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Ciao Gran Bretagna

da ieri la Gran Bretagna non fa piu' parte della Unione Europea.

Ho volutamente scritto Gran Bretagna perche' il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord rischia di divenire uno spezzatino
Il 12 dicembre 2019 infatti dalle urne sono usciti vincitori i conservatori, col mandato di realizzare la brexit.
Ho sempre sperato - erroneamente - che in qualche modo il parlamento britannico riuscisse a proporre un nuovo referendum, magari all'ultimo momento, ma qualcosa che avesse salvato la Gran Bretagna (e l'europa) da questa iattura.
Ma gli inglesi (sia chiaro: non e' che chi da noi vota per i sovranisti sia niente di meglio) preferiscono sfasciare il loro paese, rischiare un riacuirsi della crisi in irlanda del nord uscendo dall'Unione Europea e entrare (ancora di piu') nella corte di Trump attraverso trattati di libero scambio prontamente rimessi a nuovo.

La Gran Bretagna nella corte americana e' un argomento visto piu' volte in letteratura: nel 1948 George Orwell in 1984 scriveva di Londra capitale dell'Oceania, un unico paese che comprendeva anche il nord America.
Nel 1889 Giulio Verne scriveva
Nell’anno 2889 dove indicava la Gran Bretagna divenuta una colonia degli Stati Uniti, divenuti la potenza mondiale

Come hanno detto alcuni ieri, la Gran Bretagna non fa piu' parte della Unione Europea, ma non puo' uscire dall'Europa, perche' una Europa senza Gran Bretagna non sara' la stessa Europa.

I molti cittadini britannici che non sono andati a votare hanno delegato il loro futuro a chi al seggio c'e' andato, princialmente abitanti delle spopolate campagne inglesi.
La percentuale dei leave nel referendum prevalse per una percentuale minima di votanti sugli aventi diritto (nell'ordine del 30%), il 48% ha votato remain (restare), il 52% leave (uscire).


La distribuzione dei consensi del voto del giugno 2016

Come si vede nella immagine Irlanda del nord, scozia, l'area di Londra e molte aree urbane hanno votato remain, mentre il resto dell'inghilterra, leave.

Il 14 ottobre verso mezzanotte (le trasmissioni interessanti sempre alle ore piccole!) RAI ha trasmesso una puntata di frontiere programma ideato e condotto da Franco Di Mare, un giornalista RAI cresciuto nel conflitto nella ex-jugoslavia.


Cliccando sulla immagine si viene reindirizzati al programma su Raiplay.
E' necessario essere registrati (fornire una e-mail ed una password).

Come ha detto nella trasmissione Enrico Franceschini, giornalista di Repubblica, la brexit - per le conseguenze economiche che probabilmente avra' - potra' essere ricordata come l'atto piu' autolesionista compiuto autonomamente da un nazione dopo la seconda guerra mondiale.

L'occhiello di Raiplay recita L'uscita del Regno Unito dall'Unione europea, avviata in seguito al referendum del 23 giugno 2016, era stata fissata inizialmente al 29 marzo 2019, due anni dopo la notifica del recesso. "Frontiere", ricostruisce le tappe della Brexit, la cui scadenza è stata più volte modificata dal Consiglio europeo, che ne ha prorogato il termine prima fino al 22 maggio 2019 e successivamente fino al prossimo 31 ottobre. Boris Johnson, il nuovo premier britannico, ha annunciato la volontà di rispettare quest'ultima scadenza e di rinegoziare l'accordo di recesso, proposto in precedenza da Theresa May. Quali potrebbero essere le conseguenze di un'uscita "no deal", senza accordo? Quali le ripercussioni in Europa e in Italia?

Stavo leggendo che secondo gli ultimi sviluppi, l'Irlanda del Nord potrebbe rimanere nel territorio doganale britannico ma applicherebbe le norme doganali comunitarie, evitando di creare nuovamente una frontiera tra le due irlande.



Trasporti pubblici ed etica professionale

Sono abbastanza convinto che l'ingegnere medio non sia sufficientemente avvezzo a dire NO.


La corretta comprensione di questo comandamento dovrebbe essere un esame almeno complementare nella formazione di un professionista.

Da sempre l'ingegnere medio avalla le necessita' del suo committente senza troppe remore morali.

Del resto, nel passato, anche geni come Leonardo da Vinci, in presenza di una commessa non si ponevano il problema della affidabilita' della loro opera ma principalmente di poter sperimentare (o semplicemente lavorare).

In qualita' di progettista di sistemi elettronici - quindi molto lontano dalle problematiche correlate ai lavori pubblici (ponti, strade etc) - diverse volte mi e' successo di constatare che i sistemi che incontravo (meglio forse dire con i quali mi scontravo) erano piu' adeguati per conseguire un appalto (o farsi notare) che gli scopi originali con adeguata facilita' di accesso.
Ad esempio le interfacce utente dei siti di grande utilita' - per primi i siti web della pubblica amministrazione - la cui utilizzazione fa spesso impazzire anche gli addetti ai lavori.
O le infrastrutture di trasporto, non solo i ponti.

Troppo spesso l'ingegnere medio dimostra di avere empatia zero con l'utente dei servizi pubblici.

La gestione dei lavori di manutenzione sulla metropolitana di Roma

Ad esempio, avevo letto su Moovit che la stazione di Cornelia sarebbe stata ferma per tre mesi per revisione ventennale delle scale mobili.
Cornelia non e' una stazione qualisiasi: e' il capolinea di almeno una decina di autobus in tutte le direzioni. Quindi - se si ha un minimo di empatia nei confronti dell'utenza - la sua chiusura dovrebbe essere evitata o studiata molto accuratamente.
La stazione di Cornelia e' una stazione molto profonda (in pratica i binari corrono orizzontalmente tra Valle Aurelia e Battistini), le sue scale mobili - che sembrano essere state comunque pensate al risparmio sia in termini di quantita' che di ridondanza - sono vitali alla utilizzazione della stazione.

La manutenzione va fatta, ma va studiata con la massima cura, limitando al massimo il periodo di disservizio, considerando i flussi della utenza, non semplicemente istituendo una navetta che sara' comunque insufficiente
Inoltre due mesi prima la stazione di Baldo degli Ubaldi e' stata chiusa, anche qui per tre mesi per la manutenzione ventennale delle scale mobili. Il problema e' che sono due stazioni contigue e la chiusura di entrambe le stazioni per tutto il mese di gennaio obbliga l'utenza a scegliere se scendere da una parte del colle (Valle Aurelia) o dall'altro (Battistini) che distano due chilometri.

Ebbene, all'inizio di gennaio dovevo andare all'inizio di via della pineta sacchetti, fermata elettiva Cornelia: sono dovuto scendere a Valle Aurelia, ho dovuto prendere la navetta sostitutiva fino a Cornelia da dove ho preso un nuovo autobus per via della pineta sacchetti.
Tempo addizionale: mezz'ora
Ma la manutenzione doveva essere fatta proprio adesso, accavallando la chiusura con quella di Baldo degli Ubaldi?
Sensibilita' dei problemi della utenza da parte dei gestori prossima allo zero!

Pochi giorni dopo - ma non penso che questo mio articolo possa aver influito minimamente - qualcuno l'ha notato, ed hanno riaperto la stazione di Baldo degli Ubaldi, ma solo l'accesso meno profondo, praticamente il piu' vicino a Valle Aurelia...

collegamento con l'aereoporto di fiumicino e Roma-Ostia

Non posso non citare il fatto che nell'era della ridondanza e della resilienza progettuale, in piena forchettopoli (in cui la corruttibilita' era da preferirsi alla capacita') fu modificata la pre-esistente ferrovia tra Roma e Fiumicino limitandola all'aereoporto di fiumincino scippando dapprima gran parte dei collegamenti tra il porto e Roma e poi portando alla chiusura del collegamento ferroviario, con la criminale disattenzione o complicita' del comune di Fiumicino.
Ma il risultato fu soprattutto quello di trascurare la ridondanza della vicina linea ferrata che collega
Roma ad Ostia, frazione costiera della metropoli che conta circa 200 mila abitanti, collegamento che basta una pioggia intensa o un vento forte per mettere fuori uso.
Mi sembra di aver sentito (ma potrebbe essere una leggenda metropolitana), che fu fatta una proposta per realizzare un ramo che si distaccasse dalla linea Roma-Ostia, servendo cosi' Ostia Ponente.
Ma questa proposta - se mai c'e' stata - fu rifiutata.
Sarebbe servito poco per immaginare un collegamento tra la ferrovia per l'aereoporto e la Roma-Ostia servendo cosi' l'isola sacra e conseguendo la ridondanza delle linee.


In giallo l'attuale ferrovia Roma aereoporto (tratteggiata la porzione demolita) :
il collegamento con la darsena esiste(va) dal 1878
In ciano la ferrovia Roma Lido (1923, allungata nel 1950)
In rosso un possibile tracciato che unifichi le due linee.

Ma ferrovie dello stato e atac (o chi l'ha anticipata: metro, acotral, cotral, regione lazio) sono parrocchie diverse i cui dirigenti sono preoccupati di difendere le proprie prebende ma non curare il servizio per i cittadini.

Oggi gli abitanti di Fiumicino sono costretti a raggiungere il centro commerciale di Parco Leonardo oppure Ostia Antica, gravando sulla via della scafa, infrastruttura che si e' scoperta essere pericolante - e da demolire - dopo il crollo del ponte sul Polcevera.
Il parossismo fu raggiunto lo scorso anno quando fu chiuso per una decina di giorni il ponte su Fiumara Grande, mettendo in crisi il collegamento.

Progettazione delle metropolitane di Roma

L'ex sindaco di Roma Ignazio Marino, riporta nel suo libro Un Marziano a Roma, ragionevolmente disgustato, che chi aveva progettato la linea C non aveva notato (poverino!) che all'altezza della stazione di Pigneto, la linea C incrocia la linea ferrata potenzialmente circolare di Roma.

Non ci aveva mai fatto caso nessuno!
Oggi (25 gennaio 2020), un anno dopo il primo completamento della linea C (vale a dire il suo collegamento alla stazione di San Giovanni della linea A), ho visto che stanno cominciando i lavori per la realizzazione di un nodo di scambio tra la stazione del Pigneto e le linee FS... Solo una decina di anni di ritardo...

la stazione di Acilia Sud del treno Roma-Lido (la cosiddetta linea E)

Chi prende il treno Roma Ostia ha fatto ormai l'abitudine a transitare per Acilia Sud, la stazione che non c'e'. La stazione doveva essere terminata nel 2017.
Nel 2018 a cantieri fermi la situazione di stallo era evidente.
Oggi, febbraio 2020, a detta del Comitato Pendolari Roma Ostia non sembra cambiato molto salvo l'asta per la vendita del deposito atac.


I 6 rettangoli chiari sono la stazione che non c'e'

(tutte le foto sono tratte da Google Maps e dal suo servizio Street View )

Cantiere visto da nord (via ostiense)


Cantiere visto da sud (via ostiense)
Il buco sulla parete sembra indicare qui si aggancera' il ponte pedonale


Cantiere visto da est (via bepi romagnoni): il cantiere e' chiuso da oltre 2 anni.

La nuova stazione posta all'altezza dell'agglomerato di Dragona e' nata per servire i suoi 20-30mila abitanti, e' a circa 2 km dalla stazione di Acilia e a 4 da Ostia Antica.
Serve come il pane per la mobilita' della zona, ma - come al solito - i gestori della cosa pubblica hanno colpito ed affondato per empatia zero.


Posizionamento della stazione di Acilia Sud.
La distanza tra le stazioni di Acilia e di Ostia Antica e’ di circa 5.6 Km. Chi abita a Dragona, per quasi 2 km all'interno dall'altra parte della via del mare rispetto alla futura stazione, e' oggi costretto a prendere i lentissimi autobus che portano alla stazione di Acilia oppure con la propria auto raggiungere la stazione di Ostia Antica (il cui grande parcheggio alle 8:00 e' gia' pieno).

La presenza dell'asse viario via del mare-via ostiense-via dei romagnoli, e' uno sbarramento insormontabile: un attraversamento pedonale e' indispensabile.


L'attraversamento delle tre strade sara' realizzato probabilmente con un ponte, ma non e' stato finanziato!

Infatti in fase di finanziamento iniziale i progettisti non ci hanno pensato
La gente si sposta con la propria auto? Gli urbanisti-luminari che hanno progettato la stazione hanno immediatamente pensato di realizzare un parcheggio di scambio nella vicina area del deposito atac di Acilia, il cui raggiungimento aggraverebbe il traffico sul viadotto Zelia Nuttal, con conseguente intasamento di questa struttura, gia' non priva di problemi essendo nata zoppa dal lato di Dragona per la preesistenza di abitazioni (gran parte di dragona e' edilizia spontanea).

Ma l'atac naviga in cattive acque (e' in regime di concordato fallimentare) e sta vendendo porzioni del suo patrimonio, tra cui - guarda caso - proprio quello spazio.
Le aree circostanti la futura stazione non offrono spazi auto sufficienti: niente parcheggio, niente stazione.

Un modo sbagliato di pensare agli spazi comuni

Nel 2012 sono stato ad Utrecht in Olanda, dove era stata da poco rinnovata la stazione centrale (nodo importantissimo della rete ferroviaria Olandese). Con un approccio simile a quello poi adottato per la nuova stazione Tiburtina di Roma, il soprappasso pedonale per raggiungere gli oltre 10 binari e' diventato un centro commerciale.


Vista dall'alto della stazione centrale di Utrecht.
Nota lo spazio a servizi al posto del convenzionale sovrappasso.


La nuova stazione tiburtina

La stazione di Acilia Sud e’ incomparabilmente meno importante di Utrecht centraal, ma similmente alla soluzione adottata ad Utrecht o alla stazione Tiburtina, si sarebbe potuto superare lo sbarramento costituito dall'asse viario che separa i due binari dal grosso della borgata, realizzando una piazza coperta, spazio sociale e spazi commerciali, ottenendo un guadagno anziche’ un ulteriore costo dalla realizzazione della stazione.


Invece di un ponte pedonale, piu' o meno largo, coperto o meno, si sarebbe potuta realizzare una struttura che attraversasse le tre strade (oltre 100000 auto al giorno) utilizzabile – oltre a permettere all' utenza di raggiungere i binari – per installare un ingente numero di pannelli solari sul suo solaio sostanzialmente piatto, rendendo la struttura piu’ che autosufficiente.

Moltissimi Romani usano il mezzo privato per spostarsi, anche per poche centinaia di metri. I mezzi pubblici non sono conosciuti e godono di una pessima reputazione.

La ferrovia roma lido (la futura linea E della metropolitana di Roma) e’ una ferrovia costruita negli anni ‘20 (inaugurata nel 1926) che serviva per connettere il lido di ostia (o Ostia lido, speculazione immobiliare di un gruppo di industriali romani) con la citta’, nell’ottica del pubblicizzazione degli oneri di urbanizzazione, privatizzazione dei profitti, ovvero: pantalone paga e noi facciamo i soldi da sempre vigente nell’urbanistica romana.

Continua...

letture interessanti

Ho passato le feste a leggermi questo libro interessantissimo di Italo Insolera (1923-2012) la cui opera e' stata integrata da Paolo Berdini: Roma Moderna da Napoleone I al XXI secolo (Einaudi, 2011)


E' storia e cronaca dei misfatti che hanno condotto Roma nello stato in cui e'.

Nel capitolo 14 (il piano regolatore del '31, a pagina 159), trattando dei collegamenti ferroviari di Roma, gli autori si meravigliano come sia stato possibile lo scippo della stazione di Fiumicino:

Un solo sistema di linee non partiva da Termini: quello di Ostia che iniziava a Porta San Paolo e seguendo la via ostiense arrivava in un primo tempo a Ostia Lido e fu poi prolungata parallela al mare fino a Castel Fusano.
...
Le Ferrovie dello Stato hanno negli anni diversamente utilizzato i binari delle grandi linee nazionali, partecipando infine al disegno delle metropolitane.
...
Vogliamo accennare che dalla linea tirrenica a Ponte Galeria (dove dagli anni '60 del XX secolo si stacca il tratto per l'aereoporto Leonardo da Vinci) proseguiva un binario per il centro di Fiumicino: collegato da tale binario con Trastevere, Ostiense, Tuscolana, Termini in modo invidiabile non solo sul territorio romano. Nessuno riuscira' mai a capire perche', molti anni dopo il raccordo con l'aereoporto, questo binario e' stato soppresso e da Fiumicino si deve necessariamente prendere l'automobile, mentre tutto il mondo si preoccupa proprio di mettere treni e tram non inquinanti.
L' area di questi binari e' stata venduta dalle Ferrovie dello Stato a privati costruttori, e oggi al posto della stazione c'e' una palazzina.


Tra i tanti contributi interessanti per comprendere come e perche' Roma continua ad estendersi come un cancro, due servizi di Report di oltre dieci anni fa.
Purtroppo le cose non sembrano cambiate granche'.

trasmissione originale del 4 maggio 2008 ( 1 ora e 10)
L'occhiello del programma: "Nel febbraio 2008, il consiglio comunale di Roma ha approvato il nuovo piano regolatore. Le previsioni parlano di nuovi edifici per 70 milioni di metri cubi di cemento su un territorio di 11-15 mila ettari.
Una nuova città, più grande di Napoli, che verrà costruita nelle campagne di Roma. Tutto questo nonostante la crescita demografica nella capitale sia vicino allo zero, esclusi i circa 200 mila nuovi residenti tra gli extracomunitari.
Nel piano regolatore è stata prevista, dall'amministrazione comunale, la realizzazione di tante piccole città, denominate Centralità, tutto intorno all'attuale zona urbanizzata. Queste micro città verranno costruite su aree private che sono in possesso dei grandi costruttori: Toti, Scarpellini, Ligresti, Caltagirone, Santarelli.."
trascrizione

aggiornamento del 3/5/2009 (15 minuti)
L'occhiello del programma: "A un anno di distanza siamo tornati a verificare lo stato dell'abusivismo nella città di Roma e lo stato delle inchieste giudiziarie che riguardano il nuovo piano regolatore della città."
trascrizione


Pianta Topografica di Roma con indicazione dell'alluvione del 1870
di Giuseppe Partini (Paris, Firenze, 1871)






Anagrafe Nazionale Antifascista

    

National Antifascist Register

Il recente abbattimento dell'aereo ucraino nei cieli di Teheran da parte della contraerea Iraniana (allarmata per possibili reazioni statunitensi) con i suoi 170 morti (gran parte dei quali iraniani o di origine iraniana) dimostra ancora una volta - se ce ne fosse stato bisogno - che non ci sono guerre buone e che gli unici a rimetterci sono gli ignari cittadini di uno o dell'altro contendente.


Cara cittadina, caro cittadino,

Trump è un pericolo.
Le sue scelte, le sue azioni, la sua prepotenza portano a conseguenze gravi.
L’uccisione di Soleimani in Iraq e l’escalation di tensione con l’Iran stanno pericolosamente destabilizzando il Medio Oriente e il mondo intero.
Trump sta sfidando l’Iran, innescando una spirale di violenza.
Le conseguenze delle scelte politiche di Trump ricadranno drammaticamente sulla popolazione civile, con effetti inevitabili e imponderabili sul resto del mondo.
Anche su tutti noi.
Quando è la pancia a prendere il sopravvento sul ragionamento, quando gli slogan incidono più dei discorsi, quando si vuole l’uomo forte ecco cosa accade.
Riflettiamo anche sulla potenza dei social network e su quanto questi possano influenzare il pensiero e le tendenze di voto, negli Stati Uniti come in Europa e in Italia.
Se la pubblicità incide sui consumi, come si può non credere che i social network non siano in grado di orientare l’opinione pubblica?
Noi siamo per la pace, per i diritti, per l’uguaglianza; noi siamo per la Costituzione e per la Dichiarazione universale dei diritti umani.
Noi siamo antifascisti.
Chi è antifascista condanna la violenza e i soprusi.
Condanna la guerra, come dice la nostra Costituzione, ed e’ a favore del dialogo e della diplomazia.
Chi è antifascista comprende quanto Trump possa essere un pericolo per l’umanità.
Attenzione a sottovalutare: chi sottovaluta è complice.
La democrazia non è perpetua e va difesa: diventiamo partigiani della democrazia!
Impegniamoci tutti ad estendere la comunità dell’Anagrafe Antifascista.
Invitiamo amici, associazioni, enti ed istituzioni ad aderire per dare un messaggio: noi ci siamo, noi siamo qui.
E siamo tanti.
Noi siamo i partigiani della democrazia.

Maurizio Verona
Sindaco di Stazzema
Presidente della Istituzione Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema
Anagrafe Nazionale Antifascista website

    

The recent shooting down of the Ukrainian plane in the skies of Tehran by the Iranian anti-aircraft (alarmed by possible US reactions) with its 170 deaths (most of which are Iranian or of Iranian origin) proves once again - if it was needed - that there are no good wars and that the only ones to lose are the citizens of one or the other contender.


Dear citizen,

Trump is a danger.
His choices, his actions, his arrogance lead to serious consequences.
The killing of Soleimani in Iraq and the escalation of tension with Iran are dangerously destabilizing the Middle East and the whole world.
Trump is challenging Iran, sparking a spiral of violence.
The consequences of Trump's political choices will fall dramatically on the civilian population, with inevitable and imponderable effects on the rest of the world.
Even on all of us.
When it is the belly that takes over the reasoning, when the slogans affect more than the speeches, when you want the strong man, that's what happens.
We also reflect on the power of social networks and how much they can influence voting thinking and trends, in the United States as well as in Europe and in your country.
If advertising affects consumption, how can we not believe that social networks are not able to direct public opinion?
We are for peace, for rights, for equality; we are for the respect of the Italian Constitution and for the Universal Declaration of Human Rights.
We are anti-fascists.
Those who are anti-fascists condemn violence and abuse.
He/She condemns war, as Italian Constitution says, and is in favor of dialogue and diplomacy.
Those who are anti-fascists understand how Trump can be a danger to humanity.
Be careful to underestimate: anyone who underestimates is an accomplice.
Democracy is not perpetual and must be defended: let's become partisans of democracy!
Let us all commit to extending the community of the Anti-Fascist Registry.
We invite friends, associations, bodies and institutions to join to give a message:
we are in, we are here.
And we are many.
We are partisans of democracy.

Maurizio Verona
Mayor of Stazzema
President of the National Peace Park Institution of Sant'Anna di Stazzema
National Antifascist Register website


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o inviandomi un messaggio whatsapp/telegram/sms al (+39) 3358235346

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or sending me a whatsapp/telegram/sms message at (+39) 3358235346



Jose Mujica, un grande uomo

    

Jose Mujica, a great man



Jose Mujica precedente presidente dell'Uruguay
intervistato da Yann Arthus Bertrand.
Video in spagnolo con sottotitoli in inglese:
su questa pagina trovi la trascrizione in italiano.

    

Jose Mujica former president of Uruguay
interviewed by Yann Arthus Bertrand.
Video in spanish with english subtitles
On the web can be found many videos on this great man


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