - intervento di Conte


Anche se puo' passare la voglia di sentire quasi un'ora di intervento (56 minuti e 31 secondi per l'esattezza), ma perche' e' cosi' difficile accedere a queste fonti e tutto si muove affinche' ci si accontenti di riassunti piu' o meno parziali, piu' o meno di parte?

E' passata la nottata? (ma non abbassiamo la guardia)

In Italia la nottata del CoViD sembra passata

dal sito della Fondazione GIMBE (www.gimbe.it), click sulla immagine per altri grafici aggiornati
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Ma la situazione nel mondo al 2 luglio 2020 e' tutt'altro che risolta..

The situation at july 2nd, 2020 is all but solved...
(Click over image to reach www.worldometers.info)


situazione al 19 maggio 2020
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in alto totale dei casi diagnosticati, in basso nuovi casi giornalieri.


Il mondo che verra' / The world to came

Paolo Mondani Intervista Joseph Stiglitz, professore di economia alla Columbia University, premio Nobel per l'economia:
[da 1:18 alla fine, cosa ci lascera' il coronavirus?] Avremo un sistema in cui e' urgente ristabilire l'equilibrio tra il popolo, il potere e il profitto. Se non lo capiremo questa crisi ne preparera' un'altra peggiore: lei se la immagina una peggiore di questa?
Trascrizione della intervista

    

Paolo Mondani interviews Joseph Stiglitz, professor of economics at Columbia University, Nobel laureate in economics:
[from 1:18 at the end, what will the coronavirus leave us?] We will have a system in which it is urgent to restore the balance between the people, power and profit. If we do not understand this crisis will prepare another one worse: do you imagine it worse than this?
Transcription and translation of the interview

Da Report del 13 aprile 2020




Festa della mamma 2020


Oggi 10 maggio 2020, festa della mamma, ho ritrovato questo video di mia madre
(Gabriella Massei) ripresa il 7 novembre 1992
(a 17 anni dalla sua morte: quest'anno avrebbe compiuto 100 anni)
Vi sono pochissime sue foto: affermava di non essere fotogenica.
(ps: il suo sei proprio stupido e' rivolto a me che facevo la ripresa)


Qualcosa riparte

    

Something restarts


1 meter closer, ATER balletto

Per carita', non ci allarghiamo!
Stai a casa (come questi ballerini)!
Ma, forse, qualcosa riparte - non solo le botteghe - ma anche, parafrasando Oscar Wilde, cose inutili come l'arte.
Ieri sera, 29 aprile, su Rai5 in prima serata e in replica a mezzanotte, la fondazione nazionale della danza/ATER balletto ha messo in scena 1 meter closer: screendance shot in quarantine nel rispetto delle distanze di sicurezza per battere il coronavirus.
Bellissimo.
Guardalo, per ogni credito rimando al sito dell'ATER

    

For heaven's sake, please, do not take over!.
Stay at home (like these dancers)!
But, maybe, something is restarting - not just the shops - but also, paraphrasing Oscar Wilde, useless things like art.
Last night, April 29th, on Rai5 in the early evening and in reply at midnight, the national foundation of the dance / ATER ballet staged 1 meter closer screendance shot in quarantine respecting the safety distances to beat the coronavirus.
Beautiful.
Look it, for every credit please refer to the ATER website



situazione al 29 aprile 2020
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Una decina di giorni fa Arcuri, commissario per l'emergenza, nella conferenza stampa ha detto:
in Lombardia, il coronavirus ha fatto 5 volte i morti civili della seconda guerra mondiale
in tutto il mondo - worldwide
parliamo di esseri umani, non di balle di fieno:
guarda questa inchiesta di Report (©RAI) del 6 aprile
we're dealing with humans, not hay bales

In realta’ non sappiamo quanti sono i contagiati.

Forse sono tra 50 e 100 volte i casi accertati con tampone, il 99% dei quali sono asintomatici (cioe' non presentano alcun sintomo ma possono essere contagiosi) perche’:

  • fino a poco tempo fa i tamponi dovevano essere lavorati a mano e farne migliaia era proibitivo.
  • i tamponi non sono stati eseguiti egualmente in tutta italia (1/3 degli italiani vive al sud)
  • principalmente perche' sono stati fatti - oltre che al personale sanitario - solo ai sintomatici e quelli che con questi sono entrati in contatto (anche se ultimamente ne sono stati fatti una marea).

  • Ci stanno rincoglionendo con questa app che ci dira’ al piu’ se ci avviciamo a qualcuno dei 170000 che sono o sono stati positivi.
    I test sierologici sono disponibili da poco, non tutti egualmente affidabili: finquando i test non raggiungeranno l’affidabilita’ richiesta e ne saranno scelti alcuni per fare uno screening di massa questa app sara' quasi inutile, o - peggio - indurra' in un erroneo ottimismo.
    Altro che 5G e metodi coreani!
    I responsabili dell'autorita' per la sicurezza dei dati personali si stanno facendo delle incredibili seghe mentali sulla privacy.
    Intanto Google, Facebook e gli altri grandi fratelli con la nostra autorizzazione sanno dove siamo, cosa facciamo,come lo facciamo e se ci piace a scopi esclusivamente commerciali.
    Ogni volta che installiamo una applicazione diamo il consenso a un mare di clausole che tutti approviamo senza dedicare la dovuta attenzione a cio' che con un click autorizziamo.
    Molti non sanno neanche che danno un consenso.
    Ma non ne voglio dare la colpa ai produttori: vogliamo tutto gratis? Beh, cosi' e', prendere o lasciare: nessuno puo' fare a meno di essere connesso.


    ancora serve fare armi? (19 aprile 2020)

    Ieri, per strada ho visto questo manifesto parzialmente strappato

    Come dare torto a chi ha stampato questo manifesto?
    Forse chi lo ha danneggiato canta fratelli d'italia dal balcone e pensa di dover ancora respingere lo straniero sul piave...

    Poi, cercando sul web, ho trovato questo intervento di Gino Strada (fondatore di Emergency) di 2 settimane fa a Piazza Pulita su La7.


    da
    youtube
    Dove Gino Strada informa che - nel silenzio totale - sta passando l'idea di spendere 2 miliardi e 300 milioni di euro per costruire 2 sottomarini.
    Sono d'accordissimo con Gino Strada: e' un crimine sociale.
    Non dimentichiamo che, poiche' una delle principali produzioni del bresciano sono le armi, e' proprio per non chiudere le fabbriche del bresciano fino al 23 marzo si sono creati i focolai di quella provincia (vedi il servizio di report del 6 aprile).



    situazione al 18 aprile 2020
    Arcuri, commissario per l'emergenza, nella conferenza stampa ha detto:
    in Lombardia, il coronavirus ha fatto 5 volte i morti civili della seconda guerra mondiale
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    situazione al 17 aprile 2020



    situazione al 14 aprile 2020
    ma il numero dei casi confermati (inclusi i guariti)
    e' stimato essere da 10 a meno di 100 volte maggiore (diciamo 60?)




    non sono molti per un paese di circa 60 milioni di abitanti, vista la contagiosita' del SARS-cov2 e le nostre abitudini sociali...




    situazione al 10 aprile 2020



    Intervista di Giuseppe Conte a Bild TV
    (8 aprile 2020)

        

    Bild TV interview to Giuseppe Conte
    (april 8th, 2020)



    intervista di Giuseppe Conte a Bild tv (8 aprile 2020)
    (audio originale, domande sottotitolate)
    Bild tv interview of Giuseppe Conte (april 8th, 2020)
    Original video from Bild website (in german)
    video da/from youtube




    Una Terribile inchiesta di Report (6 aprile 2020)



    Terribile
    Una porzione della puntata di
    del 6 aprile ©RAI
    e capisci cosa puo' fare il dio euro: pur di mantenere le fabbriche aperte,
    si e' scelto di far ammalare le due province di Bergamo e Brescia
    ,
    che hanno avuto piu' di 5000 morti, gran parte dei quali persone anziane.



    situazione all' 8 aprile 2020
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    in tutto il mondo - worldwide
    parliamo di esseri umani, non di balle di fieno
    we're dealing with humans, not hay bales




    La nostra bellissima astronave

        

    our wonderful spaceship



    la nostra bellissima astronave
    our wonderful spaceship
    dal sito acegif.com ©
    altre informazioni dal blog EMOUT




    auguri da Amman (5 marzo 2020)


    Auguri Italia da Amman (31 marzo 2020)
    Un video di auguri al nostro paese dalla Giordania (arabic subtitle)





    situazione al 4 aprile 2020
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    in tutto il mondo - worldwide
    parliamo di esseri umani, non di balle di fieno
    these numbers count humans, not hay bales





    Intervista di Giuseppe Conte all'ARD (31 marzo 2020)


    ARD intervista Giuseppe Conte (31 marzo 2020)
    ARD interview of Giuseppe Conte (march 31st, 2020)
    english translation
    Original video from ARD 1 website



    situazione al 1 aprile 2020
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    in tutto il mondo - worldwide
    parliamo di esseri umani, non di balle di fieno
    we're dealing with humans, not hay bales





    L'Europa può continuare a vivere solo se gli europei si sostengono l'un l'altro (2 aprile 2020)

    da

    Diversi Intellettuali, artisti, politici ed economisti chiedono i CoronaBond
    di Peter Bofinger, Daniel Cohn-Bendit, Joschka Fischer, Rainer Forst, Marcel Fratzscher, Ulrike Guérot, Jürgen Habermas, Axel Honneth, Eva Menasse, Julian Nida-Rümelin, Volker Schlöndorff, Peter Schneider e Margarethe von Trotta

    1 aprile 2020
    Traduzione automatica dal tedesco

        

    Europe can only live on if the Europeans now stand for each other (april 2nd, 2020)

    from

    Intellectuals, artists, politicians and economists call for a Corona fund
    by Peter Bofinger, Daniel Cohn-Bendit, Joschka Fischer, Rainer Forst, Marcel Fratzscher, Ulrike Guérot, Jürgen Habermas, Axel Honneth, Eva Menasse, Julian Nida-Rümelin, Volker Schlöndorff, Peter Schneider and Margarethe von Trotta

    April 1st, 2020
    Automated translation from german

    I firmatari di questo invito contattano direttamente la Commissione europea

    Negli ultimi giorni, ci sono stati migliaia di morti per coronavirus in Italia e in Spagna, 1.000 in 24 ore in Italia e 800 in Spagna: questi rapporti non provengono da un altro pianeta o da un lontano continente. Puoi raggiungerci dai nostri paesi vicini a cui siamo collegati. Noi autori siamo tra gli appassionati della cultura mediterranea. Ma non devi essere un cultore per essere allarmato dall'enorme quantità di distruzione che il coronavirus ha già causato in questi paesi.

    La pandemia ha prodotto esempi impressionanti di aiuti di vicinato e solidarietà in tutta Europa. Migliaia di giovani si offrono volontari per prendersi cura degli anziani che vivono soli nelle loro case; lo stato della Sassonia accoglie pazienti gravemente malati provenienti dall'Italia, la Saarland offre aiuto ai pazienti francesi senza aiuto, sono coinvolti anche altri stati federali e il governo federale. Si può sentire un nuovo clima: è decisamente popolare mostrare disponibilità, empatia e speranza.

    Ma sulla questione cruciale, i settentrionali restano cauti verso i fratelli e le sorelle del sud: rifiutano rigorosamente di concordare un fondo garantito da tutti i membri dell'UE, che consentirebbe di sostenere insieme gli enormi oneri finanziari della crisi. Un simile fondo impedirebbe uno shock, che in linea di principio colpisce tutti gli Stati membri, travolgendo quei paesi che hanno dovuto far fronte a un livello molto elevato di debito pubblico prima della crisi.

    La Commissione europea dovrebbe pertanto istituire i CoronaBond che siano in grado di contrarre prestiti sui mercati dei capitali internazionali il più a lungo possibile. I fondi dovrebbero fluire da questo fondo come trasferimenti agli Stati membri. Questa costruzione impedirebbe l'aumento dell'indebitamento dei singoli Stati membri. Il fondo riceverebbe fondi per pagamenti di interessi dal bilancio dell'UE.

    Il fondo da noi proposto non deve essere confuso con il modello degli Eurobond proposti come soluzione alla crisi dell'euro nel periodo 2010-2012. L'obiettivo degli Eurobond era stabilire una responsabilità solidale per una parte significativa del debito nazionale sorto in passato. Nel caso delle obbligazioni corona, i debiti correnti e quelli emergenti nei prossimi mesi dovrebbero essere sostenuti congiuntamente. È una misura temporanea che consentirebbe all'Italia e agli altri paesi minacciati dalla loro stessa esistenza di sopravvivere alla crisi e alle conseguenze politiche ed economiche. Non fare nulla equivarrebbe a non fare nulla qui.

    È difficile per noi capire perché il Cancelliere e il Vice-Cancelliere [ndr: tedeschi] hanno riserve così grandi su questo passaggio, necessario per la solidarietà e la stabilità europee. Questa solidarietà riguarda anche una consapevolezza comune della crisi. Ora è il momento di trovare il modo di chiarire che apparteniamo insieme, che siamo legati dalla stessa "magia" del nostro inno. A cosa dovrebbe servire l'Unione europea se non dimostra ai tempi del coronavirus che gli europei stanno insieme e lottano per un futuro comune? Questo non è solo un requisito di solidarietà, ma anche di interesse personale. In questa crisi, noi europei siamo tutti nella stessa barca. Se il nord non aiuta il sud, allora non sta solo perdendo se stesso, ma anche l'Europa.

    L’appello appare contemporaneamente anche su "Le Monde"

        

    The subscribers to this call contact the EU Commission directly

    In the past few days, thousands of coronavirus patients have died in Italy and Spain alone, 1,000 in 24 hours in Italy and 800 in Spain. These reports do not come from another planet or from a distant continent. You can reach us from our neighboring countries to which we are connected. We, the authors, are among the lovers of Mediterranean culture. But you don't have to be a lover to be alarmed by the tremendous amount of destruction that the corona virus has already caused in these countries.

    The pandemic has produced impressive examples of neighborhood aid and solidarity across Europe. Thousands of young people volunteer to care for elderly people living alone in their homes; the state of Saxony welcomes seriously ill patients from Italy, the Saarland offers help to unaided French patients, other federal states and the federal government are also involved. A new climate can be felt: It is downright popular to show helpfulness, empathy and hope.

    But on the crucial question, the northerners remain cautious towards the brothers and sisters from the south: they strictly refuse to agree to a fund guaranteed by all EU members, which would make it possible to shoulder the huge financial burdens of the crisis together. Such a fund would prevent a shock, which in principle strikes all member states, from overwhelming those countries that had to deal with a very high level of public debt before the crisis.

    The European Commission should therefore set up a corona fund that is able to borrow on the international capital markets for as long as possible. The funds should flow from this fund as transfers to the member states. This construction would prevent the indebtedness of the individual member states from increasing. The fund would receive funds for interest payments from the EU budget.

    The fund we are proposing should not be confused with the model of the Eurobonds that were proposed as a solution to the euro crisis in 2010-2012. The aim of the Eurobonds was to establish joint liability for a significant part of the national debt that had arisen in the past. In the case of corona bonds, the current debts and those arising in the coming months are to be borne jointly. It is a temporary measure that would allow Italy and other countries threatened by their very existence to survive the crisis and the aftermath politically and economically. Failure to do anything would amount to doing nothing here.

    It is difficult for us to understand why the [ndr: german] Chancellor and the Vice-Chancellor have such great reservations about this step, which is necessary for European solidarity and stability. This solidarity is also about a common awareness of the crisis. Now is the time to find ways to make it clear that we belong together, that we are bound by the same "magic" as our anthem says. What should the EU be good for if it does not show in times of coronavirus that Europeans stand together and fight for a common future? This is not only a requirement of solidarity, but also of self-interest. In this crisis, we Europeans are all in the same boat. If the north does not help the south, then it is not only losing itself, but also Europe.

    The call appears simultaneously in "Le Monde"


    Io scrivo, trascrivo, link-o queste cose perche' respiro
    Fammi sapere cosa ne pensi per mail scrivendo a igino.manfre@gmail.com
    o inviandomi un messaggio whatsapp/telegram/sms al (+39) 3358235346

    I write, copy o link these things because I breathe
    Let me know what you think about writing to igino.manfre@gmail.com
    or sending me a whatsapp/telegram/sms message at (+39) 3358235346


    Lettera al presidente Macron (2 aprile 2020)

    di Annie Ernaux

    letta stamattina da Silvia Bencivelli a Pagina3
    Traduzione di Massimo Raffaeli
    dal sito

        

    Letter to President Macron (april 2nd, 2020)

    by Annie Ernaux

    read this morning by Silvia Bencivelli at Page3
    Translation by Massimo Raffaeli
    from website - (automated english translation)


    Cergy, 29 marzo 2020

    In piena facoltà, egregio Presidente, le scrivo la presente che spero leggerà.
    A lei che è un appassionato di letteratura, una simile introduzione evoca certamente qualcosa. E’ l’inizio della canzone di Boris Vian, Il disertore, scritta nel 1954, tra la guerra di Indocina e quella d’Algeria.
    Oggi, benché lei lo proclami, noi non siamo in guerra, qui il nemico non è umano, non è un nostro simile, non ha pensiero né volontà di nuocere, ignora le frontiere e le differenze sociali, si riproduce alla cieca saltando da un individuo a un altro.
    Le armi, visto che lei tiene a questo lessico guerresco, sono i letti d’ospedale, i respiratori, le mascherine e i test, è il numero dei medici, degli scienziati, dei sanitari.
    Ora, da quando lei dirige la Francia, è rimasto sordo al grido d’allarme del mondo sanitario e quello che si poteva leggere sullo striscione di una dimostrante lo scorso novembre, Lo Stato conta i soldi, noi conteremo i morti, oggi risuona tragicamente.
    Lei ha preferito ascoltare coloro che sostengono il disimpegno dello Stato preconizzando l’ottimizzazione delle risorse, la regolazione dei flussi, tutto un gergo scientifico senza più carne, senza più realtà.
    Ma faccia attenzione, sono per la maggior parte i servizi pubblici, in questo momento, che assicurano il funzionamento del paese: gli ospedali, l’istruzione e le sue migliaia di insegnanti, di educatori, così mal pagati, la rete elettrica pubblica, la posta, il metrò, le ferrovie.
    E tutti quelli di cui lei ha detto tempo fa che non erano nulla, adesso sono tutto, quelli che continuano a svuotare i cassonetti, a stare alla cassa, a consegnare le pizze, a garantire una vita altrettanto indispensabile di quella intellettuale, la vita materiale.
    Strano come la parola “resilienza” significhi ripresa dopo un trauma.
    Noi non ci siamo ancora.

    Si guardi, signor Presidente, dagli effetti di questo periodo di confino, di sconvolgimento del corso delle cose. E’ un tempo propizio a rimettere le cose in questione, un tempo per desiderare un mondo nuovo.
    Non il suo, non quello in cui i politici e i finanzieri già riprendono senza pudore l’antifona del “lavorare di più”, fino a 60 ore la settimana. Siamo in molti a non volere più un mondo dove l’epidemia rivela diseguaglianze stridenti.
    E, al contrario, in molti a volere un mondo dove i bisogni essenziali, nutrirsi in maniera sana, curarsi, avere un alloggio, educarsi, coltivarsi sia garantito a tutti, un mondo di cui le attuali solidarietà mostrano appunto la possibilità.
    Sappia, signor Presidente, che non ci lasceremo più rubare la nostra vita, non abbiamo che questa e “nulla vale quanto la vita”, ancora una canzone, di Alain Souchon, né imbavagliare a lungo le nostre libertà democratiche, oggi ristrette, libertà che permettono alla mia lettera, contrariamente a quella di Boris Vian, vietata alla radio, di essere letta stamattina sulle onde di una radio pubblica.

    Annie Ernaux

        

    Cergy, March 29, 2020

    In full faculty, dear President, I am writing to you the present, I hope you will read.
    To you, who is passionate about literature, such an introduction evokes certainly something. It is the beginning of Boris Vian's song, The Deserter, written in 1954, between the war of Indochina and that of Algeria.
    Today, although you proclaim it, we are not at war, here the enemy is not human, he is not our fellow man, he has no thought or will to harm, he ignores them frontiers and social differences, it reproduces blindly jumping from a individual to another.
    The weapons, since you care about this warlike lexicon, are the hospital beds, respirators, masks and tests, is the number of doctors, scientists, health workers.
    Now, since you run France, you have remained deaf to the alarm cry of the world health and what could be read on the banner of a demonstrator last November, the state counts the money, we'll count the dead today resounds tragically.
    You preferred to listen to those who support the disengagement of the state advocating the optimization of resources, the regulation of flows, everything a scientific jargon without more meat, without more reality.
    But be careful, mostly public services are in this currently, which ensure the functioning of the country: hospitals, education and its thousands of teachers, educators, so poorly paid, the public electric grid, the post office, the subway, the railways.
    And all those you mentioned long ago that were nothing, now they are everything, those who continue to empty the bins, to stay at the checkout, to deliver the pizzas, to guarantee a life just as indispensable as that intellectual, material life.
    Strange how the word "resilience" means recovery after a trauma.
    We are not there yet.

    Beware, Mr. President, of the effects of this period of confinement, by upheaval of the course of things. It is a good time to put things back in question, a time to desire a new world.
    Not his, not one in which politicians and financiers are already shooting without modesty the antiphon of "working harder", up to 60 hours a week. We are in many no longer want a world where the epidemic reveals inequalities strident.
    And, on the contrary, many want a world where essential needs are nourished in a healthy way, taking care of yourself, having accommodation, educating yourself, cultivating yourself is guaranteed to all, a world whose current solidarity shows precisely possibility.
    Know, Mr. President, that we will no longer allow ourselves to be stolen, not we have this and "nothing is worth as much as life", another song, by Alain Souchon, nor long gag our democratic freedoms, now restricted, freedoms that allow my letter, contrary to that of Boris Vian, forbidden on the radio, to be read this morning on the waves of a public radio.

    Annie Ernaux




    L'incipit di questa lettera mi suonava familiare. Quando sono andato a leggere la lettera di Annie Ernaux citata da Silvia Bencivelli nel programma Pagina3 di Radio3, sono andato a cercare il testo de il disertore.
    Come dice piu' avanti nella lettera, non c'entra molto: quella era una canzone contro la guerra ed il potere che la faceva, questo appello e' contro l'incertezza e la incongruenza del potere che dopo aver a lungo distrutto lo stato sociale, ora e' costretto a constatarne la necessita'.
    Il potere e' lo stesso, si potrebbe dire, ma la situazione e' diversa.
    Qui sotto puoi trovare il testo originale in francese (che non mastico a sufficienza) e nella bellissima traduzione fatta da Ivano Fossati

        

    The beginning of this letter sounded familiar to me. When I went to read the letter by Annie ernaux mentioned by Silvia Bencivelli in the program Pagina3 di radio3, I went to look for the text of the deserter.
    As she say in the letter It hadn't much to do with it: that was a song against the war and the power that made it, this appeal is against the uncertainty and inconsistency of the power that after having destroyed the social state for long time, now it is forced to need of it.
    The power is the same, we might say, but the situation is different.
    Here down you can find the original lyrics and - if your french is bad like mine - its automated translation in english

    Il disertore

    di Boris Vian (traduzione di Ivano Fossati)

    In piena facoltà
    Egregio presidente
    Le scrivo la presente
    Che spero leggerà
    La cartolina qui
    Mi dice terra terra
    Di andare a far la guerra
    Quest'altro lunedì
    Ma io non sono qui
    Egregio presidente
    Per ammazzar la gente
    Più o meno come me
    Io non ce l'ho con lei
    Sia detto per inciso
    Ma sento che ho deciso
    E che diserterò.
    Ho avuto solo guai
    Da quando sono nato
    I figli che ho allevato
    Han pianto insieme a me.
    Mia mamma e mio papà
    Ormai son sotto terra
    E a loro della guerra
    Non gliene fregherà
    Quand'ero in prigionia
    Qualcuno mi ha rubato
    Mia moglie e il mio passato
    La mia migliore età
    Domani mi alzerò
    E chiuderò la porta
    Sulla stagione morta
    E mi incamminerò.
    Vivrò di carità
    Sulle strade di Spagna
    Di Francia e di Bretagna
    E a tutti griderò
    Di non partire più
    E di non obbedire
    Per andare a morire
    Per non importa chi.
    Per cui se servirà
    Del sangue ad ogni costo
    Andate a dare il vostro
    Se vi divertirà
    E dica pure ai suoi
    Se vengono a cercarmi
    Che possono spararmi
    Io armi non ne ho.


        

    Le déserteur

    de Boris Vian

    Monsieur le Président
    Je vous fais une lettre
    Que vous lirez peut-être
    Si vous avez le temps
    Je viens de recevoir
    Mes papiers militaires
    Pour partir à la guerre
    Avant mercredi soir
    Monsieur le Président
    Je ne veux pas la faire
    Je ne suis pas sur terre
    Pour tuer des pauvres gens
    C'est pas pour vous fâcher
    Il faut que je vous dise
    Ma décision est prise
    Je m'en vais déserter
    Depuis que je suis né
    J'ai vu mourir mon père
    J'ai vu partir mes frères
    Et pleurer mes enfants
    Ma mère a tant souffert
    Elle est dedans sa tombe
    Et se moque des bombes
    Et se moque des vers
    Quand j'étais prisonnier
    On m'a volé ma femme
    On m'a volé mon âme
    Et tout mon cher passé
    Demain de bon matin
    Je fermerai ma porte
    Au nez des années mortes
    J'irai sur les chemins
    Je mendierai ma vie
    Sur les routes de France
    De Bretagne en Provence
    Et je dirai aux gens:
    Refusez d'obéir
    Refusez de la faire
    N'allez pas à la guerre
    Refusez de partir
    S'il faut donner son sang
    Allez donner le vôtre
    Vous êtes bon apôtre
    Monsieur le Président
    Si vous me poursuivez
    Prévenez vos gendarmes
    Que je n'aurai pas d'armes
    Et qu'ils pourront tirer

    1954

        

    The deserter

    by Boris Vian (automated translation from french)

    Mister President
    I'm writing you a letter
    That you may read
    If you have time
    I just received
    My military papers
    To go to war
    Before Wednesday evening
    Mister President
    I don't want to do it
    I'm not on earth
    To kill poor people
    It's not to make you angry
    I have to tell you
    My decision is made
    I'm going to desert
    Since I was born
    I saw my father die
    I saw my brothers go
    And cry my children
    My mother suffered so much
    She's in her grave
    And makes fun of the bombs
    And make fun of the worms
    When I was a prisoner
    My wife was stolen from me
    My soul was stolen from me
    And all my dear past
    Good morning tomorrow
    I'll close my door
    In the face of the dead years
    I will go on the paths
    I will beg my life
    On the roads of France
    From Brittany to Provence
    And I will tell people:
    Refuse to Obey
    Refuse to do it
    Don't go to war
    Refuse to leave
    If you have to donate blood
    Go give yours
    You are a good apostle
    Mister President
    If you are chasing me
    Tell your gendarmes
    That I will have no weapons
    And that they can shoot





    Intervista di Giuseppe Conte all'olandese De Telegraaf (1 aprile 2020)

    di Maarten van Aalderen dal sito facebook di Giuseppe Conte

    Sembra che gli ultimi giorni ci sia stata quasi una guerra tra l’Olanda e l’Italia, dopo il rifiuto netto da parte dell’Olanda riguardo alla domanda di introdurre eurobonds collettivi.
    Il premier italiano Giuseppe Conte ritiene che non si debba assolutamente parlare di ostilità tra il suo paese e l’Olanda. In una intervista esclusiva con De Telegraaf dice che, anche oggi, ha un rapporto personale eccellente con il premier Rutte. Ma il premier italiano rimane convinto dell’importanza dell’introduzione di eurobond - Conte preferisce parlare di european recovery bonds -, per contrastare la grande crisi internazionale che è stata causata dal coronavirus.

    MvA: Perché l’Italia è arrabbiata con l’Olanda?
    GC: Non credo che sia una questione di arrabbiatura dell’Italia con l’Olanda o del popolo italiano con il popolo olandese. Molti italiani non comprendano però la resistenza da parte delle autorità olandesi ad affrontare questa crisi - che è una crisi epocale, una crisi sanitaria, economica e sociale ad un tempo – che per questo richiede una reazione forte, immediata, rigorosa ed efficace, da coordinare a livello europeo. L’Italia si è trovata in trincea con la Spagna, ma è chiaro che è una battaglia che riguarda tutti. Lo dimostra anche il numero dei contagi che crescono ovunque. Quindi l’effetto recessione si verificherà pressoché ovunque.

    MvA: L’Olanda, secondo lei, ha una posizione più rigida rispetto agli altri paesi nordici?
    GC: Non mi sento di distinguere e di entrare nei dettagli delle singole sensibilità. L’Italia non sta in questo momento chiedendo ai cittadini olandesi di pagare il debito italiano. Non chiediamo neanche un euro ai contribuenti olandesi. In un mercato comune l’Europa deve poter agire in modo solidale ed efficace, perché è impensabile che qualcuno possa giovarsi di questa crisi. La stiamo subendo tutti, quindi abbiamo tutti l’interesse a fronteggiarla in modo coerente e unitario. E questa unità deve iniziare con le misure di contenimento del contagio. Tutti le dobbiamo contemporaneamente adottare, in modo severo e rigoroso. Siccome siamo al fronte, se uno stato membro non dovesse adottare misure severe e rigorose, il nemico invisibile dilagherebbe e sarebbe gravissimo danno per tutti. E nessuno Stato membro deve rimanere esposto al rischio di un contagio di ritorno. L’Italia in questo momento sta pagando un prezzo economico molto alto, ma lo sta facendo per uscire quanto prima da questo stato di emergenza. Immaginate cosa significherebbe per l’Italia, dopo aver pagato un prezzo così alto dal punto di vista economico e sociale, subire un contagio di ritorno, perché altri stati membri non hanno adottato misure altrettanto severe e rigorose. L’Italia pagherebbe un doppio prezzo.

    MvA: Molti olandesi hanno l’impressione di dover pagare sempre per il Sud. Perché sbagliano?
    L’Italia ha sempre pagato il proprio debito. Non ha mai chiesto un euro agli altri. Vorrei ricordare che l’Italia è la terza economia dell’Europa, la seconda manifattura dell’Europa, è una potenza del G7 e l’Italia sa fare i compiti a casa. Dal 2011 il nostro avanzo primario è stato positivo, superiore al 1,7% del pil di media. Vorrei anche ricordare che il 2019 si è chiuso con un rapporto deficit pil pari all’1,6%, mentre l’obiettivo programmato era il 2,2%. In Italia, da quando sono Presidente del consiglio, stiamo realizzando poderose riforme strutturali, per consentire al Paese di correre meglio e più velocemente. L’Italia non solo non chiede un euro ai contribuenti olandesi per pagare il proprio debito. Ma l’Olanda è anche tra i paesi che si avvantaggiano molto del contributo delle imprese italiane. Perché molte grandi imprese che pure hanno i principali stabilimenti in Italia e ricavano i maggiori profitti nel nostro Paese poi beneficiano della legislazione fiscale olandese, molto più conveniente. Quindi i cittadini olandesi non hanno motivi di pensare che il rapporto con l’Italia li veda svantaggiati economicamente né devono temere di dover pagare i debiti italiani.

    MvA: Perché secondo lei è il MES non è uno strumento sufficiente?
    GC: Il MES è uno strumento che è stato elaborato in tutt’altro contesto, con regole costruite per rispondere e reagire a shock asimmetrici. Ma qui si tratta di uno tsunami, che si abbatte simmetricamente sul piano economico e sociale su tutti i paesi europei. Non è quindi una crisi che origina da tensioni finanziarie di singoli paesi. Nessun paese può essere considerato responsabile di questa crisi. Per questa ragione il MES non può essere lo strumento per offrire quella reazione europea, rigorosa e coordinata, di cui abbiamo bisogno. L’Europa deve competere nello spazio globale. Deve competere con gli Stati Uniti, che hanno stanziato 2000-2300 miliardi, stiamo parlando di circa il 10% del pil, deve competere con la Cina. Se l’Europa si muove in una logica di singoli stati membri, di strumenti modesti che sono nati per ben altre e più modeste situazioni critiche, l’Europa non potrà mai competere a livello globale. Gli european recovery bond sono il modo migliore per rispondere, anche per i cittadini olandesi. Anche loro hanno bisogno di garanzie e di sentirsi protetti in una situazione del genere. Immaginate quali conseguenze potrà avere questa recessione sulle infrastrutture olandesi e quale impatto potrà avere quanto alla circolazione delle merci. In Europa abbiamo catene del valore fortemente integrate, basta che salti un anello e l’intera catena ne risente. Siamo di fronte a uno tsunami che riguarda tutti.

    MvA: Il premier Rutte non vuole subito mettere miliardi, ma prima vedere come si evolve la situazione. Perché c’è fretta?
    GC:Vedo che c’è un dibattito in corso in Olanda e non tutti i rappresentanti delle istituzioni la pensano allo stesso modo. Non perdiamo questo appuntamento con la storia. La storia ci sta chiamando. È un appuntamento che richiede da parte nostra di ricorrere a strumenti straordinari, eccezionali, finalizzati esclusivamente a uscire quanto prima da questa recessione. Anche le buone risposte, se dovessero giungere tardi, si riveleranno inutili. Dobbiamo evitare di ritrovarci a dire: ecco, finalmente abbiamo trovato la terapia, per poi scoprire che il paziente è morto.

        

    Dutch De Telegraaf Interview to Giuseppe Conte (April 1st, 2020)

    by Maarten van Aalderen from the facebook site of Giuseppe Conte

    It seems that there has been almost a war between the Netherlands and Italy in the last few days, following the net refusal by the Netherlands regarding the demand to introduce collective eurobonds.
    Italian Prime Minister Giuseppe Conte believes that there should be no talk of hostility between his country and Holland. In an exclusive interview with De Telegraaf he says that, even today, he has an excellent personal relationship with Prime Minister Rutte. But the Italian premier remains convinced of the importance of the introduction of eurobonds - Conte prefers to speak of European recovery bonds -, to counter the great international crisis that was caused by the coronavirus.

    MvA: Why is Italy angry with Holland?
    GC: I don't think it's a matter of angering Italy with Holland or the Italian people with the Dutch people. Many Italians, however, do not understand the resistance from the Dutch authorities to face this crisis - which is an epochal crisis, a health, economic and social crisis at the same time - which for this requires a strong, immediate, rigorous and effective reaction, to be coordinated at European level. Italy found itself in the trenches with Spain, but it is clear that it is a battle that affects everyone. This is also demonstrated by the number of infections that grow everywhere. So the recession effect will occur almost everywhere.

    MvA: Do you think Holland has a more rigid position than the other Nordic countries?
    GC: I don't feel like distinguishing and going into the details of individual sensitivities. Italy is not currently asking Dutch citizens to pay the Italian debt. We don't even ask the Dutch taxpayers for a single euro. In a common market, Europe must be able to act in solidarity and effectively, because it is unthinkable that someone can take advantage of this crisis. We are all undergoing it, so we all have an interest in facing it in a coherent and unitary way. And this unity must begin with the contagion containment measures. We must all adopt them at the same time, strictly and rigorously. Since we are at the front, if a member state does not adopt strict and rigorous measures, the invisible enemy would spread and harm would be extremely serious for everyone. And no Member State should remain exposed to the risk of a return infection. Italy is currently paying a very high economic price, but it is doing so to get out of this state of emergency as soon as possible. Imagine what it would mean for Italy, after paying such a high price from an economic and social point of view, to suffer a return infection, because other member states have not adopted equally severe and rigorous measures. Italy would pay a double price.

    MvA: Many Dutch people have the impression that they always have to pay for the South. Why are they wrong?
    Italy has always paid its debt. He never asked the others for a euro. I would like to remind you that Italy is the third largest economy in Europe, the second largest in Europe, it is a G7 power and Italy knows how to do homework. Since 2011, our primary surplus has been positive, above 1.7% of the average GDP. I would also like to remind you that 2019 ended with a GDP deficit ratio of 1.6%, while the planned target was 2.2%. In Italy, since I am Prime Minister, we have been carrying out massive structural reforms to allow the country to run better and faster. Italy not only does not ask the Dutch taxpayers for a euro to pay their debt. But Holland is also among the countries that benefit greatly from the contribution of Italian companies. Because many large companies that also have the main factories in Italy and obtain the greatest profits in our country then benefit from the Dutch tax legislation, much cheaper. So Dutch citizens have no reason to think that the relationship with Italy sees them economically disadvantaged nor do they have to fear having to pay Italian debts.

    MvA: Why do you think MES is not a sufficient tool?
    GC: The MES is a tool that has been developed in a completely different context, with rules built to respond and react to asymmetric shocks. But here it is a tsunami, which is symmetrically affecting all European countries economically and socially. It is therefore not a crisis that originates from financial tensions in individual countries. No country can be held responsible for this crisis. For this reason, the ESM cannot be the tool to offer that rigorous and coordinated European reaction that we need. Europe must compete in global space. It must compete with the United States, which has allocated 2000-2300 billion, we are talking about 10% of GDP, it must compete with China. If Europe moves in the logic of individual member states, of modest instruments that were born for quite other and more modest critical situations, Europe will never be able to compete on a global level. European recovery bonds are the best way to respond, even for Dutch citizens. They too need guarantees and to feel protected in such a situation. Imagine what consequences this recession will have on Dutch infrastructure and what impact it will have on the movement of goods. In Europe we have highly integrated value chains, as long as you skip a link and the whole chain suffers. We are facing a tsunami that affects everyone.

    MvA: Prime Minister Rutte does not want to put billions at once, but first to see how the situation evolves. Why is there a hurry?
    GC: I see that there is an ongoing debate in the Netherlands and not all the representatives of the institutions think the same way. Let's not miss this appointment with history. History is calling us. It is an appointment that requires us to resort to extraordinary, exceptional tools, aimed exclusively at exiting this recession as soon as possible. Even the good answers, if they come late, will prove useless. We must avoid finding ourselves saying: here we finally found the therapy, only to find out that the patient died.


    situazione al 31 marzo 2020
    dal sito della Fondazione GIMBE (www.gimbe.it), click sulla immagine per altri grafici aggiornati
    from Fondazione GIMBE website (www.gimbe.it), click over image for more updated charts



    Lettera di 8 Capi di Governo Europei al Presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel

    dal sito del governo italiano
    (testo originale, grassetto dal pdf in inglese)

        

    Letter of 8 Prime Ministers of European Countries to Charles Michel, President of the European Council

    from pdf file linked in the website of Italian government
    (original text, including the bold parts)

    25 marzo 2020

    Caro Presidente, caro Charles

    la pandemia del Coronavirus è uno shock senza precedenti e richiede misure eccezionali per contenere la diffusione del contagio all’interno dei confini nazionali e tra Paesi, per rafforzare i nostri sistemi sanitari, per salvaguardare la produzione e la distribuzione di beni e servizi essenziali e, non ultimo, per limitare gli effetti negativi che lo shock produce sulle economie europee.

    Tutti i Paesi europei hanno adottato o stanno adottando misure per contenere la diffusione del virus. Il loro successo dipenderà dalla sincronizzazione, dall’estensione e dal coordinamento con cui i vari Governi attueranno le misure sanitarie di contenimento.

    Abbiamo bisogno di allineare le prassi adottate in tutta Europa, basandoci su esperienze pregresse di successo, sulle analisi degli esperti, sul complessivo scambio di informazioni. È necessario ora, nella fase piu’ acuta dell’epidemia. Il coordinamento che tu hai avviato, con Ursula von der Leyen, nelle video-conferenze tra i leader è d’aiuto in tal senso.

    Sarà necessario anche in futuro, quando potremo ridurre gradualmente le severe misure adottate oggi, evitando sia un ritorno eccessivamente rapido alla normalità sia il contagio di ritorno da altri Paesi. Dobbiamo chiedere alla Commissione europea di elaborare linee guida condivise, una base comune per la raccolta e la condivisione di informazioni mediche ed epidemiologiche, e una strategia per affrontare nel prossimo futuro lo sviluppo non sincronizzato della pandemia.

    Mentre attuiamo misure socio-economiche senza precedenti, che impongono un rallentamento dell’attività economica mai sperimentato prima, abbiamo comunque bisogno di garantire la produzione e la distribuzione di beni e servizi essenziali, e la libera circulazione di dispositivi medici vitali all’interno dell’UE. Preservare il funzionamento del mercato unico è fondamentale per fornire a tutti i cittadini europei la migliore assistenza possibile e la più ampia garanzia che non ci saranno carenze di alcun tipo.

    Siamo pertanto impegnati a tenere i nostri confini interni aperti al necessario scambio di beni, di informazioni e agli spostamenti essenziali dei nostri cittadini, in particolare quelli dei lavoratori transfrontalieri. Abbiamo anche bisogno di assicurare che le principali catene di valore possano funzionare appieno all’interno dei confini dell’UE e che nessuna produzione strategica sia preda di acquisizioni ostili in questa fase di difficoltà economica. I nostri sforzi saranno prioritariamente indirizzati a garantire la produzione e la distribuzione delle attrezzature mediche e dei dispositivi di protezione fondamentali, per renderli disponibili, a prezzi accessibili e in maniera tempestiva a chi ne ha maggiore necessità.

    Le misure straordinarie che stiamo adottando per contenere il virus hanno ricadute negative sulle nostre economie nel breve termine. Abbiamo pertanto bisogno di intrapredere azioni straordinarie che limitino i danni economici e ci preparino a compiere i passi successivi. Questa crisi globale richiede una risposta coordinata a livello europeo. La BCE ha annunciato lo scorso giovedì 19 marzo una serie di misure senza precedenti che, unitamente alle decisioni prese la settimana prima, sosterrano l’Euro e argineranno le tensioni finanziarie.

    La Commissione europea ha anche annunciato un’ampia serie di azioni per assicurare che le misure fiscali che gli Stati membri devono adottare non siano ostacolate dalle regole del Patto di Stabilità e Crescita e dalla normativa sugli aiuti di Stato. Inoltre, la Commissione e la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) hanno annunciato un pacchetto di politiche che consentiranno agli Stati membri di utilizzare tutte le risorse disponibili del bilancio dell’UE e di beneficiare degli strumenti della BEI per combattere l’epidemia e le sue conseguenze.

    Gli Stati membri dovranno fare la loro parte e garantire che il minor numero possibile di persone perda il proprio lavoro a causa della temporanea chiusura di interi settori dell’economia, che il minor numero di imprese fallisca, che la liquidità continui a giungere all’economia e che le banche continuino a concedere prestiti nonostante i ritardi nei pagamenti e l’aumento della rischiosità. Tutto questo richiede risorse senza precedenti e un approccio regolamentare che protegga il lavoro e la stabilità finanziaria.

    Gli strumenti di politica monetaria della BCE dovranno pertanto essere affiancati da decisioni di politica fiscale di analoga audacia, come quelle che abbiamo iniziato ad assumere, col sostegno di messaggi chiari e risoluti da parte nostra, come leader nel Consiglio Europeo.

    Dobbiamo riconoscere la gravità della situazione e la necessità di una ulteriore reazione per rafforzare le nostre economie oggi, al fine di metterle nelle migliori condizioni per una rapida ripartenza domani. Questo richiede l’attivazione di tutti i comuni strumenti fiscali a sostegno degli sforzi nazionali e a garanzia della solidarietà finanziaria, specialmente nell’Eurozona.

    In particolare, dobbiamo lavorare su uno strumento di debito comune emesso da una Istituzione dell’UE per raccogliere risorse sul mercato sulle stesse basi e a beneficio di tutti gli Stati Membri, garantendo in questo modo il finanziamento stabile e a lungo termine delle politiche utili a contrastare i danni causati da questa pandemia.

    Vi sono valide ragioni per sostenere tale strumento comune, poichè stiamo tutti affrontando uno shock simmetrico esogeno, di cui non è responsabile alcun Paese, ma le cui conseguenze negative gravano su tutti. E dobbiamo rendere conto collettivamente di una risposta europea efficace ed unita. Questo strumento di debito comune dovrà essere di dimensioni sufficienti e a lunga scadenza, per essere pienamente efficace e per evitare rischi di rifinanziamento ora come nel futuro.

    I fondi raccolti saranno destinati a finanziare, in tutti gli Stati Membri, i necessari investimenti nei sistemi sanitari e le politiche temporanee volte a proteggere le nostre economie e il nostro modello sociale.

    Con lo stesso spirito di efficienza e solidarietà, potremo esplorare altri strumenti all’interno del bilancio UE, come un fondo specifico per spese legate alla lotta al Coronavirus, almeno per gli anni 2020 e 2021, al di là di quelli già annunciati dalla Commissione.

    Dando un chiaro messaggio di voler affrontare tutti assieme questo shock unico, rafforzeremmo l’Unione Economica e Monetaria e, soprattutto, invieremmo un fortissimo segnale ai nostri cittadini circa la cooperazione determinata e risoluta con la quale l’Unione Europea è impegnata a fornire una risposta efficace ed unitaria.

    Abbiamo inoltre bisogno di preparare assieme “il giorno dopo” e riflettere sul modo in cui organizziamo le nostre economie attraverso i nostri confini, le catene di valore globale, i settori strategici, i sistemi sanitari, gli investimenti comuni e i progetti europei.

    Se vogliamo che l’Europa di domani sia all’altezza delle sue storiche aspirazioni, dobbiamo agire oggi e preparare il nostro futuro comune. Apriamo pertanto il dibattito ora e andiamo avanti, senza esitazione.

    Firmato da

    Sophie Wilmès, Primo Ministro del Belgio
    Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica Francese
    Kyriakos Mitsotakis, Primo Ministro della Grecia
    Leo Varadkar, Primo Ministro di Irlanda
    Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano
    Xavier Bettel, Primo Ministro del Lussemburgo
    António Costa, Primo Ministro del Portogallo
    Janez Janša , Primo Ministro della Slovenia
    Pedro Sánchez, Primo Ministro della Spagna

        

    25 March 2020

    Mister President, dear Charles,

    the coronavirus pandemic is an unprecedented shock and it requires exceptional measures to contain the spreading of the contagion within and across countries, to bolster our health systems, to safeguard the production and distribution of essential goods and services and – last but not least – to mitigate the negative effect that the shock has on the European economies.

    All European countries have taken or are taking containment measures to stem the spreading of the virus. The success of these measures will depend on the timing, the extent and the coordination of sanitary measures implemented by different governments.

    We need an alignmentof practices across Europe, based on past successful experiences, on experts’ analysis, on thorough exchange of information. This is necessary now, during the peak phase of the epidemic. The coordination that you have started, with Ursula von der Leyen, in the leaders’ video-conferences does help in this respect.

    It will also be necessary tomorrow when we will roll-back the extreme measures taken today, both to avoid too hasty a return to normality and to prevent re-importing the virus from other Countries. We need to ask the European Commission to come out with agreed guidelines, a common base for the collection and sharing of medical and epidemiological information, and a strategy to deal in the near future with the staggered evolution of the epidemic.

    As we implement unprecedented socio-economic measures, with an unparalleled slowdown in economic activity, we still need to guarantee the production and delivery of essential goods and services and the free movement of vital supplies within the EU. Preserving the functioning of the Single market is essential to give all European citizens the best possible care and the strongest guarantee that there will be no shortage of any kind.

    We are therefore committed to keep our internal frontiers open to necessary trade, to information and to the essential movements of our citizens, especially for cross border workers. We also need to make sure that essential value chains can fully function within the EU borders and that no strategic assets fall prey of hostile takeovers during this phase of economic difficulties. First and foremost, we will put all our efforts to guarantee the production and distribution of key medical equipment and protections, to deliver them in an affordable and timely manner where they are most needed.

    The extraordinary measures we are taking to contain the virus adversely affect our economies in the short run. We therefore need to take extraordinary actions to limit the economic damage and prepare the next steps. This global crisis requires a coordinated response at the European level. The ECB has announced on Thursday the 19th of March an unprecedented set of measures that, together with the policy decisions taken the week before, will support the euro and stem financial tensions.

    The European Commission has also announced abroad range of actions to ensure that the fiscal measures which Member States are called to take will not be constrained by the SGP rules or by State-aid regulations. Furthermore, the Commissionand the European Investment Bank announced a package of policies that will allow Member States to use all available resources in the EU budget and benefit from the EIB’s toolkit to combat the pandemic and its consequences.

    Member States are called to play their part and ensure that as few as possible lose their job because of the temporary shutdowns of entire sectors of the economy, that as few firms as possible go bankrupt, that liquidity continues to flow into the economy and that banks continue to lend not withstanding delayed repayments and rising risks. All this requires unprecedented resources and a regulatory approach that protects jobs as well as financial stability.

    The ECB monetary policy measures should therefore be accompanied by equally bold decisions on fiscal policy, like the ones we have started to undertake, in particularwith our clear and resolute messagesas leaders in the European Council.

    We need to recognize the severity of the situation and the necessity for further action to buttress our economies today, in order to put them in the best condition for a rapid recovery tomorrow. This requires the activation of all existing common fiscal instruments to support national efforts and ensure financial solidarity, especially within the eurozone.

    In particular, we need to work on a common debt instrument issued by a European institution to raise funds on the market on the same basis and to the benefits of all Member States, thus ensuring stable long term financing for the policies required to counter the damages caused by this pandemic.

    The case for such acommon instrument is strong, since we are all facing a symmetric external shock, for which no country bears responsibility, but whose negative consequences are endured by all. And we are collectively accountable for an effective and united European response. This common debt instrument should have sufficient size and long maturity to be fully efficient and avoid roll-over risks now as in the future.

    The funds collected will be targeted to finance in all Member States the necessary investments in the healthcare system and temporary policies to protect our economies and social model.

    In the same spirit of efficiency and solidarity, we could explore other tools like a specific funding for Corona-related spending in the EU budget, at least for the years 2020 and 2021, beyond the announcements already made by the Commission.

    By giving a clear message that we are facing this unique shock all together, we would strengthen the EU and the Economic and Monetary Union and, most importantly, we would provide the strongest message to our citizens about European determined cooperation and resolve to provide an effective and united response.

    We will also need to prepare together “the day after” and reflect on the way we organize our economies across our borders, global value chains, strategic sectors, health systems, European common investments and projects.

    If we want tomorrow’s Europe to live up to the aspirations of its past, we must act today, and prepare our common future. Let us open this debate now and move forward, without hesitation.

    Signed by

    Sophie Wilmès, Prime Minister of Belgium
    Emmanuel Macron, President of the French Republic
    Kyriakos Mitsotakis, Prime Minister of Greece
    Leo Varadkar, Prime Minister of Ireland
    Giuseppe Conte, President of the Council of Ministers of Italy
    Xavier Bettel, Prime Minister of Luxemburg
    António Costa, Prime Minister of Portugal
    Janez Janša, Prime Minister of Slovenia
    Pedro Sánchez, Prime Minister of Spain



    Lettera del virus all'umanita'




    Lettera del coronavirus all'Umanita'
    testo di Darinka Montico
    Voce di Giulia Chianese
    video in italian:
    english translation

    Bufale

    Di questi tempi, in cui la confusione rischia di danneggiare la comunicazione, e' importante accedere alle informazioni originali. Prima che l'eurogruppo si riunisca (la conferenza stampa e' attesa per il pomeriggio), e' possibile leggere sul web - accanto a versioni condensate della lettera precedente - che tedeschi ed olandesi non ci stanno.
    Si, ogni paese ha i suoi equilibri, ma la situazione di emergenza non puo' essere complicata dalla disinformazione.

        

    Hoax

    These days, when confusion easily damage communication, it is important to access the original information . Before the Eurogroup meet starts (the press conference is espected for the afternoon), is possible to read on the web - aside a condensed version of the above letter - that the Germans and the Dutch do not agree
    Yes, every country has its balance, but the emergency situation cannot be complicated by misinformation.

    Armi di disinformazione di massa

    Un po' come la notizia - ieri virale - che facendosi scudo di un servizio della rubrica scientifica di Rai3 Leonardo del 16 novembre 2015 rilanciava la teoria della cospirazione cinese (recentemente rilanciata da Trump) secondo cui un coronavirus sarebbe stato sintetizzato da un laboratorio vicino a Wuhan, in Cina.
    Questo mentre - qualche giorno fa, a meta' marzo - la rivista Nature ha escluso in un suo articolo, che il virus SARS-CoViD2 possa essere frutto di ingegneria genetica .
    Ma la cosa e' piu' complessa, come illustrato il 26 marzo 2020 da Leonardo .
    Con la stessa autorevolezza posso dire di aver letto sul web che il laboratorio incriminato si occupa di ricerche sulle batterie al litio.

        

    Mass misinformation weapons.

    A bit like the news - viral yesterday - that shielding itself from a service of the Rai3 scientific program Leonardo of 16 November 2015 revived the Chinese conspiracy theory (recently used also by Trump) that a coronavirus would have been synthesized by a laboratory near Wuhan, China.
    This while - ten days ago, in mid-March - the journal Nature has excluded in one of its articles that the SARS-CoViD2 virus may be the result of genetic engineering.
    But the thing is more complex, as illustrated on March 26, 2020 by the program Leonardo (in italian)
    With the same authority I can say to have read on the web that the crimed laboratory deals with research on lithium batteries.


    novita' del 26 aprile 2020: Il servizio con cui Report rivela il singolare sincretismo tra i Fascisti/Sovranisti e la bufala del virus.
    Nel frattempo Trump, tra un lavaggio polmonare a base di disinfettanti e l'altro,
    continua a dire le sue cazzate sul virus messo su dai Cinesi
    per cercare di conquistare elettori - zappe come lui, evidentemente - alle presidenziali di Novembre.

    A proposito di bufale e disinformazione, questo video (in italiano) e' del 2016
    Speaking of hoaxes and disinformation, this video (in Italian) is of 2016

    Interprete: Gianluca Musiu
    Regia: Alessio Lauria
    Voce fuori campo: Chiara Colizzi
    Fonte: frascati scienza
    per condividerlo: https://youtube.com/watch?v=1Ixdi-D-Kmsper



    Mario Draghi: affrontiamo una guerra contro il coronavirus e dobbiamo mobilitarci di conseguenza

    Livelli più elevati di debito pubblico diventeranno una caratteristica economica e saranno accompagnati dalla cancellazione del debito privato.

    Traduzione automatica dall'inglese Financial Times Online, 25 marzo 2020

    La pandemia di coronavirus è una tragedia umana di proporzioni potenzialmente bibliche. Molti oggi vivono nella paura della propria vita o in lutto per i propri cari. Le azioni intraprese dai governi per evitare che i nostri sistemi sanitari vengano travolti sono coraggiose e necessarie. Devono essere supportati.

    Ma queste azioni comportano anche un costo economico enorme e inevitabile. Mentre molti affrontano una perdita di vite umane, molti altri affrontano una perdita di sostentamento. Giorno dopo giorno, le notizie economiche stanno peggiorando. Le aziende affrontano una perdita di reddito nell'intera economia. Molti stanno già ridimensionando e licenziando i lavoratori. Una profonda recessione è inevitabile.

    La sfida che affrontiamo è come agire con sufficiente forza e velocità per evitare che la recessione si trasformi in una depressione prolungata, resa più profonda da una pletora di valori predefiniti che lasciano danni irreversibili. È già chiaro che la risposta deve comportare un aumento significativo del debito pubblico. La perdita di reddito sostenuta dal settore privato - e qualsiasi debito accumulato per colmare il divario - deve alla fine essere assorbita, in tutto o in parte, dai bilanci pubblici. Livelli di debito pubblico molto più elevati diventeranno una caratteristica permanente delle nostre economie e saranno accompagnati dalla cancellazione del debito privato.

    È il ruolo corretto dello stato distribuire il proprio bilancio per proteggere i cittadini e l'economia dagli shock di cui il settore privato non è responsabile e che non può assorbire. Gli Stati l'hanno sempre fatto di fronte alle emergenze nazionali. Le guerre - il precedente più rilevante - sono state finanziate da aumenti del debito pubblico. Durante la prima guerra mondiale, in Italia e Germania tra il 6 e il 15% delle spese di guerra in termini reali fu finanziato dalle tasse. In Austria-Ungheria, Russia e Francia, nessuno dei costi continui della guerra furono pagati con le tasse. Ovunque, la base imponibile è stata erosa dai danni di guerra e dalla coscrizione. Oggi è a causa dell'angoscia umana della pandemia e della chiusura.

    La domanda chiave non è se ma come lo Stato dovrebbe mettere a frutto il proprio bilancio. La priorità non deve essere solo quella di fornire un reddito di base a coloro che perdono il lavoro. Dobbiamo innanzitutto proteggere le persone dalla perdita del lavoro. In caso contrario, emergeremo da questa crisi con un'occupazione e una capacità permanentemente inferiori, poiché le famiglie e le aziende lottano per riparare i propri bilanci e ricostruire le attività nette.

    I sussidi per l'occupazione e la disoccupazione e il rinvio delle tasse sono passi importanti che sono già stati introdotti da molti governi. Ma proteggere l'occupazione e la capacità produttiva in un momento di drammatica perdita di reddito richiede un immediato sostegno di liquidità. Ciò è essenziale per tutte le imprese per coprire le proprie spese operative durante la crisi, siano esse grandi aziende o ancora di più piccole e medie imprese e imprenditori autonomi. Diversi governi hanno già introdotto misure di benvenuto per incanalare la liquidità verso le imprese in difficoltà. Ma è necessario un approccio più completo.

    Mentre diversi paesi europei hanno diverse strutture finanziarie e industriali, l'unico modo efficace per entrare immediatamente in ogni falla dell'economia è di mobilitare completamente i loro interi sistemi finanziari: mercati obbligazionari, principalmente per grandi società, sistemi bancari e in alcuni paesi anche le poste sistema per tutti gli altri. E deve essere fatto immediatamente, evitando ritardi burocratici. Le banche in particolare si estendono in tutta l'economia e possono creare denaro istantaneamente consentendo scoperti di conto corrente o aprendo linee di credito.

    Le banche devono prestare rapidamente fondi a costo zero alle società disposte a salvare posti di lavoro. Poiché in questo modo stanno diventando un veicolo per le politiche pubbliche, il capitale necessario per svolgere questo compito deve essere fornito dal governo sotto forma di garanzie statali su tutti gli ulteriori scoperti o prestiti. Né la regolamentazione né le regole di garanzia dovrebbero ostacolare la creazione di tutto lo spazio necessario nei bilanci bancari a tale scopo. Inoltre, il costo di queste garanzie non dovrebbe essere basato sul rischio di credito della società che le riceve, ma dovrebbe essere zero indipendentemente dal costo del finanziamento del governo che le emette.

    Le aziende, tuttavia, non attingeranno al supporto di liquidità semplicemente perché il credito è economico. In alcuni casi, ad esempio le aziende con un portafoglio ordini, le loro perdite possono essere recuperabili e quindi ripagheranno il debito. In altri settori, probabilmente non sarà così. Tali società potrebbero essere ancora in grado di assorbire questa crisi per un breve periodo di tempo e aumentare il debito per mantenere il proprio personale al lavoro. Ma le loro perdite accumulate rischiano di compromettere la loro capacità di investire in seguito. E, se l'epidemia di virus e i blocchi associati fossero duraturi, potevano realisticamente rimanere


    Mario Draghi fino al Novembre 2019 e' stato presidente della Banca Centrale Europea seguita da Christine Lagarde.
    E' di Mario Draghi la frase La BCE fara' qualsiasi cosa necessaria per salvare l'Euro in concomitanza con l'avvio del Quantitative Easing (26 luglio 2012)



    Un messaggio agli utenti di Wikipedia su COVID-19

    di Katherine Maher, Direttore esecutivo della Wikimedia Foundation

    Con l'incertezza che circonda lo scoppio della pandemia della malattia di Coronavirus (COVID-19), vogliamo rassicurare i nostri lettori in tutto il mondo che i nostri volontari stanno lavorando per fornirti una fonte affidabile di informazioni imparziali. Durante questi tempi difficili, la conoscenza deve e rimarrà aperta a tutti.
    Ci troviamo in circostanze eccezionali quest'anno. La pandemia di COVID-19 chiarisce la nostra interconnessione umana globale e le responsabilità che abbiamo gli uni verso gli altri. Non abbiamo precedenti per le sue sfide, ma sappiamo che la nostra migliore risposta si basa sul tipo di empatia globale, cooperazione e costruzione della comunità che si trovano al centro del nostro movimento.
    Voglio riconoscere il prezioso lavoro di tutti i collaboratori su Wikipedia. Grazie per aver seguito da vicino e tenuto a bada la disinformazione. I nostri articoli sul coronavirus hanno ricevuto decine di migliaia di modifiche da migliaia di redattori dall'inizio della pandemia. Stiamo dimostrando che, anche in un momento di distanziamento sociale, possiamo celebrare il nostro legame umano riunendoci online per condividere fatti e informazioni.
    Continueremo a lavorare 24 ore su 24 per fornire informazioni affidabili e neutrali. Ora, come sempre, la nostra priorità è rimanere degni della tua fiducia.

    Fate bene attenzione,

    Katherine Maher,
    Direttore esecutivo, Wikimedia Foundation

        

    A message to Wikipedia readers about COVID-19

    by Katherine Maher, Executive Director, Wikimedia Foundation

    With the uncertainty surrounding the outbreak of the Coronavirus disease (COVID-19) pandemic, we want to reassure our readers across the globe that our volunteers are working to bring you a trusted source of unbiased information. Throughout these challenging times, knowledge must and will remain open for all.
    We find ourselves in remarkable circumstances this year.
    The COVID-19 pandemic makes clear our global human interconnectedness and the responsibilities we have to one another. We have no precedent for its challenges, but we do know that our best response relies on the sort of global empathy, cooperation, and community building that sit at the heart of our movement.
    I want to acknowledge the invaluable work of all the contributors on Wikipedia. Thank you for keeping a close watch and keeping misinformation at bay. Our coronavirus articles have received tens of thousands of edits by thousands of editors since the start of the pandemic. We are proving that, even in a time of social distancing, we can celebrate our human bond by coming together online to share facts and information.
    We will keep working around the clock to bring you reliable and neutral information. Now, as ever, our priority is to remain worthy of your trust.

    Take good care,

    Katherine Maher,
    Executive Director, Wikimedia Foundation



    [coronavirus] Serve una risposta dall’Europa (18 marzo 2020)

    da , Francia, firmato as da
    automated english translation

    Anche se l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha esitato a lungo prima di definire una pandemia quella del Covid-19, sul piano economico non si può temporeggiare.
    Tra il crollo del prezzo del petrolio, le borse a picco, la crisi del commercio mondiale e la scomparsa della domanda in interi settori economici, bisogna prepararsi per quella che gli anglosassoni chiamano “perfect storm”, la tempesta perfetta capace di distruggere tutto.
    L’Italia, la terza economia dell’eurozona, è già in grandi difficoltà. La Germania è da vari trimestri sull’orlo della recessione, e ora potrebbe compiere il passo decisivo. L’Europa non deve ripetere gli errori del passato. In occasione della crisi finanziaria del 2008 e di quella del debito del 2011, l’eurozona pagò a caro prezzo l’incapacità d’intervenire con decisione e tempestivamente per spegnere l’incendio.
    Stavolta il vecchio continente deve riflettere sulla frase del generale MacArthur: “Le battaglie perse si riassumono in due parole: troppo tardi”. La tempesta attuale non ha niente a che vedere con quella del 2008, che colpì al cuore il sistema finanziario.
    Questa volta bisogna dotarsi dei mezzi necessari per superare un problema grave ma passeggero. L’importante è che gli stati dell’Unione collaborino e restino solidali. Gli aiuti che finora sono stati concessi in modo disordinato sono solo una cura omeopatica.
    L’Europa ha bisogno di una terapia d’urto. Questo significa ammorbidire le regole sugli aiuti di stato, escludere i provvedimenti legati al nuovo coronavirus dal calcolo dei deficit nazionali e adottare misure importanti per aiutare le piccole e medie imprese. L’essenziale è proteggere le aziende e i posti di lavoro, in attesa che la situazione sanitaria migliori. A giudicare dal panico dei mercati finanziari, finora la risposta politica non è stata all’altezza.
    Se l’Europa non riuscirà a mostrare più coraggio e coordinazione, le conseguenze dell’epidemia di Covid-19 rischiano di essere profonde e dolorose.as

    ...e se riducessimo il numero delle regioni? (18 marzo 2020)

    L'inopportunita' della sanita' regionalizzata

    La Lombardia ha la migliore sanita' del paese, ma l'emergenza del coronavirus la sta colpendo in modo imprevedibile.

    C'e' solo da sperare che nelle regioni meridionali (ho in mente il funzionamento della sanita' in calabria) non si verifichi nulla di simile al contagio lombardo.
    Si sentono in questi giorni di coronavirus gli echi di dissensi tra regioni e governo centrale nella esecuzione di regole emanate dal governo.
    Le varie regioni in, in base allo schieramento che le amministra (alla fine, oramai, centrodestra o centrosinistra) attuano ob torto collo le direttive del governo centrale o strombazzano la loro adesione .
    Purtroppo non e' questione di schieramento politico, ma di capacita'.
    Il politico regionale medio italiano e' un incompetente carrierista, circondato da uno stuolo di pesci pilota e cortigiani.
    La Lombardia, in virtu' del suo essere la locomotiva del paese, amministrata dalla Lega, in questi giorni di emergenza, non puo' allargarsi piu' di tanto, ed e' palese il tentativo di salvinizzare (berlusconizzare, avrei scritto in altri tempi) i decreti del governo.

    L'ultima boutade e' quella dei 500 posti di terapia intensiva da realizzare in tempi cinesi in un padiglione della vecchia fiera di Milano.
    Per la loro realizzazione la regione Lombardia (la piu' colpita dal coronavirus, ne sanno qualcosa i sanitari degli ospedali che sono letteralmente allo stremo), ha incaricato Bertolaso (responsabile del dopo-terremoto de L'Aquila e affiliato al clan Berlusca/Salvini) che promette di realizzarlo in tempi cinesi: 7 giorni.

    [nota postuma]: oggi, 31 marzo, viene strombazzato che venerdi' prossimo (3 aprile) i primi venti pazienti potranno entrare nell'ospedale della fiera
    , e nel frattempo viene mostrato Fontana ed altri che inaugurano vecchi padiglioni: non 7 ma 14 giorni. Modalita' da grande fratello: nessuno ricorda le promesse.

    Tra l'altro un centinaio di quei 500 posti servirebbero a Bergamo o Brescia piu' che a Milano. Non con i tempi Aquilani, ma subito.
    Nel frattempo l'ospedale da campo che gli Alpini avevano pensato di costruire a Bergamo sembra che non si fara' per mancanza di medici.
    Davanti all'ospedale di Cremona gli evangelici americani hanno montato a tempo di record un ospedale da campo ed ora e' li' che sta andando il personale sanitario arrivato da Cuba.

    La protezione civile il 21 marzo ha lanciato un appello nazionale per 300 volontari medici e ci sono state quasi 8000 adesioni in un giorno.
    Medici ottantenni - che per eta' non sono i piu' adatti - hanno offerto la loro disponibilita'. Speriamo che tanta buona volonta' non sia vanificata dalla burocrazia.


    Il padiglione della vecchia fiera dove la regione Lombardia, sotto la direzione di Bertolaso
    ha intenzione di realizzare in 7 giorni 500 posti di terapia intensiva
    da Milano today

    A Wuhan ci hanno provato, ma tradotta in italiano non sembra molto credibile.
    La conversione di un edificio esistente non e' detto sia la cosa preferibile ad un ospedale da campo.
    L'esercito cinese ha impiegato 10 giorni per fare un vero ospedale da zero, ma con il passato di Bertolaso (dopo dieci anni dopo L'Aquila ancora langue), non c'e' da fidarsi piu' di tanto.

    Non e' un problema di dane' ma di attrezzature, logistica e - si e' visto - personale sanitario.


    Un palazzetto dello sport di Wuhan trasformato in ospedale
    Foto diffusa dall’agenzia di stampa Xinhua, Wuhan, 4 febbraio 2020 (autore Xiong Qi)

    Visto il carico di lavoro, malgrado gli sforzi di tutto il personale sanitario, in questi giorni in alcuni ospedali lombardi il triage e' spesso praticato: se non c'e' posto in terapia intensiva e stai molto male, puoi solo tornare a morire in casa.

    La insufficienza di posti letto negli ospedali e' una situazione comune in tutta Europa. Nella zona di Madrid in Spagna, con 1700 morti a domenica 22, la situazione e' simile a quella della Lombardia.
    La Comune di Madrid sta creando nel tempo quello che sarà il più grande ospedale della Spagna in due padiglioni dell'Ifema, per un totale di 1.300 posti letto (piu' 96 unità di terapia intensiva) espandibili ad un totale 2.000, che saranno pronti martedì [ndr: domani 23 marzo] e potrebbero raggiungere i 5.500 con altri due padiglioni in attesa di conversione. Notizia completa (in spagnolo) su La Razon

    .
    Una foto di qualche giorno fa dei lavori in corso nel padiglione 5 della IFeMe di Madrid


    Video (in spagnolo, agenzia EFE da Youtube) sulla conversione estemporanea nel padiglione 5 della fiera di Madrid nell'ospedale piu' grande della Spagna

    La conversione di emergenza di padiglioni fieristici, anche considerata la massima emergenza, non e' la soluzione migliore per le loro dimensioni, la loro altezza (oltre 6 metri), la indisponibilita' dei (molti) servizi igienici necessari.
    Quanto e' adatto un ambiente del genere ad un reparto unico di terapia intensiva che di solito non ospitano piu' di pochi letti (i pazienti debbono essere controllati)?
    I ventilatori, con l'acquisizione e gestione centralizzata a livello nazionale, la Regione Lombardia dove pensa di prenderli?
    Acquisti paralleli sul mercato nero?
    L'unica fabbrica italiana di ventilatori, anche lavorando h24 - malgrado l'integrazione delle maestranze con personale militare - non ne produce piu' di qualche decina a settimana.
    Ed entro breve ci sara' - quasi sicuramente - il problema dei componenti elettronici necessari alla loro costruzione che vengono - quasi sicuramente - dalla Cina.
    Ne stanno arrivando dalla Cina e dalla Russia, ma l'esigenza di queste macchine e' elevata in tutto il continente.
    Si e' visto invece quanto puo' essere pratico il ripristino di attivita' di fabbricazione in precedenza delocalizzate in estremo oriente per convenienza economica.
    La protezione civile ha comunicato che ci sono centinaia di fabbriche che hanno richiesto di poter fabbricare mascherine e strumenti di protezione, ed a Bologna e' stato attivato un organismo di certificazione della qualita' dei cicli di produzione (il famoso marchio CE).

    E tutti speriamo che il sud - in qualche modo - si salvi, senno' sono veramente dolori.
    Speriamo che l'aria pulita faccia veramente schifo al coronavirus.
    Sembra infatti che il PM10 sia un possibile canale di contagio, e con lo stop del traffico l'inquinamento e' incredibilmente ridotto.

    Diverso dalla conversione di padiglioni fieristici in ospedali e' la requisizione (consensuale) di strutture alberghiere per la quarantena dei pazienti contagiati, ad esempio l'hotel Michelangelo, vicino alla stazione centrale.
    Le strutture alberghiere con la disponibilita' di bagni indipendenti per ogni stanza sono particolarmente adatti alla quarantena.
    E potrebbero anche essere utili per l'accettazione dei pronto soccorso.
    Infatti fuori degli ospedali e' stato necessario installare delle tensostrutture per ospitare le accettazioni dei pronto soccorso. E' evidente che deve essere evitata la promiscuita' tra chi si presenta al pronto soccorso: se cosi' non si procede, il contagio sarebbe quasi certo.

    Riamministrazione del territorio

    Con questa emergenza si e' percepita la necessita' di una unica organizzazione nazionale (o al piu' di poche). Il ministero della sanita' - finora spezzettato e isterilito - sta dimostrando la necessita' della sua funzione di coordinazione.
    E' un male Europeo, dove questa emergenza ha fatto notare quanto servirebbero organi esecutivi continentali sovranazionali.

    Premesso che io mi sento cittadino europeo, e che quindi la dimensione nazionale mi sta molto stretta, ricordo che una trentina di anni fa, quando bazzicavo per gli ambienti comunitari in Belgio, appresi il concetto di EU-regio, macro aree sovranazionali che - indipendentemente dalla loro appartenenza a questo o quel paese - accomunano piu' entita' economicamente o culturalmente omogenee.
    Ad esempio una EU-regio era quella del delta della Schelda che e' in gran parte in Olanda ma che costituisce lo sbocco del porto di Anversa (in Belgio).
    Da noi ci sarebbe il sud-tirolo (la provincia di Bolzano) ed il Tirolo austriaco, oppure il collio a cavallo tra Slovenia ed Italia.
    L'idea dell'EU-regio e' grande e si potrebbe estendere alle nostre regioni:

    Ma limitiamoci all'Italia.

    In Italia abbiamo 20 regioni e conseguentemente 20 parlamentini (i consigli regionali) composti da un numero variabile di consiglieri regionali tra i 20 e gli 80 ciascuno, oltre 1000 consiglieri in tutto (non mi va di fare il conto): perche' non pensare di rinnovare, razionalizzandola la suddivisione amministrativa del nostro paese?
    Il piu' grosso ostacolo viene dai politici che dovrebbero trovare un business nella faccenda, senno' altro che IT-regio!

    Non solo: il referendum del dicembre 2016 (pur riducendo severamente l' pericolosita' di Renzi) non ha cancellato il senato ma ha conservato anche le 103 province ed i loro 103 parlamentini (i consigli provinciali): almeno altre 2000 braccia rubate all'agricoltura piu' i loro clienti.
    Che senso di nausea si prova a a pensare alle 103 province italiane che asfaltano le strade solo limitatamente alla loro area di competenza...

    Ma torniamo alle regioni: considerato che ogni giunta regionale riproduce in gran quantita' (ma per fortuna in scala) tutti gli organi del governo centrale, da questo spezzettamento nasce in gran parte il milione circa di occupati nel sottobosco della politica: la piu' grande impresa italiana.

    La suddivisione in regioni e province - a parte poche eccezioni - riproduce largamente la suddivisione del paese negli stati pre-unitari e/o le fasi di inglobamento nello stato nazionale, oppure - come nel caso del regno delle due sicilie i mandamenti in cui era suddiviso.


    dinamica politica del Nord-italia dopo il Congresso di Vienna (1815)

        
    La suddivisione amministrativa dell regno delle due sicilie su cui e' sovrapposta l'attuale suddivisione in regioni: c'e' coincidenza quasi perfetta.

    attuale divisione in regioni
        
    non piu' di 5 regioni: nord, centro, sud e due isole.

    Nelle cartine qui sopra ho utilizzato la attuale suddivisione dell' Italia, ma i confini delle nuove macro-regioni non dovrebbero necessariamente coincidere con quelli delle regioni componenti, quanto seguire la funzionalita' economica.

    I capoluoghi delle nuove macro-regioni potrebbero essere luoghi virtuali (cosa possibile, come ci sta insegnando la attuale emergenza coronavirus) o se fisici posti funzionalmente al centro della zona amministrata, mai se possibile coincidere con citta' metropolitane.
    Ad esempio per l'italia centrale si potrebbe scegliere Amatrice (che ancora aspetta di essere ricostruita).
    Gli uffici non hanno piu' alcun bisogno di essere raccolti e centralizzati come era inevitabile al tempo di Cavour.
    Il concetto di ragione a statuto speciale dovrebbe scomparire: non siamo piu' al tempo del bandito Giuliano, agglomerati urbani come Messina e Reggio Calabria debbono poter divenire una unica citta', prima di pensare di costruire un ponte sullo stretto.

    Le province dovrebbero scomparire sostituite da entita' economicamente omogenee che racchiudono diversi degli attuali comuni il cui numero non ha alcun senso sia oltre 8000. Al piu'qualche centinaio: e' pazzesco che attorno a Milano, Torino e Napoli ci siano comuni grandi poco piu' di un latifondo del 1860.

    Dovrebbero essere mantenute delle entita' analoghe delle attuali citta' metropolitane - faticosamente ottenute ma mai ancora partite - in base a delle peculiarita' specifiche non piu' frutto di una spartizione di potere e convenienze elettoral-campanilistiche (ad ogni regione la sua citta' metropolitana).
    Le attuali 15 (Torino, Milano, Venezia, Trieste, Bologna, Genova, Firenze, Roma Capitale, Napoli, Bari, Cagliari, Palermo, Messina e Reggio Calabria, Catania) dovrebbero essere ridotte a non piu' di 6 o 7.

    Mi rendo conto che una cosa del genere va ad impattare su molti punti della costituzione (vedi l'articolo di wikipedia sulle regioni), e ogni sua alterazione necessiterebbe una chiarezza di intenti ed una volonta' politica di cambiare mai vista non solo in Italia, ma neanche in Europa, direi.

    Questa rivoluzione potrebbe estendersi anche in Europa: nei miei sogni, potrebbe portare al superamento delle assurdita' degli stati nazionali (ad esempio Gorizia divisa tra Italia e Slovenia).
    Da noi si parlano 24 lingue (8 quelle piu' usate), e oramai per le nuove generazioni la diversita' linguistica non e' piu' un problema: i ragazzi comunicano tra loro anche a gesti.
    Uno spezzettamento del continente fatto al tempo in cui per andare da Parigi a Napoli servivano due settimane di carrozza mal si addice al tempo di internet.

    Forse il coronavirus potrebbe darci una mano...


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    diario di un'insegnante online (17 marzo 2020)

    di Anna Stefi, su
    automated english translation


    citato da Nicola La Gioia a pagina3, RAI radio3, 17 marzo 2020

    quando ci saremo lasciati tutto alle spalle (16 marzo 2020)

    di Emilio Mola, su
    automated english translation



    link ricevuto via whatsapp, 16 marzo 2020

    Sta' pe' passa' a nuttata (13 marzo 2020)

    Comparazione tra l'andamento del CoViD19 in Cina ed in Italia
    articolo di Wikipedia continuamente aggiornato

        

    The night is going to finish (march 13th, 2020)

    Comparison between the trend of CoViD19 in China and in Italy
    Wikipedia lemma continously updated



    Sfortunatamente sta andando peggio
    Unluckily is going worst


    La linea nera e' l'andamento dei casi di CoViD19 in Italia rappresentato dal GIMBE sovrapposto a quello relativo alla Cina presente sulla pagina di wikipedia. (Ma quella in inglese [qui tradotta automaticamente] sembra piu' ricca).
    Se ingrandisci vedi che stiamo per arrivare al picco che ci sara' la prossima settimana.
    I numeri non sono e non possono essere gli stessi (sfortunatamente - una settimana dopo - i numeri sono simili se non peggiori) perche' l'Hubei (la provincia di Wuhan) ha circa gli stessi abitanti dell'italia in una superficie circa meta' (densita' 4 volte).
    Se ora siamo arrivati a circa 15000 casi, arriveremo probabilmente a 25000 (sfortunatamente - una settimana dopo - sta andando peggio), ma l'importante e' che sta pe' passa' a nuttata!.

        

    The black line is the trend of CoViD19 cases in Italy represented by the GIMBE overimposed the one related to China on the wikipedia page.

    If you zoom in, you see that we are about to reach the peak that will be the next week.
    The numbers are not and cannot be the same (unluckily - one week later - they are quite similar or worst) because Hubei (the province of Wuhan) has twice the inhabitants of Italy in an area approximately half (density 4 times).
    If now we have reached about 15000 cases, we will probably arrive at 25000 (unluckily - one week later - is going worst), but the important thing is that the night is going to finish!.

    Le differenze sono note: in Cina l'epidemia e' stata inizialmente sottovalutata, poi pero' il gigante si e' scatenato con tutta la sua possibile forza contro il contagio.
    Malgrado la nostra italianita', l'Italia si e' mossa subito bene: noi possiamo solo sperare che gli altri paesi europei riescano a compensare il ritardo che stanno dimostrando.
    Non si deve dimenticare inoltre che se si fanno meno test di positivita' (ad esempio perche' il sistema sanitario nazionale non lo passa o i kit non ci sono) le percentuali possono essere molto diverse ed incomparabili
    E' inutile fare i test a tutti i cittadini (come fu fatto all'inizio nelle prime due zone rosse italiane), ma anche obbligare - come e' successo negli USA - un malato a rifiutare il test perche' costava 4000 dollari (e lui non ce li aveva)

        

    The differences are known: in China the epidemic was initially underestimated, but then the giant unleashed itself with all its strength against contagion.
    In spite of our Italianness, Italy moved immediately well: we can only hope that the other European countries will be able to compensate for the delay they are showing.
    It should also not be forgotten that if you do less positivity tests (for example because the national health system require you pay for it or the kits are not available) the percentages can be very different and incomparable
    It is useless to test all citizens (as was initially done in the first two red italian areas), but also to oblige - as happened in the USA - a patient to refuse the test because it cost 4000 dollars (money he did not got)

    Crescita della epidemia dal 12 gennaio alla fine di febbraio 2020 (dalla pagina di wikipedia in inglese, tradotta automaticamente).

        

    Growth of epidemic in world from january 12th until the end of february 2020 (from english wikipedia page)


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    Ma la primavera non lo sapeva (12 marzo 2020)

    di Irene Vella

    Era l’11 marzo del 2020, le strade erano vuote, i negozi chiusi, la gente non usciva più.
    Ma la primavera non sapeva nulla.
    Ed i fiori continuavano a sbocciare
    Ed il sole a splendere
    E tornavano le rondini
    E il cielo si colorava di rosa e di blu
    La mattina si impastava il pane e si infornavano i ciambelloni
    Diventava buio sempre più tardi e la mattina le luci entravano presto dalle finestre socchiuse
    Era l’11 marzo 2020 i ragazzi studiavano connessi a Gsuite
    E nel pomeriggio immancabile l’appuntamento a tressette
    Fu l’anno in cui si poteva uscire solo per fare la spesa
    Dopo poco chiusero tutto
    Anche gli uffici
    L’esercito iniziava a presidiare le uscite e i confini
    Perché non c’era più spazio per tutti negli ospedali
    E la gente si ammalava
    Ma la primavera non lo sapeva e le gemme continuavano ad uscire
    Era l’11 marzo del 2020 tutti furono messi in quarantena obbligatoria
    I nonni le famiglie e anche i giovani
    Allora la paura diventò reale
    E le giornate sembravano tutte uguali
    Ma la primavera non lo sapeva e le rose tornarono a fiorire
    Si riscoprì il piacere di mangiare tutti insieme
    Di scrivere lasciando libera l’immaginazione
    Di leggere volando con la fantasia
    Ci fu chi imparò una nuova lingua
    Chi si mise a studiare e chi riprese l’ultimo esame che mancava alla tesi
    Chi capì di amare davvero separato dalla vita
    Chi smise di scendere a patti con l’ignoranza
    Chi chiuse l’ufficio e aprì un’osteria con solo otto coperti
    Chi lasciò la fidanzata per urlare al mondo l’amore per il suo migliore amico
    Ci fu chi diventò dottore per aiutare chiunque un domani ne avesse avuto bisogno
    Fu l’anno in cui si capì l’importanza della salute e degli affetti veri
    L’anno in cui il mondo sembrò fermarsi
    E l’economia andare a picco
    Ma la primavera non lo sapeva e i fiori lasciarono il posto ai frutti
    E poi arrivò il giorno della liberazione
    Eravamo alla tv e il primo ministro disse a reti unificate che l’emergenza era finita
    E che il virus aveva perso
    Che gli italiani tutti insieme avevano vinto
    E allora uscimmo per strada
    Con le lacrime agli occhi
    Senza mascherine e guanti
    Abbracciando il nostro vicino
    Come fosse nostro fratello
    E fu allora che arrivò l’estate
    Perché la primavera non lo sapeva
    Ed aveva continuato ad esserci
    Nonostante tutto
    Nonostante il virus
    Nonostante la paura
    Nonostante la morte
    Perché la primavera non lo sapeva.
    Ed insegnò a tutti
    La forza della vita.


        

    But spring doesn't know (March 12, 2020)

    by Irene Vella

    It was March 11, 2020, the streets were empty, the shops closed, people never left.
    But spring knew nothing.
    And the flowers continued to bloom
    And the sun to shine
    And the swallows returned
    And the sky was colored pink and blue
    In the morning, bread was kneaded and donuts were baked in the oven
    It was getting darker and later and in the morning the lights came in early through the half-open windows
    It was 11 March 2020 the boys were studying connected to Gsuite
    And in the afternoon the appointment with tressette
    is inevitable
    It was the year when you could only go out to do your shopping
    After a while they closed everything
    Even the offices
    The army was beginning to guard the exits and borders
    Because there was no room for everyone in hospitals anymore
    And people got sick
    But spring didn't know and the buds kept coming out
    It was March 11, 2020, everyone was placed under compulsory quarantine
    Grandparents, families and also young people
    Then the fear became real
    And the days all looked the same
    But spring did not know and the roses returned to bloom
    The pleasure of eating together was rediscovered
    To write leaving the imagination free
    To read by flying with your imagination
    There were those who learned a new language
    Who started studying and who took the last exam that was missing from the thesis
    Who understood that they really loved separated from life
    Who stopped coming to terms with ignorance
    Who closed the office and opened a tavern with only eight seats
    Who left his girlfriend to scream love for his best friend in the world
    There were those who became doctors to help anyone who needed it tomorrow
    It was the year in which the importance of health and true affections was understood
    The year in which the world seemed to stop
    And the economy will go down
    But spring didn't know and flowers gave way to fruits
    And then came the day of liberation
    We were on TV and the prime minister told unified networks that the emergency was over
    And that the virus had lost
    That the Italians all together had won
    So we went out on the street
    With tears in my eyes
    Without masks and gloves
    Hugging our neighbor
    As if it were our brother
    And that was when summer came
    Because spring didn't know it
    And it had continued to be there
    Despite everything
    Despite the virus
    Despite the fear
    Despite death
    Because spring didn't know.
    And he taught everyone
    The power of life.

    dal sito Quotidiano Online di Messina e provincia
    download in pdf (due pagine)

        

    dal sito Online daily of Messina and province


    Fammi sapere cosa ne pensi per mail scrivendo a igino.manfre@gmail.com
    o inviandomi un messaggio whatsapp/telegram/sms al (+39) 3358235346

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    or sending me a whatsapp/telegram/sms message at (+39) 3358235346



    Ecco cosa ci sta spiegando il virus

    Di Francesca Morelli

        

    What coronavirus is teaching us

    By Francesca Morelli

    Credo che il cosmo abbia il suo modo di riequilibrare le cose e le sue leggi, quando queste vengono stravolte.

    Il momento che stiamo vivendo, pieno di anomalie e paradossi, fa pensare...

    In una fase in cui il cambiamento climatico causato dai disastri ambientali è arrivato a livelli preoccupanti, la Cina in primis e tanti paesi a seguire, sono costretti al blocco; l'economia collassa, ma l'inquinamento scende in maniera considerevole. L'aria migliora; si usa la mascherina, ma si respira...

    In un momento storico in cui certe ideologie e politiche discriminatorie, con forti richiami ad un passato meschino, si stanno riattivando in tutto il mondo, arriva un virus che ci fa sperimentare che, in un attimo, possiamo diventare i discriminati, i segregati, quelli bloccati alla frontiera, quelli che portano le malattie. Anche se non ne abbiamo colpa. Anche se siamo bianchi, occidentali e viaggiamo in business class.

    In una società fondata sulla produttività e sul consumo, in cui tutti corriamo 14 ore al giorno dietro a non si sa bene cosa, senza sabati nè domeniche, senza più rossi del calendario, da un momento all'altro, arriva lo stop.

    Fermi, a casa, giorni e giorni. A fare i conti con un tempo di cui abbiamo perso il valore, se non è misurabile in compenso, in denaro. Sappiamo ancora cosa farcene?

    In una fase in cui la crescita dei propri figli è, per forza di cose, delegata spesso a figure ed istituzioni altre, il virus chiude le scuole e costringe a trovare soluzioni alternative, a rimettere insieme mamme e papà con i propri bimbi. Ci costringe a rifare famiglia.

    In una dimensione in cui le relazioni, la comunicazione, la socialità sono giocate prevalentemente nel "non-spazio" del virtuale, del social network, dandoci l'illusione della vicinanza, il virus ci toglie quella vera di vicinanza, quella reale: che nessuno si tocchi, niente baci, niente abbracci, a distanza, nel freddo del non-contatto.

    Quanto abbiamo dato per scontato questi gesti ed il loro significato?

    In una fase sociale in cui pensare al proprio orto è diventata la regola, il virus ci manda un messaggio chiaro: l'unico modo per uscirne è la reciprocità, il senso di appartenenza, la comunita, il sentire di essere parte di qualcosa di più grande di cui prendersi cura e che si può prendere cura di noi. La responsabilità condivisa, il sentire che dalle tue azioni dipendono le sorti non solo tue, ma di tutti quelli che ti circondano. E che tu dipendi da loro.

    Allora, se smettiamo di fare la caccia alle streghe, di domandarci di chi è la colpa o perché è accaduto tutto questo, ma ci domandiamo cosa possiamo imparare da questo, credo che abbiamo tutti molto su cui riflettere ed impegnarci.

    Perchè col cosmo e le sue leggi, evidentemente, siamo in debito spinto.
    Ce lo sta spiegando il virus, a caro prezzo."

        

    I believe that the cosmos has its way of balancing things and its laws when they are turned upside down.

    The moment we are experiencing, full of anomalies and paradoxes, makes you think ...

    At a time when the climate change caused by environmental disasters has reached worrying levels, China in the first place and many countries to follow, are forced to blockade; the economy collapses, but pollution drops considerably. The air improves; you use the mask, but you breathe ...

    In a historical moment in which certain discriminatory ideologies and policies, with strong references to a petty past, are reactivating all over the world, a virus arrives that makes us experience that, in a moment, we can become the discriminated, the segregated, those stuck at the border, those who carry disease. Even if we are not to blame. Even if we are white, western and we travel in business class.

    In a society based on productivity and consumption, in which we all run 14 hours a day, we don't know exactly what, without Saturdays or Sundays, without more reds than the calendar, at any moment the stop comes.

    Stop, at home, days and days. To deal with a time of which we have lost value, if it is not measurable in compensation, in money. Do we still know what to do with it?

    In a phase in which the growth of their children is, necessarily, often delegated to other figures and institutions, the virus closes the schools and forces them to find alternative solutions, to put moms and dads together with their children. It forces us to rebuild family.

    In a dimension in which relationships, communication and sociality are played mainly in the "non-space" of the virtual, of the social network, giving us the illusion of closeness, the virus takes away the true one of closeness, the real one: that nobody touch each other, no kisses, no hugs, at a distance, in the cold of non-contact.

    How much have we taken these gestures and their meaning for granted?

    In a social phase in which thinking about our own only garden has become the rule, the virus sends us a clear message: the only way to get out is reciprocity, the sense of belonging, the community, the feeling of being part of something bigger to take care of and that can take care of us. The shared responsibility, the feeling that the fate depends not only on yours but also on everyone around you. And that you depend on them.

    So if we stop hunting witches, wondering who is to blame or why all this has happened, but we wonder what we can learn from this, I think we all have a lot to think about and commit to.

    Because with the cosmos and its laws, evidently, we are in debt.
    The virus is explaining it to us, at a high price."



    Antropocene (9 marzo 2020)

    E' l'era geologica nella quale il genere umano, evolutosi dalle scimmie ha cominciato a modificare il mondo, lasciando una prova della sua esistenza.

    Trump dice che il riscaldamento climatico e' una gigantesca bufala: se ha caldo che si accendano i condizionatori!

        

    Antropocene (march 9th, 2020)

    It is the geological era in which mankind evolved from apes began to modify the world, leaving a proof of its existence.

    Trump says climate warming is a giant hoax: if it is hot switch on the air conditioners!

    Questo Orso polare nell'estate del 2019 vaga sulla terra ferma (poco piu' che fango), non sul ghiaccio a lui piu' congeniale.

        

    This polar bear in the summer of 2019 wanders on dry land (little more than mud), not on the ice more congenial to him.

    Le invasioni di cavallette hanno decimato nel secolo scorso - ed eliminano anche oggi - quel poco che si riesce a coltivare nel sahel e sub-sahel. Per ulteriori informazioni leggi questo articolo dell'universita' di Padova

        

    The invasions of locusts have decimated in the last century - and eliminate even today - what little can be cultivated in the sahel and sub-sahel. For more information read this article (automatically translated) page from Padua University



    Ciao Gran Bretagna

    da ieri la Gran Bretagna non fa piu' parte della Unione Europea.

    Ho volutamente scritto Gran Bretagna perche' il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord rischia di divenire uno spezzatino
    Il 12 dicembre 2019 infatti dalle urne sono usciti vincitori i conservatori, col mandato di realizzare la brexit.
    Ho sempre sperato - erroneamente - che in qualche modo il parlamento britannico riuscisse a proporre un nuovo referendum, magari all'ultimo momento, ma qualcosa che avesse salvato la Gran Bretagna (e l'europa) da questa iattura.
    Ma gli inglesi (sia chiaro: non e' che chi da noi vota per i sovranisti sia niente di meglio) preferiscono sfasciare il loro paese, rischiare un riacuirsi della crisi in irlanda del nord uscendo dall'Unione Europea e entrare (ancora di piu') nella corte di Trump attraverso trattati di libero scambio prontamente rimessi a nuovo.

    La Gran Bretagna nella corte americana e' un argomento visto piu' volte in letteratura: nel 1948 George Orwell in 1984 scriveva di Londra capitale dell'Oceania, un unico paese che comprendeva anche il nord America.
    Nel 1889 Giulio Verne scriveva
    Nell’anno 2889 dove indicava la Gran Bretagna divenuta una colonia degli Stati Uniti, divenuti la potenza mondiale

    Come hanno detto alcuni ieri, la Gran Bretagna non fa piu' parte della Unione Europea, ma non puo' uscire dall'Europa, perche' una Europa senza Gran Bretagna non sara' la stessa Europa.

    I molti cittadini britannici che non sono andati a votare hanno delegato il loro futuro a chi al seggio c'e' andato, princialmente abitanti delle spopolate campagne inglesi.
    La percentuale dei leave nel referendum prevalse per una percentuale minima di votanti sugli aventi diritto (nell'ordine del 30%), il 48% ha votato remain (restare), il 52% leave (uscire).


    La distribuzione dei consensi del voto del giugno 2016

    Come si vede nella immagine Irlanda del nord, scozia, l'area di Londra e molte aree urbane hanno votato remain, mentre il resto dell'inghilterra, leave.

    Il 14 ottobre verso mezzanotte (le trasmissioni interessanti sempre alle ore piccole!) RAI ha trasmesso una puntata di frontiere programma ideato e condotto da Franco Di Mare, un giornalista RAI cresciuto nel conflitto nella ex-jugoslavia.


    Cliccando sulla immagine si viene reindirizzati al programma su Raiplay.
    E' necessario essere registrati (fornire una e-mail ed una password).

    Come ha detto nella trasmissione Enrico Franceschini, giornalista di Repubblica, la brexit - per le conseguenze economiche che probabilmente avra' - potra' essere ricordata come l'atto piu' autolesionista compiuto autonomamente da un nazione dopo la seconda guerra mondiale.

    L'occhiello di Raiplay recita L'uscita del Regno Unito dall'Unione europea, avviata in seguito al referendum del 23 giugno 2016, era stata fissata inizialmente al 29 marzo 2019, due anni dopo la notifica del recesso. "Frontiere", ricostruisce le tappe della Brexit, la cui scadenza è stata più volte modificata dal Consiglio europeo, che ne ha prorogato il termine prima fino al 22 maggio 2019 e successivamente fino al prossimo 31 ottobre. Boris Johnson, il nuovo premier britannico, ha annunciato la volontà di rispettare quest'ultima scadenza e di rinegoziare l'accordo di recesso, proposto in precedenza da Theresa May. Quali potrebbero essere le conseguenze di un'uscita "no deal", senza accordo? Quali le ripercussioni in Europa e in Italia?

    Stavo leggendo che secondo gli ultimi sviluppi, l'Irlanda del Nord potrebbe rimanere nel territorio doganale britannico ma applicherebbe le norme doganali comunitarie, evitando di creare nuovamente una frontiera tra le due irlande.



    Trasporti pubblici ed etica professionale

    Sono abbastanza convinto che l'ingegnere medio non sia sufficientemente avvezzo a dire NO.


    La corretta comprensione di questo comandamento dovrebbe essere un esame almeno complementare nella formazione di un professionista.

    Da sempre l'ingegnere medio avalla le necessita' del suo committente senza troppe remore morali.

    Del resto, nel passato, anche geni come Leonardo da Vinci, in presenza di una commessa non si ponevano il problema della affidabilita' della loro opera ma principalmente di poter sperimentare (o semplicemente lavorare).

    In qualita' di progettista di sistemi elettronici - quindi molto lontano dalle problematiche correlate ai lavori pubblici (ponti, strade etc) - diverse volte mi e' successo di constatare che i sistemi che incontravo (meglio forse dire con i quali mi scontravo) erano piu' adeguati per conseguire un appalto (o farsi notare) che gli scopi originali con adeguata facilita' di accesso.
    Ad esempio le interfacce utente dei siti di grande utilita' - per primi i siti web della pubblica amministrazione - la cui utilizzazione fa spesso impazzire anche gli addetti ai lavori.
    O le infrastrutture di trasporto, non solo i ponti.

    Troppo spesso l'ingegnere medio dimostra di avere empatia zero con l'utente dei servizi pubblici.

    La gestione dei lavori di manutenzione sulla metropolitana di Roma

    Ad esempio, avevo letto su Moovit che la stazione di Cornelia sarebbe stata ferma per tre mesi per revisione ventennale delle scale mobili.
    Cornelia non e' una stazione qualisiasi: e' il capolinea di almeno una decina di autobus in tutte le direzioni. Quindi - se si ha un minimo di empatia nei confronti dell'utenza - la sua chiusura dovrebbe essere evitata o studiata molto accuratamente.
    La stazione di Cornelia e' una stazione molto profonda (in pratica i binari corrono orizzontalmente tra Valle Aurelia e Battistini), le sue scale mobili - che sembrano essere state comunque pensate al risparmio sia in termini di quantita' che di ridondanza - sono vitali alla utilizzazione della stazione.

    La manutenzione va fatta, ma va studiata con la massima cura, limitando al massimo il periodo di disservizio, considerando i flussi della utenza, non semplicemente istituendo una navetta che sara' comunque insufficiente
    Inoltre due mesi prima la stazione di Baldo degli Ubaldi e' stata chiusa, anche qui per tre mesi per la manutenzione ventennale delle scale mobili. Il problema e' che sono due stazioni contigue e la chiusura di entrambe le stazioni per tutto il mese di gennaio obbliga l'utenza a scegliere se scendere da una parte del colle (Valle Aurelia) o dall'altro (Battistini) che distano due chilometri.

    Ebbene, all'inizio di gennaio dovevo andare all'inizio di via della pineta sacchetti, fermata elettiva Cornelia: sono dovuto scendere a Valle Aurelia, ho dovuto prendere la navetta sostitutiva fino a Cornelia da dove ho preso un nuovo autobus per via della pineta sacchetti.
    Tempo addizionale: mezz'ora
    Ma la manutenzione doveva essere fatta proprio adesso, accavallando la chiusura con quella di Baldo degli Ubaldi?
    Sensibilita' dei problemi della utenza da parte dei gestori prossima allo zero!

    Pochi giorni dopo - ma non penso che questo mio articolo possa aver influito minimamente - qualcuno l'ha notato, ed hanno riaperto la stazione di Baldo degli Ubaldi, ma solo l'accesso meno profondo, praticamente il piu' vicino a Valle Aurelia...

    collegamento con l'aereoporto di fiumicino e Roma-Ostia

    Non posso non citare il fatto che nell'era della ridondanza e della resilienza progettuale, in piena forchettopoli (in cui la corruttibilita' era da preferirsi alla capacita') fu modificata la pre-esistente ferrovia tra Roma e Fiumicino limitandola all'aereoporto di fiumincino scippando dapprima gran parte dei collegamenti tra il porto e Roma e poi portando alla chiusura del collegamento ferroviario, con la criminale disattenzione o complicita' del comune di Fiumicino.
    Ma il risultato fu soprattutto quello di trascurare la ridondanza della vicina linea ferrata che collega
    Roma ad Ostia, frazione costiera della metropoli che conta circa 200 mila abitanti, collegamento che basta una pioggia intensa o un vento forte per mettere fuori uso.
    Mi sembra di aver sentito (ma potrebbe essere una leggenda metropolitana), che fu fatta una proposta per realizzare un ramo che si distaccasse dalla linea Roma-Ostia, servendo cosi' Ostia Ponente.
    Ma questa proposta - se mai c'e' stata - fu rifiutata.
    Sarebbe servito poco per immaginare un collegamento tra la ferrovia per l'aereoporto e la Roma-Ostia servendo cosi' l'isola sacra e conseguendo la ridondanza delle linee.


    In giallo l'attuale ferrovia Roma aereoporto (tratteggiata la porzione demolita) :
    il collegamento con la darsena esiste(va) dal 1878
    In ciano la ferrovia Roma Lido (1923, allungata nel 1950)
    In rosso un possibile tracciato che unifichi le due linee.

    Ma ferrovie dello stato e atac (o chi l'ha anticipata: metro, acotral, cotral, regione lazio) sono parrocchie diverse i cui dirigenti sono preoccupati di difendere le proprie prebende ma non curare il servizio per i cittadini.

    Oggi gli abitanti di Fiumicino sono costretti a raggiungere il centro commerciale di Parco Leonardo oppure Ostia Antica, gravando sulla via della scafa, infrastruttura che si e' scoperta essere pericolante - e da demolire - dopo il crollo del ponte sul Polcevera.
    Il parossismo fu raggiunto lo scorso anno quando fu chiuso per una decina di giorni il ponte su Fiumara Grande, mettendo in crisi il collegamento.

    Progettazione delle metropolitane di Roma

    L'ex sindaco di Roma Ignazio Marino, riporta nel suo libro Un Marziano a Roma, ragionevolmente disgustato, che chi aveva progettato la linea C non aveva notato (poverino!) che all'altezza della stazione di Pigneto, la linea C incrocia la linea ferrata potenzialmente circolare di Roma.

    Non ci aveva mai fatto caso nessuno!
    Oggi (25 gennaio 2020), un anno dopo il primo completamento della linea C (vale a dire il suo collegamento alla stazione di San Giovanni della linea A), ho visto che stanno cominciando i lavori per la realizzazione di un nodo di scambio tra la stazione del Pigneto e le linee FS... Solo una decina di anni di ritardo...

    la stazione di Acilia Sud del treno Roma-Lido (la cosiddetta linea E)

    Chi prende il treno Roma Ostia ha fatto ormai l'abitudine a transitare per Acilia Sud, la stazione che non c'e'. La stazione doveva essere terminata nel 2017.
    Nel 2018 a cantieri fermi la situazione di stallo era evidente.
    Oggi, febbraio 2020, a detta del Comitato Pendolari Roma Ostia non sembra cambiato molto salvo l'asta per la vendita del deposito atac.


    I 6 rettangoli chiari sono la stazione che non c'e'

    (tutte le foto sono tratte da Google Maps e dal suo servizio Street View )

    Cantiere visto da nord (via ostiense)


    Cantiere visto da sud (via ostiense)
    Il buco sulla parete sembra indicare qui si aggancera' il ponte pedonale


    Cantiere visto da est (via bepi romagnoni): il cantiere e' chiuso da oltre 2 anni.

    La nuova stazione posta all'altezza dell'agglomerato di Dragona e' nata per servire i suoi 20-30mila abitanti, e' a circa 2 km dalla stazione di Acilia e a 4 da Ostia Antica.
    Serve come il pane per la mobilita' della zona, ma - come al solito - i gestori della cosa pubblica hanno colpito ed affondato per empatia zero.


    Posizionamento della stazione di Acilia Sud.
    La distanza tra le stazioni di Acilia e di Ostia Antica e’ di circa 5.6 Km. Chi abita a Dragona, per quasi 2 km all'interno dall'altra parte della via del mare rispetto alla futura stazione, e' oggi costretto a prendere i lentissimi autobus che portano alla stazione di Acilia oppure con la propria auto raggiungere la stazione di Ostia Antica (il cui grande parcheggio alle 8:00 e' gia' pieno).

    La presenza dell'asse viario via del mare-via ostiense-via dei romagnoli, e' uno sbarramento insormontabile: un attraversamento pedonale e' indispensabile.


    L'attraversamento delle tre strade sara' realizzato probabilmente con un ponte, ma non e' stato finanziato!

    Infatti in fase di finanziamento iniziale i progettisti non ci hanno pensato
    La gente si sposta con la propria auto? Gli urbanisti-luminari che hanno progettato la stazione hanno immediatamente pensato di realizzare un parcheggio di scambio nella vicina area del deposito atac di Acilia, il cui raggiungimento aggraverebbe il traffico sul viadotto Zelia Nuttal, con conseguente intasamento di questa struttura, gia' non priva di problemi essendo nata zoppa dal lato di Dragona per la preesistenza di abitazioni (gran parte di dragona e' edilizia spontanea).

    Ma l'atac naviga in cattive acque (e' in regime di concordato fallimentare) e sta vendendo porzioni del suo patrimonio, tra cui - guarda caso - proprio quello spazio.
    Le aree circostanti la futura stazione non offrono spazi auto sufficienti: niente parcheggio, niente stazione.

    Un modo sbagliato di pensare agli spazi comuni

    Nel 2012 sono stato ad Utrecht in Olanda, dove era stata da poco rinnovata la stazione centrale (nodo importantissimo della rete ferroviaria Olandese). Con un approccio simile a quello poi adottato per la nuova stazione Tiburtina di Roma, il soprappasso pedonale per raggiungere gli oltre 10 binari e' diventato un centro commerciale.


    Vista dall'alto della stazione centrale di Utrecht.
    Nota lo spazio a servizi al posto del convenzionale sovrappasso.


    La nuova stazione tiburtina

    La stazione di Acilia Sud e’ incomparabilmente meno importante di Utrecht centraal, ma similmente alla soluzione adottata ad Utrecht o alla stazione Tiburtina, si sarebbe potuto superare lo sbarramento costituito dall'asse viario che separa i due binari dal grosso della borgata, realizzando una piazza coperta, spazio sociale e spazi commerciali, ottenendo un guadagno anziche’ un ulteriore costo dalla realizzazione della stazione.


    Invece di un ponte pedonale, piu' o meno largo, coperto o meno, si sarebbe potuta realizzare una struttura che attraversasse le tre strade (oltre 100000 auto al giorno) utilizzabile – oltre a permettere all' utenza di raggiungere i binari – per installare un ingente numero di pannelli solari sul suo solaio sostanzialmente piatto, rendendo la struttura piu’ che autosufficiente.

    Moltissimi Romani usano il mezzo privato per spostarsi, anche per poche centinaia di metri. I mezzi pubblici non sono conosciuti e godono di una pessima reputazione.

    La ferrovia roma lido (la futura linea E della metropolitana di Roma) e’ una ferrovia costruita negli anni ‘20 (inaugurata nel 1926) che serviva per connettere il lido di ostia (o Ostia lido, speculazione immobiliare di un gruppo di industriali romani) con la citta’, nell’ottica del pubblicizzazione degli oneri di urbanizzazione, privatizzazione dei profitti, ovvero: pantalone paga e noi facciamo i soldi da sempre vigente nell’urbanistica romana.

    Continua...

    letture interessanti

    Ho passato le feste a leggermi questo libro interessantissimo di Italo Insolera (1923-2012) la cui opera e' stata integrata da Paolo Berdini: Roma Moderna da Napoleone I al XXI secolo (Einaudi, 2011)


    E' storia e cronaca dei misfatti che hanno condotto Roma nello stato in cui e'.

    Nel capitolo 14 (il piano regolatore del '31, a pagina 159), trattando dei collegamenti ferroviari di Roma, gli autori si meravigliano come sia stato possibile lo scippo della stazione di Fiumicino:

    Un solo sistema di linee non partiva da Termini: quello di Ostia che iniziava a Porta San Paolo e seguendo la via ostiense arrivava in un primo tempo a Ostia Lido e fu poi prolungata parallela al mare fino a Castel Fusano.
    ...
    Le Ferrovie dello Stato hanno negli anni diversamente utilizzato i binari delle grandi linee nazionali, partecipando infine al disegno delle metropolitane.
    ...
    Vogliamo accennare che dalla linea tirrenica a Ponte Galeria (dove dagli anni '60 del XX secolo si stacca il tratto per l'aereoporto Leonardo da Vinci) proseguiva un binario per il centro di Fiumicino: collegato da tale binario con Trastevere, Ostiense, Tuscolana, Termini in modo invidiabile non solo sul territorio romano. Nessuno riuscira' mai a capire perche', molti anni dopo il raccordo con l'aereoporto, questo binario e' stato soppresso e da Fiumicino si deve necessariamente prendere l'automobile, mentre tutto il mondo si preoccupa proprio di mettere treni e tram non inquinanti.
    L' area di questi binari e' stata venduta dalle Ferrovie dello Stato a privati costruttori, e oggi al posto della stazione c'e' una palazzina.


    Tra i tanti contributi interessanti per comprendere come e perche' Roma continua ad estendersi come un cancro, due servizi di Report di oltre dieci anni fa.
    Purtroppo le cose non sembrano cambiate granche'.

    trasmissione originale del 4 maggio 2008 ( 1 ora e 10)
    L'occhiello del programma: "Nel febbraio 2008, il consiglio comunale di Roma ha approvato il nuovo piano regolatore. Le previsioni parlano di nuovi edifici per 70 milioni di metri cubi di cemento su un territorio di 11-15 mila ettari.
    Una nuova città, più grande di Napoli, che verrà costruita nelle campagne di Roma. Tutto questo nonostante la crescita demografica nella capitale sia vicino allo zero, esclusi i circa 200 mila nuovi residenti tra gli extracomunitari.
    Nel piano regolatore è stata prevista, dall'amministrazione comunale, la realizzazione di tante piccole città, denominate Centralità, tutto intorno all'attuale zona urbanizzata. Queste micro città verranno costruite su aree private che sono in possesso dei grandi costruttori: Toti, Scarpellini, Ligresti, Caltagirone, Santarelli.."
    trascrizione

    aggiornamento del 3/5/2009 (15 minuti)
    L'occhiello del programma: "A un anno di distanza siamo tornati a verificare lo stato dell'abusivismo nella città di Roma e lo stato delle inchieste giudiziarie che riguardano il nuovo piano regolatore della città."
    trascrizione


    Pianta Topografica di Roma con indicazione dell'alluvione del 1870
    di Giuseppe Partini (Paris, Firenze, 1871)






    Anagrafe Nazionale Antifascista (20 gennaio 2020)

        

    National Antifascist Register (january 20th, 2020)

    Il recente abbattimento dell'aereo ucraino nei cieli di Teheran da parte della contraerea Iraniana (allarmata per possibili reazioni statunitensi) con i suoi 170 morti (gran parte dei quali iraniani o di origine iraniana) dimostra ancora una volta - se ce ne fosse stato bisogno - che non ci sono guerre buone e che gli unici a rimetterci sono gli ignari cittadini di uno o dell'altro contendente.


    Cara cittadina, caro cittadino,

    Trump è un pericolo.
    Le sue scelte, le sue azioni, la sua prepotenza portano a conseguenze gravi.
    L’uccisione di Soleimani in Iraq e l’escalation di tensione con l’Iran stanno pericolosamente destabilizzando il Medio Oriente e il mondo intero.
    Trump sta sfidando l’Iran, innescando una spirale di violenza.
    Le conseguenze delle scelte politiche di Trump ricadranno drammaticamente sulla popolazione civile, con effetti inevitabili e imponderabili sul resto del mondo.
    Anche su tutti noi.
    Quando è la pancia a prendere il sopravvento sul ragionamento, quando gli slogan incidono più dei discorsi, quando si vuole l’uomo forte ecco cosa accade.
    Riflettiamo anche sulla potenza dei social network e su quanto questi possano influenzare il pensiero e le tendenze di voto, negli Stati Uniti come in Europa e in Italia.
    Se la pubblicità incide sui consumi, come si può non credere che i social network non siano in grado di orientare l’opinione pubblica?
    Noi siamo per la pace, per i diritti, per l’uguaglianza; noi siamo per la Costituzione e per la Dichiarazione universale dei diritti umani.
    Noi siamo antifascisti.
    Chi è antifascista condanna la violenza e i soprusi.
    Condanna la guerra, come dice la nostra Costituzione, ed e’ a favore del dialogo e della diplomazia.
    Chi è antifascista comprende quanto Trump possa essere un pericolo per l’umanità.
    Attenzione a sottovalutare: chi sottovaluta è complice.
    La democrazia non è perpetua e va difesa: diventiamo partigiani della democrazia!
    Impegniamoci tutti ad estendere la comunità dell’Anagrafe Antifascista.
    Invitiamo amici, associazioni, enti ed istituzioni ad aderire per dare un messaggio: noi ci siamo, noi siamo qui.
    E siamo tanti.
    Noi siamo i partigiani della democrazia.

    Maurizio Verona
    Sindaco di Stazzema
    Presidente della Istituzione Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema
    Anagrafe Nazionale Antifascista website

        

    The recent shooting down of the Ukrainian plane in the skies of Tehran by the Iranian anti-aircraft (alarmed by possible US reactions) with its 170 deaths (most of which are Iranian or of Iranian origin) proves once again - if it was needed - that there are no good wars and that the only ones to lose are the citizens of one or the other contender.


    Dear citizen,

    Trump is a danger.
    His choices, his actions, his arrogance lead to serious consequences.
    The killing of Soleimani in Iraq and the escalation of tension with Iran are dangerously destabilizing the Middle East and the whole world.
    Trump is challenging Iran, sparking a spiral of violence.
    The consequences of Trump's political choices will fall dramatically on the civilian population, with inevitable and imponderable effects on the rest of the world.
    Even on all of us.
    When it is the belly that takes over the reasoning, when the slogans affect more than the speeches, when you want the strong man, that's what happens.
    We also reflect on the power of social networks and how much they can influence voting thinking and trends, in the United States as well as in Europe and in your country.
    If advertising affects consumption, how can we not believe that social networks are not able to direct public opinion?
    We are for peace, for rights, for equality; we are for the respect of the Italian Constitution and for the Universal Declaration of Human Rights.
    We are anti-fascists.
    Those who are anti-fascists condemn violence and abuse.
    He/She condemns war, as Italian Constitution says, and is in favor of dialogue and diplomacy.
    Those who are anti-fascists understand how Trump can be a danger to humanity.
    Be careful to underestimate: anyone who underestimates is an accomplice.
    Democracy is not perpetual and must be defended: let's become partisans of democracy!
    Let us all commit to extending the community of the Anti-Fascist Registry.
    We invite friends, associations, bodies and institutions to join to give a message:
    we are in, we are here.
    And we are many.
    We are partisans of democracy.

    Maurizio Verona
    Mayor of Stazzema
    President of the National Peace Park Institution of Sant'Anna di Stazzema
    National Antifascist Register website


    Fammi sapere cosa ne pensi per mail scrivendo a igino.manfre@gmail.com
    o inviandomi un messaggio whatsapp/telegram/sms al (+39) 3358235346

    Let me know what you think about writing to igino.manfre@gmail.com
    or sending me a whatsapp/telegram/sms message at (+39) 3358235346



    Jose Mujica, un grande uomo

        

    Jose Mujica, a great man



    Jose Mujica precedente presidente dell'Uruguay
    intervistato da Yann Arthus Bertrand.
    Video in spagnolo con sottotitoli in inglese:
    su questa pagina trovi la trascrizione in italiano.

        

    Jose Mujica former president of Uruguay
    interviewed by Yann Arthus Bertrand.
    Video in spanish with english subtitles
    On the web can be found many videos on this great man


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