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Igino Manfre's Blog


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Le funzioni dello stato da rivedere



L'ennesimo servizio di
Report (del 2 novembre)
che svela i laidi retroscena di strutture dello stato
con centinaia di funzionari che non funzionano
incompetenti e/o inconcludenti.
o che - peggio - con dolo impediscono allo stato di funzionare.

Ma Report ne svela ogni settimana qualcuna,

Le figuracce che stanno facendo le regioni,
probabilmente l'intero titolo quinto
della costituzione da rivedere.
E se riducessimo a 5 le regioni ?

Intanto gli italiani piu' imbecilli
non credono alla esistenza del CoViD
mentre i piu' criminali bruciano i cassonetti




Mio padre il 27 ottobre avrebbe compiuto cento anni

Guido Manfre’, mio padre, come molti della sua generazione, ha avuto due vite: la sua prima, quella di calciatore (centrocampista di Lazio, Catania, Siracusa) inframezzata dalla guerra e dalla prigionia in Grecia (ma si salvo’ dalla ARMIR) e la seconda – meno nobile - da impiegato-numero di una grande azienda di costruzioni.


Catania 1939, prima della chiamata alle armi (a quel tempo 2 anni, ma scoppio' la guerra).
A Guido a quel tempo piaceva atteggiarsi...
Somigliava a Clark Gable (anche se Via col Vento arrivo’ dopo la guerra)...
Sembra incredibile che qui avesse solo 19 anni... io a 19 anni ero un ragazzino...


Era nato dalle parti di Ponte Milvio.
La madre (mia nonna), Ida Fulloni, era nata a Palermo perche' sua madre - che mori' dandola alla luce (a quel tempo succedeva spesso) - era di Palermo.
Ci sono delle bellissime foto, fatte dal suo nonno materno (il mio bisnonno), Antonio Fulloni, un chimico che aveva fatto fortuna grazie alla conoscenza del processo industriale per la produzione della calciocianammide, un fertilizzante. Aveva una partecipazione nella Montecatini, allora agli inizi.
Aveva anche la passione della foto - a quel tempo ancora un'arte negromantica - e la convinzione che in qualche modo sarebbe riuscito a ri-ottenere la madreperla dalle ostriche fossili di Monte Mario (ovviamente senza mai riuscirci).

Se la famiglia paterna di Ida era benestante, la famiglia che si accingeva a mettere su con Peppino non lo fu affatto. Il padre di Guido - mio nonno - Giuseppe Manfre' (detto, appunto, Peppino) era il figlio di un commerciante di stoffe ambulante che lavorava nella bassa friulana. Era nato a San Dona' di Piave (Venezia) ma aveva fatto le scuole (Croate!) a Fiume, al tempo nell'Imperial Regio Regno di Ungheria (parte della Kakania dalle iniziali KK di kaiserlich-königlich, appunto imperial-regio).
Mi sembra - ma non ne sono sicuro - che avesse fatto anche qualche anno di seminario.

Peppino era un ebanista e venne a perfezionarsi da uno scultore a Roma.
Sai come vanno le cose... a Roma conobbe Ida, la piu' grande delle figlie di Antonio e ne chiese la mano. C'era un evidente problema di censo, ma era il 1915, e Antonio Fulloni - padre di un ufficiale di cavalleria che poi divenne uno dei primi aviatori del Regno - se ne usci con la battuta mia figlia non puo' sposare un codardo e a mezza bocca e speriamo che una pallottola intelligente risolva il problema.

Tra gli oltre 600 mila italiani che ci rimisero la pelle - quasi a fare un dispetto ad Antonio Fulloni - non ci fu Giuseppe Manfre'.
Ida e Giuseppe si sposarono nel gennaio del 1920 ed il 27 Ottobre nacque Guido.
Peppino era un valente artigiano, aveva una buona clientela, un buon reddito...
Andarono ad abitare in un appartamento delle nuovissime case popolari di Piazza Melozzo da Forli', un appartamento che doveva essere un castello: costava oltre 400 lire al mese di affitto (quando lo stipendio da sogno era 500 lire al mese ed anche meno...).
La customer satisfaction non doveva essere il forte di mio nonno: la pacchia non duro' e nel 1926 - quando a Guido si erano aggiunti nel 1924 Mario e nel 1926 Bruno - la famiglia si trasferi' in quello che l'aneddotica familiare chiamava il castello Manfre' ufficialmente una stanza e cucina all'attico con un terrazzo meraviglioso.


nel 1927, sulla finestra della nuova casa, da sinistra Guido (vestito alla marinara),
suo padre Giuseppe (nonno Peppino, 1889), appoggiato al tavolo che tiene in braccio Mario (1924),
seduta mia nonna Ida (1892) con in braccio Bruno (1926, il futuro Manfre' III di alcuni siti)

I nuovi quartieri erano sostanzialmente autonomi: a quel tempo la pianificazione urbanistica funzionava meglio degli anni '60. Le case popolari di piazza Melozzo, piazza Perin del Vaga, Viale del Vignola (sul lato destro, verso via Flaminia), furono edificate insieme alla scuola (Guido Alessi sulla via Flaminia) e alla chiesa (Santa Croce, 1910), vicino al Maxxi.

Il calcio, il nuoto nel fiume, erano gli sport dei ragazzini di quella periferia. Famiglie numerose, con densita' incredibili (in 5 in un appartamento di una stanza!). Mio padre era un amante del fiume: il suo soprannome era "er moro" per via della sua perenne tintarella.


Guido a 13 anni (1933), era un pulcino della Lazio. Bellissimo il suo "sguardo in macchina".

Guido brucio' le tappe, era un centromediano. Per questo suo ruolo segno' pochissimi gol nella sua carriera.
Dopo un anno di panchina fu prestato al Catania nel 1939. Da Catania parti' per il servizio militare ed il 10 giugno 1940 l'italia entro' in guerra.


Tessera da professionista del 1938 (a neanche 18 anni, probabilmente la prima da professionista).


Nei primi anni della sua seconda vita sono nato io (aveva 35 anni), e quindi cio' che ho scritto sopra, lo so per tramandazione orale, e' cio’ che mi hanno raccontato.

Il primo ricordo che ho di lui - dovevo avere 2 o 3 anni – e' il suo ingresso in casa quando tornava a casa all’ora di pranzo – io lo vedevo grandissimo. Mangiava, si faceva una pennichella e tornava a via Depretis, sei giorni alla settimana (la domenica solo la mattina).

Mi ha trasmesso tante cose, almeno se rapportate al tempo che passava a casa, un sacco di cose giuste (qui ne ricordero' alcune)

L’odio per le armi (non c’erano armi giocattolo a casa nostra: ne io ne' mio fratello ne abbiamo mai ricevute in regalo), l’interesse per fare le cose (lui che non sapeva nemmeno piantare un chiodo), il fatto che – a volte – si deve superare la fatica o la stanchezza, stringere i denti e andare avanti, fino all'ottenimento del risultato.

Non mi ha mai forzato a giocare al calcio.
Ci aveva provato (con esiti fallimentari) con mio fratello – altri tempi – cui regalo’ un piccolo pallone da calcio di cuoio... No, con me neanche ci ha provato.
Come ex-atleta lo ricordo coinvolto in periodiche cene con i suoi ex-compagni di squadra nei ristoranti di Roma. Aveva la tessera omaggio per accedere alla tribuna monte mario, e qualche volta mi ha portato allo stadio , riuscendo a farmi imbucare.

Una volta pero’ (era Lazio-Inter e la Lazio perse, mi pare per 1 a 0), fu costretto a pagare per me il biglietto ridotto, 10000 lire, mi pare – una tombola – e quella fu l’ultima volta che andai a vedere una partita allo stadio.

Ci sono tornato qualche giorno fa all’Olimpico, come cronometrista per il Golden Gala.
Era completamente trasformato (dopo i mondiali del '90) e mi e’ venuta in mente quella mia ultima volta.

Nel 1966 la societa dove lavorava – la Sogene braccio operativo della Societa’ Generale Immobiliare - si trasferi’ all’EUR (nel palazzo nero di Piazzale dell’Agricoltura, uno dei due propilei dell'EUR progettati da Moretti).
Finirono gli straordinari anche se i soldi rimasero quasi gli stessi.
Questo significava che i sabati e le domeniche - quando avevo una decina d'anni - mio padre era tutto per me.

Tra le cose che mi ha trasmesso c'e' l’odio per la guerra.
Sapevo che mio padre aveva fatto la guerra, e sapevo anche che era stato preso prigioniero, ma non me ne aveva praticamente mai parlato.
Ne' della guerra ne' della sua esperienza.
Quando mio fratello parti’ a fare il militare (1966), ricordo che gli chiesi – mentre camminavamo lungo via Frobel, un vicoletto ora inglobato in via acquedotto del peschiera - papa’ tu non mi hai mai parlato della guerra.
Inizialmente non mi rispose, poi mi disse la guerra e’ una cosa bruttissima, non mi va di parlarne e si deve fare di tutto affinche’ non ce ne siano piu’.
Poi a casa mi comicio’ a raccontare:

Vedi, quando avevo 20 anni, giocavo a pallone, ero un professionista, ero ricco, almeno rispetto agli altri che conoscevo... non si sapeva cosa succedeva in realta', di politica non si parlava: che ne sapevo io?
Sentivo i discorsi del
puzzone [Mussolini]: 8 milioni di baionette e romperemo le reni ai greci, vincere, e vinceremo
io credevo a questi messaggi: che ne sapevo?
Mi mandarono al CAR [Addestramento Reclute] nelle Marche, dove - sapendo fare le moltiplicazioni – mi nominarono capopezzo.


Ecco la poderosissima bocca da fuoco da 47/32 dalla apparenza tanto innocua, ma dall’effetto potente, come sanno i suoi addetti – Matelica 30 maggio 1940
(nota autografa di mio padre, in piedi al centro della foto)

All’entrata in guerra nel giugno del ’40, mi mandarono nelle retrovie del fronte con la Francia. Per noi fu una passeggiata: non sentimmo neanche uno sparo. Se questa era la guerra eravamo veramente imbattibili
Poi a fine ottobre fu dichiarata la guerra alla Grecia e a noi – nel frattempo rientrati a Matelica – ci mandarono in Albania.
Pensavamo che anche quella sarebbe stata una passeggiata, con
8 milioni di baionette!
L’Albania era una colonia italiana, e all’inizio – per quanto ci riguardava – fu veramente una passeggiata, noi eravamo sul lago di Ochrida.
Una notte sentiamo che i greci cominciano a sparare boom boom....
Dico:
Ragazzi mi sa’ che questi cominciano a spara'... Giova’ mettete al ripa... boom, boom... Giova’! Giova'!...
Era cascata una granata - come quelle che sparavamo noi - li' vicino a noi...
Mi volto, cerco Giovanni: j’era zompata la testa...
Mi fischiavano le orecchie, ma ero vivo...
Cominciammo a scappa’, ma ci fecero prigionieri.
Ci portarono a Kalamata, non e' che fosse una vacanza... ci facevano zappare nelle vigne...e siccome eravamo convinti che era compito del patriota danneggiare il nemico, invece di zappare intorno alle viti, zappavamo le radici delle viti, rompendole... pensa che teste di cazzo!...
Poi nel febbraio del 1941 arrivarono i paracadutisti tedeschi che mi liberarono, e tornai in Italia, mi diedero una licenza e tornai a Roma...

Sono passati 45 anni, ho usato il discorso diretto, come se fosse lui a raccontare anche a te la sua storia, ma vado a memoria.
Ogni volta che racconto questa storia mi sembra ancora di sentire le sue parole...


Nel 1981 erano gia’ 7 anni che ero iscritto a ingegneria, con quattro anni di ritardo avevo sbiennato (che vuol dire: avevo fatto gli esami previsti per i primi due anni) ed anche una decina di altri esami.
Era stata molto dura perche’ ero uscito dal liceo che non sapevo neanche quanto faceva a piu’ b al quadrato, infatti impiegai un anno a preparare analisi uno.
Avevo fatto il militare, la mia prima ragazza vera mi aveva mollato, avevo sbroccato (ero uscito fuori di testa)
Non riuscivo a studiare (in un paio di anni forse avro' fatto due esami).
Mi sembrava poco serio, una presa in giro... Anche se non chiedevo soldi, mio padre mi passava un mensile di circa 100 mila lire... Le mie esigenze erano molto contenute. All'universita' avevo conosciuto ragazzi che avevano gia' famiglia, che per studiare facevano i camerieri... io facevo il figlio di papa... mi sentivo incoerente.
Ero abbastanza intenzionato di lasciare perdere.

Un sabato mattina, camminando mio padre mi dice:
Gine’, pensace un po’ prima de lassa’ perde... sei arrivato a meta’ hai fatto un bel po' di esami... quanti te ne mancano? Una decina?
I soldi non sono un problema, lo sai...
Con solo il diploma di liceo scientifico che ce fai?...
Se vai a lavorare che cosa pensi di fare?
Cosa gli racconti?
Invece, se ti prendi questo pezzo di carta...
...e sai una laurea in ingegneria e' una cosa importante...
Stringi i denti, fatti questi dieci esami e poi parti...

Gli ho dato retta.
Non sono diventato Marconi, probabilmente avrebbe sofferto del mio stato in questi ultimi anni, ma non posso far altro che ringraziarlo.


Nonno Guido nel 1983 (era diventato nonno da 8 anni).
Era in pensione da 3 anni (allora si andava in pensione di vecchiaia a 60 anni).

Poi subentro' il tremore senile. Lo curarono per Parkinson (ma sono convinto che non lo fosse).
Le cure che gli diedero lo fecero divenire dipendente: ma piu' di quei dosaggi di L-dopa non potevano dargli...
Lo seguiva il neurologo che curava anche Giovanni Paolo II. Una volta lo accompagnai alla periodica visita-formalita'.
Il guru gli disse: Signor Manfre', quando se la sente, faremo un piccolo intervento che le permettera' di non tremare piu': quando si trovera' in una occasione importante sara' sufficiente che passi una tesserina su una placca sottopelle ed il tremore sparira'...L'abbiamo fatto anche a Sua Santita'....
Si, si, Professore... replico' Guido, ma all'uscita mi disse: Gine', io questo non lo vojo piu' vede'!.


questa e' l'ultima immagine di Nonno Guido che ho, pasqua 1996
E' tratta da un video girato alle figlie (che avevano rispettivamente 4 e 6 anni, quasi nemmeno se lo ricordano)
... dopo circa 10 mesi due ictus a distanza di tre giorni l'uno dall'altro se lo sono portato via.
Era il 15 febbraio 1997,

Grazie Papa'... e auguri per i tuoi 100 anni!



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Perche' Immuni non funziona: parla il progettista dell'app


(da
RaiNews24 del 22 ottobre 2020)

Al 21 ottobre 2020 sono nove milioni gli italiani che hanno scaricato la app Immuni
ma solo 902 le persone che sono riuscite a segnalare la loro positività.
Luca Foresti (inventore dell' applicazione) dice: Responsabilità del ministero della Salute
(vale a dire dei funzionari del ministero che non funzionano)
che ha dato alle asl e ai medici di base il compito di caricare i dati sui server.
[senza formarli]
- L'intervista e' di Paolo Poggio.

A dimostrazione della buona fede, il DPCM del 24 ottobre stabilisce (articolo 3, pagina 11)
al fine di rendere più efficace il contact tracing attraverso l’utilizzo dell’ App Immuni,
è fatto obbligo all’operatore sanitario del Dipartimento di prevenzione della azienda
sanitaria locale, accedendo al sistema centrale di Immuni, di caricare il codice chiave
in presenza di un caso di positività;

Alcune misure di questo decreto
come lo stop a cinema e teatri e la chiusura dei bar alle 18
sembrano eccessive per un provvedimento nazionale:
era meglio delegare ai comuni tali provvedimenti
(come la capacita' di definire zone rosse)

conferenza stampa di Conte delle 13:45 del 25 ottobre (i 10 minuti iniziali)




Un milione di morti
One Million deaths


deaths for Covid19 on september 27th, 2020
How many are one million?
morti per Covid19 il 27 settembre 2020
Quanti sono un milione?




5 settembre, manifestazione dei no-mask

Quello che stona e' il pugno chiuso
solo degli imbecilli (senza testa, appunto) possono asserire queste cose!

di Mauro Biani, da La Repubblica del 6 settembre
nel mondo oltre 27 milioni di contagiati, quasi 900 mila morti
whole world more than 27 millions infected, about 900 thousand deaths
in Italia oltre 210 mila contagiati, oltre 35 mila morti




Il nuovo record europeo di Gregorio Paltrinieri nei 1500 m stile libero

Giovedi' 13 agosto verso le 9 di sera Gregorio Paltrinieri al 57esimo Settecolli ha conseguito il nuovo record europeo dei 1500 stile libero.

    

The new Gregorio Paltrinieri European record on 1500 m freestile

On 9 pm of Thursday 13th August Gregorio Paltrinieri during the 57th Settecolli achieved the new European record of 1500 freestyle.


Il video trasmesso da Rai Sport / Rai Sport report of the race

Io ero il cronometrista della corsia 4: e' il primo record europeo che cronometro
Questo e' il mio cronometro: Il record e' stato 14:33.10, ma in manuale un errore di 1 centesimo e' fin troppo poco

    

I was the timekeeper of lane 4: it is the first European record I meter
This is my chronograph: the record time is 14:33.10, but an error of 1 cent of second is far too little




The worldwide situation on august 9th, 2020 is all but solved...
(Click over image to reach www.worldometers.info)
C'e' gente che dice che il virus e' indebolito...
20 milioni di contagi e 750 mila morti sono pochi?



Cinquant'anni fa nascevano le regioni

Qualche mese fa, sull'onda degli effetti della malasanita' nell'affrontare il CoViD, scrivevo della opportunita' di ridurre il numero delle regioni.
Sostanzialmente proponevo di ridurre le regioni a 4 o 5 (nord centro sud e isole), eliminando di conseguenza circa 15 giunte e amministrazioni di troppo (l'articolo e' qui).


non piu' di 5 regioni: nord, centro, sud e due isole

Oggi alla radio un ascoltatore ha ricordato che sono 50 anni che sono state attuate le regioni. Non e' proprio cosi' (sono partite nel 1972).
Mezzo secolo dopo, su un loro possibile bilancio e' meglio sollevare un Omissis (nel linguaggio vetero-statalista di quegli anni: meglio non parlarne).


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Mattarella invita a non abbassare la guardia


Il presidente Mattarella: liberta' e obbligo a non contagiare


dal sito della Fondazione GIMBE (www.gimbe.it), click sulla immagine per altri grafici aggiornati
from Fondazione GIMBE website (www.gimbe.it), click over image for more updated charts

Perche' la situazione in europa e nel mondo e' tutt'altro che risolta..

situazione europa negli ultimi 14 giorni
(fonte ECDC)


fonte ECDC




1928, Gabriella a 8 anni

Cento anni fa nasceva mia madre

Gabriella Massei, nasceva a Roma il 31 luglio 1920.
Come la maggioranza dei mortali neanche lei e' riuscita a festeggiare questa ricorrenza, essendo morta il 2 dicembre 2002.
Pochi la possono ricordare: i figli, Luigi, il fratello che compira' 90 anni fra qualche giorno, i nipoti, visto che quasi tutti coloro che l'hanno conosciuta gia' non ci sono piu'.
Vedere una ragazzina con i fiocchetti sulle spalle, e pensare alle sue ceneri ora nel cinerario di Prima Porta, fa pensare - ancora una volta, se ce ne fosse bisogno - alla caducita' della vita umana.
Ma penso che ne parleremo.

One hundred years ago my mother was born

Gabriella Massei, was born in Rome on July 31th, 1920.
Like most mortals, she hasn't able to celebrate this anniversary either, having died on December 2nd, 2002.
Few can remember her: her sons, Luigi, her brother who will be 90 years old in a few day, grandchildren, almost everyone who has known her is already gone.
See a girl with bows on her shoulders, and think of her ashes now in the cinerary of Prima Porta, push us to think - once again, if needed - of the transience of human life.
But I think we'll talk about it.



Lactoferrina: speriamo che non sia una bufala

addenda postuma Come indicato su bufale.net non e' una bufala ma molti imbecilli no-vacs (scusate l'eufemismo) si sono sentiti in grado di affermare che adesso non c'e' piu' bisogno del vaccino.

Oggi, 13 luglio 2020, alle 14 il tgr RAI del lazio (© RAI) ha trasmesso questo servizio:

Il servizio andato in onda alle ore 14:00 del 13 luglio 2020

Per saperne di piu' sulla lactoferrina conviene leggersi l'articolo in inglese di wikipedia o accontentarsi della sua traduzione automatica.
Interessante e' il seguente paragrafo (dal lemma lactoferrina di wikipedia in inglese)

Attività antivirale
La lactoferrina con sufficiente forza agisce su una vasta gamma di virus umani e animali basati sul genoma del DNA e dell'RNA, tra cui l' herpes simplex virus 1 e 2, citomegalovirus, HIV ,virus dell'epatite C, hantavirus, rotavirus, poliovirus di tipo 1, virus respiratorio sinciziale umano, virus della leucemia murina e virus Mayaro.
Il meccanismo più studiato dell'attività antivirale della lactoferrina è la sua diversione di particelle virali dalle cellule bersaglio. Molti virus tendono a legarsi alle lipoproteine delle membrane cellulari e quindi penetrano nella cellula.
La lactoferrina si lega alle stesse lipoproteine respingendo così le particelle di virus. L'apolactoferrina - senza ferro - è più efficiente in questa funzione rispetto all'ololactoferrina; e la lactoferricina, che è responsabile delle proprietà antimicrobiche della lactoferrina, non mostra quasi alcuna attività antivirale.
Oltre all'interazione con la membrana cellulare, la lattoferrina si lega direttamente anche alle particelle virali, come i virus dell'epatite . Questo meccanismo è anche confermato dall'attività antivirale della lactoferrina contro i rotavirus, che agiscono su diversi tipi di cellule.
La lactoferrina inoltre sopprime la replicazione del virus dopo che il virus è penetrato nella cellula. Un tale effetto antivirale indiretto si ottiene colpendo le cellule natural killer , i granulociti e i macrofagi - cellule, che svolgono un ruolo cruciale nelle prime fasi delle infezioni virali, come la sindrome respiratoria acuta grave (SARS).


Anche se e' un'ottima notizia, aspettiamo un attimo a gioire e mettere in giro chiacchere: in questi ultimi 4 mesi di stupidaggini ne sono girate tante (quasi troppe), e non conviene dare loro spago...


Il CoViD-19 e' tutto fuorche' inoffensivo

Facebook e' mediamente un mondezzaio, evito per di frequentarlo. Ma alcuni post - in genere segnalatami da persone intelligenti - meritano di essere pubblicizzati.
In questo caso Luca Alini è un infermiere di Cremona ed ha scritto questo post a quelli che pensano sia tutto uno scherzo, un gioco, qualcosa di superato: il corriere della Sera dice che
e' stato costretto a ritirarlo perche' ha subito delle minacce

Ci risiamo. Non è mia abitudine farmi dei selfie, né tantomeno pubblicarli su Facebook.
Questo l'ho fatto questa sera alle 22 circa, al lavoro.
Non è una foto di marzo o di aprile.
In reparto abbiamo ricominciato a ricoverare pazienti COVID con gravi insufficienze respiratorie.
Per ora la cosa è limitata, non come a febbraio o marzo o l'inizio di aprile, quando i COVID erano 30 su 30 in reparto più altrettanti ricoverati in altri reparti, quando su 30 pazienti 26 erano ventilati.
Ma il Coronavirus non si è dimenticato di fare il suo lavoro, e da bravo virus fa quello che deve: infetta nuovi ospiti per sopravvivere. Niente di più e niente di meno.
Noi esseri umani, invece, dall'alto della nostra intelligenza ed evoluzione tecnologica e scientifica, facciamo finta che non esista, qualcuno pensa non sia mai esistito, altri che sia un 'invenzione delle case farmaceutiche o di qualche altra fantomatica lobby segreta.
Niente di tutto ciò.
Il virus esiste, non è magicamente sparito, e sta mietendo ancora vittime in altre parti del mondo.
Da noi ha già dato, ma non sta scritto da nessuna parte che non possa ricominciare a farsi vivo, e, cosa più importante, il virus non lo sa che noi infermieri, medici, oss ed il resto del personale sanitario siamo distrutti da 3 mesi di lavoro intenso, fatto di paura, tensione, preoccupazioni, emozioni intense e continuo contatto con la morte.
E non gliene frega un cazzo, al Coronavirus, di tutto ciò. La maggior parte delle persone ormai pensa al mare, alla montagna, all'aperitivo con gli amici, alla gita del week end.
Se qualcuno conosce una persona che ha perso uno dei suoi cari a causa del virus, provate a chiedere cosa ne pensa di tutto ciò, delle ferie, del fatto che ci sono dei forsennati che insistono nel continuare a dire di tenere la mascherina.
Provate a chiedere e sentite cosa ne pensano. Nel frattempo, noi continuiamo a fare quello che facciamo sempre, anche se adesso non siamo più eroi, angeli o qualunque altro titolo onorifico.
L'ultimo paziente della prima ondata è stato dimesso, dal nostro reparto, il 30 giugno.
Sono passati 8 giorni.
Non siamo più COVID free, ma poco importa.
Spero che tutto ciò che è stato non si ripeta, ovviamente, ma nessuno ne può avere la certezza, e chi afferma il contrario a mio parere è un bugiardo clamoroso.
Su questo virus si sa molto poco, quel poco che sappiamo lo abbiamo imparato strada facendo e lo abbiamo pagato 35000 (trentacinquemila) morti o giù di lì.
Col senno di poi è facile parlare, soprattutto da parte di chi non era nei reparti a febbraio, marzo ed aprile.
Ciò che abbiamo visto e vissuto in quel periodo non è spiegabile a parole.
Solo chi c'era può capire: prima di tutto i pazienti (quelli che sono riusciti a sopravvivere), poi gli operatori sanitari e i parenti dei pazienti per quello che hanno passato, i lunghi periodi senza vedere i loro cari, le attese notturne di una telefonata che, per fortuna, nella maggior parte dei casi non è avvenuta.
Solo questi possono capire cosa è stato il COVID, tutti gli altri parlano per sentito dire o ripetono quello che stava scritto sui giornali o che ha ripetuto fino alla noia la TV.
Mi fa tristezza e rabbia allo stesso tempo che persone che non hanno la minima cognizione di causa si mettano a pontificare, a esprimere giudizi, a incolpare questo o quell'altro di crimini non meglio precisati.
Tali personaggi farebbero meglio a tacere,a mio modo di vedere.
La stragrande maggioranza delle persone non si rende conto che il mondo sta vivendo un evento che resterà nei libri di storia, nel bene e nel male.
Essere qui a scrivere questo pistolotto per me significa che sono riuscito a sopravvivere per raccontarlo, e per me è un fatto che a marzo non era scontato per niente.
Ah, per informazione, io il COVID l'ho beccato (come molti altri colleghi), ho gli anticorpi ma non ho mai avuto sintomi.
Ma, a dirla tutta, non mi sento affatto tranquillo anche se gli esami dicono che in teoria sarei immune.
Proprio per il fatto che non sappiamo nulla su questo simpatico esserino, e non ci sarà nessun professore che mi farà cambiare idea.

Luca Alini

    

The CoViD-19 is anything but harmless

(automated translation)

Facebook is on average a garbage collector, I avoid visiting it. But some posts - generally pointed out to me by intelligent people - deserve to be advertised.
In this case Luca Alini is a nurse from Cremona and wrote this post to those who think it's all a joke, a game, something outdated: the Corriere della Sera says that
he was forced to withdraw it because endure threats

Here we go again. It is not my habit to take selfies, nor to publish them on Facebook.
I did this at about 10 p.m. at work tonight.
It is not a photo of March or April.
In the ward we have started to hospitalize COVID patients with severe respiratory insufficiencies.
For now, this is limited, not like in February or March or the beginning of April, when there were 30 out of 30 COVIDs in the ward plus as many hospitalized in other wards, when 26 out of 30 patients were ventilated.
But Coronavirus hasn't forgotten to do its job, and as a good virus it does what it needs to do: it infects new hosts to survive. Nothing more and nothing less.
We human beings, on the other hand, from the top of our intelligence and technological and scientific evolution, pretend that it does not exist, someone thinks it never existed, others that it is an invention of pharmaceutical companies or some other phantom secret lobby. > None of this.
The virus exists, has not magically disappeared, and is still reaping victims in other parts of the world.
He has already given us, but it is not written anywhere that he cannot start showing up again, and, more importantly, the virus does not know that we nurses, doctors, oss and the rest of the health personnel have been destroyed for 3 months of intense work, made of fear, tension, worries, intense emotions and continuous contact with death.
And he doesn't give a shit about Coronavirus. Most people now think of the sea, the mountains, an aperitif with friends, a weekend trip.
If anyone knows a person who has lost one of their loved ones because of the virus, try asking what they think of all this, the holidays, the fact that there are frenzied people who insist on continuing to say to keep the mask.
Try to ask and hear what they think. In the meantime, we continue to do what we always do, even if we are no longer heroes, angels or any other honorific title.
The last patient of the first wave was discharged from our ward on June 30th.
8 days have passed.
We are no longer COVID free, but it doesn't matter.
I hope that everything that has happened is not repeated, of course, but nobody can be sure of it, and whoever says otherwise is in my opinion a resounding liar.
Very little is known about this virus, what little we know we learned along the way and paid 35,000 (thirty five thousand) deaths or so.
In hindsight it is easy to speak, especially by those who were not in the wards in February, March and April.
What we saw and experienced in that period cannot be explained in words.
Only those who were there can understand: first of all the patients (those who managed to survive), then the health workers and the relatives of the patients for what they have gone through, the long periods without seeing their loved ones, the nightly expectations of a phone call which, fortunately, in most cases did not take place.
Only these can understand what COVID was, all the others speak by hearsay or repeat what was written in the newspapers or who repeated the TV to boredom.
It makes me sad and angry at the same time that people who do not have the slightest knowledge of the facts start to pontificate, to express judgments, to blame this or that of crimes not better specified.
Such characters would do better to keep silent, in my view.
The vast majority of people do not realize that the world is experiencing an event that will remain in the history books, for better or for worse.
Being here writing this pistol for me means that I managed to survive to tell it, and for me it is a fact that in March was not taken for granted.
Ah, for information, I got the COVID (like many other colleagues), I have antibodies but I never had symptoms.
But to be honest, I don't feel at all calm even though the tests say that in theory I would be immune.
Precisely because we don't know anything about this cute little creature, and there will be no professor who will make me change my mind.

Luca Alini





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Ma la situazione nel mondo al 12 luglio 2020 e' tutt'altro che risolta..

The situation at july 12th, 2020 is all but solved...
(Click over image to reach www.worldometers.info)


Decreto Semplificazioni - intervento di Conte


Anche se puo' passare la voglia di sentire quasi un'ora di intervento (56'31" per l'esattezza),
c'e' da domandarsi perche' sia cosi' difficile accedere a queste fonti e tutto si muove
affinche' ci si accontenti di riassunti piu' o meno parziali, piu' o meno di parte?


Le slide mostrate da Conte durante il suo
intervento

    


Le slide non mostrate dalla ministra
De Micheli

    


Il documento dell'Agenzia per l'Italia Digitale
(anteriore al CoViD) modificato nel DL semplificazione
per dare slancio alla creazione del cloud della PA

Ricordo (circa 2005-6) quando in occasione del lancio del digitale terrestre ad un governo Berlusconi venne in mente di regalare il decoder digitale terrestre agli italiani, cercando di far passare questo come il sistema per digitalizzare il paese, chiedendo per questo il finanziamento europeo (che mi sembra fu tenuta a restituire per la insussistenza della richiesta.
Ricordo che c'era il bando per concorsi che utilizzassero in tal senso il canale di ritorno del DVB-T (un canale stretto, un modem PSTN, a banda non eccelsa)... ricordo che c'erano dei progetti che proponevano sistemi per la telesanita', come fare le analisi a distanza alla vecchietta che non poteva muoversi ...col modem DVB-T. Mah! Differenza di stile, direi...




conferenza stampa con Antonio Costa, Lisbona 7/7/2020 (28'51")
lettera alla commissione di 8 capi di stato europei (tra cui Costa e Sanchez), 25 marzo 2020


conferenza stampa con Pedro Sanchez, Madrid 8/7/2020 (48'22")

Addenda del 9/7

Mentre era in corso la conferenza stampa a Madrid la Corte Costituzionale ha riconosciuto valide le ragioni che hanno condotto il governo nell'agosto 2018 ad escludere la societa' Autostrade dalla ricostruzione del ponte appena crollato.
Conte, prendendo atto con soddisfazione della sentenza della Consulta, ha dichiarato che ha chiesto che i responsabili risolvano entro la settimana la paradossale situazione che vede il nuovo ponte essere assegnato in gestione al concessionario della autostrada che con le sue carenze manutentive ha permesso il crollo del precedente, causando 43 morti. La frecciata e' chiaramente indirizzata ad un certo strato del PD che durante il governo Renzi ha rinnovato la concessione ad Autostrade blindando il concessionario.
Solo Italia Viva (di Renzi &co.) e' contraria alla revoca della concessione, mentre il resto della maggioranza e' a favore. Il PD - dove milita la ministra De Micheli - non puo' giocarsi la faccia.
Ma - a mio avviso - l'entusiasmo dei 5 stelle deve essere basato su una inoppugnabile valutazione legale: siamo in uno stato di diritto (che purtroppo difende troppo spesso i diritti dei soliti e non della maggioranza), Autostrade e' una impresa quotata in borsa (che sia controllata dai Benetton e' un dettaglio), revocare una concessione puo' essere una cosa molto delicata: c'e' da evitare il rischio che in futuro ci si trovi a indennizzare il concessionario revocato...

E' passata la nottata? (ma non abbassiamo la guardia)

In Italia la nottata del CoViD sembra passata

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Ma la situazione nel mondo al 2 luglio 2020 e' tutt'altro che risolta..

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