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Indice

Due risate terribili (13 novembre 2017)
a proposito di Halloween (30 ottobre 2017)
Centrali nucleari conto terzi (29 ottobre 2017)
Non se ne puo' piu'! (agosto/settembre 2017)
Lavoro (maggio 2017)
l'attacco suicida di Manchester (22 maggio 2017)
Human, ultimo lavoro di Yann Arthus Bertrand (aprile 2017)
Questa mattina sulla metropolitana... (marzo 2017)
murales a rebibbia (novembre 2016)
bufale via internet (novembre 2016)
Loretta Napoleoni (novembre 2016)
Playing is not a game (april 2015)
other stuff (before)

Index


about Halloween (october 30th, 2017)
Nuclear plant on rent (october 29, 2017)

Work (may 2017)
Manchester suicide attack (may 22nd, 2017)
Human, last work of Yann Arthus Bertrand (april 2017)
This morning on the tube... (march 2017)
murales on rebibbia's station (november 2016)

Loretta Napoleoni (november 2016)
Playing is not a game (april 2015)
other stuff (before)

Pizzeria Google: fatti due risate terribili

Se ti e' gia' arrivato per whatsapp o l'hai gia' visto da qualche altra parte capisci perche'.
E' un video autenticamente virale (sta girando moltissimo). Se non l'hai mai visto, dai una occhiata e capirai.



E' un testo che gira dal 2013 (e' probabile che l'originale sia in spagnolo) ma che come animazione in italiano e' di questi giorni.
Il Grande Fratello non e' solo Google che memorizza come minimo tutte le tue curiosita'. Tutti i social network mirano a conoscere e memorizzare i tuoi spostamenti, acquisti, emozioni, possibilmente anche il tuo codice genetico (quanto scritto nel tuo DNA,
come narrato da Report il 30 ottobre scorso).
Non c'e' solo Google!
Tutti i social network in genere memorizzano tutti i nostri dati - spesso con la nostra approvazione - e ne fanno l'uso che piu' desiderano, in spregio della privacy.
Nessuno e' meglio dell'altro!

Spesso questi scopi trovano in noi dei complici: molti non sanno che differenza c'e' nell'indicare un indirizzo (come www.iginomanfre.it) o cercarlo sulla anonima finestra di un motore di ricerca o su un widget del cellulare.
Molti ancora quando sentono parlare di browser strabuzzano gli occhi. ...e che e'? Ah, Google vuoi dire!
Come la gente che mette le proprie foto sui social: non si rendono conto che quelle immagini non sono piu' loro. Chiunque ne potra' fare cio' che vuole e il gestore del social ne avra' tutti i diritti. All'atto dell'adesione hanno approvato con un click un contratto di una trentina di pagine dove si concede l'uso non esclusivo per farne quello che vuole.
Non si puo' pretendere che lo abbiano letto nel tempo di un click!

C'e' una nota sociologica da fare: il video io l'ho ricevuto e poi ritrovato (e visto) su YouTube ( https://youtu.be/7FvCaQhh1Z0 ).
Che democrazia, che liberta' Voltairiana!: un servizio di Google eroga un video satirico sulle attivita' della casa madre! Altro che censura!

Se non l'hai visto, sempre sull'argomento internet, dai una occhiata anche a questo video bufale via internet

Attenzione: sono arciconvinto che Internet e' una delle cose piu' grandi della storia dell'uomo, come la scrittura o la stampa, ma per fare delle ricerche, per navigare responsabilmente si deve avere cultura. Un po' come per maneggiare il fuoco lo si deve in qualche modo conoscere o si rischia di scottarsi.
Come si diceva qualche anno fa: solo se conosci qualcosa ne sai trovare gli approfondimenti, sai discernere il vero dal falso che si puo' trovare e proteggerti (ragionevolmente) dai rischi.
Ho assistito diverse volte a ragazzi che usano internet per fare ricerche (nel modo sbagliato): buona la prima come si dice in gergo cinematografico. La prima cosa trovata e' data per vera... perche' la dice Internet.

E poi ci meravigliamo che qualcuno asserisce che gli asini volano: eh si!, l'hanno letto su inderne'tt!

a proposito di Halloween

about Halloween

Fino al 1943, nella nottata che passava tra il primo e il due di novembre, ogni casa siciliana dove c’era un picciliddro si popolava di morti a lui familiari. Non fantasmi col linzòlo bianco e con lo scrùscio di catene, si badi bene, non quelli che fanno spavento, ma tali e quali si vedevano nelle fotografie esposte in salotto, consunti, il mezzo sorriso d’occasione stampato sulla faccia, il vestito buono stirato a regola d’arte, non facevano nessuna differenza coi vivi.
Noi nicareddri, prima di andarci a coricare, mettevamo sotto il letto un cesto di vimini (la grandezza variava a seconda dei soldi che c’erano in famiglia) che nottetempo i cari morti avrebbero riempito di dolci e di regali che avremmo trovato il 2 mattina, al risveglio.

Eccitati, sudatizzi, faticavamo a pigliare sonno: volevamo vederli, i nostri morti, mentre con passo leggero venivano al letto, ci facevano una carezza, si calavano a pigliare il cesto. Dopo un sonno agitato ci svegliavamo all’alba per andare alla cerca. Perché i morti avevano voglia di giocare con noi, di darci spasso, e perciò il cesto non lo rimettevano dove l’avevano trovato, ma andavano a nasconderlo accuratamente, bisognava cercarlo casa casa. Mai più riproverò il batticuore della trovatura quando sopra un armadio o darrè una porta scoprivo il cesto stracolmo. I giocattoli erano trenini di latta, automobiline di legno, bambole di pezza, cubi di legno che formavano paesaggi. Avevo 8 anni quando nonno Giuseppe, lungamente supplicato nelle mie preghiere, mi portò dall’aldilà il mitico Meccano e per la felicità mi scoppiò qualche linea di febbre.

I dolci erano quelli rituali, detti “dei morti”: marzapane modellato e dipinto da sembrare frutta, “rami di meli” fatti di farina e miele, “mustazzola” di vino cotto e altre delizie come viscotti regina, tetù, carcagnette. Non mancava mai il “pupo di zucchero” che in genere raffigurava un bersagliere e con la tromba in bocca o una coloratissima ballerina in un passo di danza. A un certo momento della matinata, pettinati e col vestito in ordine, andavamo con la famiglia al camposanto a salutare e a ringraziare i morti.

Per noi picciliddri era una festa, sciamavamo lungo i viottoli per incontrarci con gli amici, i compagni di scuola: «Che ti portarono quest’anno i morti?». Domanda che non facemmo a Tatuzzo Prestìa, che aveva la nostra età precisa, quel 2 novembre quando lo vedemmo ritto e composto davanti alla tomba di suo padre, scomparso l’anno prima, mentre reggeva il manubrio di uno sparluccicante triciclo.

Insomma il 2 di novembre ricambiavamo la visita che i morti ci avevano fatto il giorno avanti: non era un rito, ma un’affettuosa consuetudine.

Poi, nel 1943, con i soldati americani arrivò macari l’albero di Natale e lentamente, anno appresso anno, i morti persero la strada che li portava nelle case dove li aspettavano, felici e svegli fino allo spàsimo, i figli o i figli dei figli. Peccato. Avevamo perduto la possibilità di toccare con mano, materialmente, quel filo che lega la nostra storia personale a quella di chi ci aveva preceduto e “stampato”, come in questi ultimi anni ci hanno spiegato gli scienziati. Mentre oggi quel filo lo si può indovinare solo attraverso un microscopio fantascientifico. E così diventiamo più poveri: Montaigne ha scritto che la meditazione sulla morte è meditazione sulla libertà, perché chi ha appreso a morire ha disimparato a servire.

(da Racconti quotidiani di Andrea Camilleri - 2001, inviatomi da Patrizia, la mia compagna)

Until 1943, in the night between first and november 2nd, any sicilian home where there was a child became full of family's dead. Be careful: not ghosts with white sheet and chain noises, not the terrific ones, but exactly the same seen in the pictures shown in the living room, of old people, with a forced smile printed on face, the good dress perfectly ironed, with no difference with live people.
We children, before going to sleep, set under the bed a vimini basket (which size depended by the richness of the family) during the night the beloved deads would have filled of sweets an presents we would find the morning of november 2nd, awakening.

Excited, sweating, we were struggling to sleep: we wanted to see them, our dead, while with a light step they came to read, they caressed us, they took to the basket. After a drowsy sleep we woke up at dawn to go looking for. Because the dead wanted to play with us, to give us a break, and so the basket did not give it back where they had found it, but they had to hide it carefully, it was necessary to look for home. Never again tried the wrench of the troop when over a wardrobe or a door, I discovered the basket overcrowded. The toys were tin bars, wooden carriages, patchwork dolls, wooden cubes forming landscapes. I had 8 years when my grandfather Giuseppe, long praying in my prayers, led me from the beyond to the mythical Meccano and to the happiness gave me some lines of fever.

The sweets were the rituals, called "the dead": marzipan shaped and painted to look like fruit, "branches of apples" made of flour and honey, "blackjack" of cooked wine and other delights such as quince, quince, carcasses. There was never the "puppy" sugar "which usually depicted a bersagliere and with the trumpet in the mouth or a colorful ballerina in a dance. At some point in the morning, combed and dressed in order, we went with the family to the camposanto to greeting and thanking the dead.

For us to picnicide was a party, we wandered along the alleys to meet with our friends, schoolmates: "What do you did the dead die this year? " Question that we did not make Tatuzzo Prestia, who had our exact age, that November 2nd when we saw him standing and standing in front of his father's grave, who disappeared the year before, while holding the handlebar of a flickering tricycle.

So on November 2 we reappeared the visit that the dead had done us the day before: it was not a rite but an affectionale habit.

Then, in 1943, with American soldiers came the Christmas Tree and then slowly next year, the dead lost their way to the houses where they were waiting for them, happy and awake to the hospital, the children or children of children. Sin. We had lost the chance of touching, by hand, that wire that tied it our personal story to that of those who had preceded and "printed" us, as in the last few years have explained to us scientists. While today this thread can only be guessed through a sci-fi microscope. And so we become poorer: Montaigne wrote that meditation on death is meditation on freedom, because who has learned to die has disarmed to serve.

(from Daily Tales by Andrea Camilleri, sent me by Patrizia, my woman)



E' frutto della globalzzazione dei mercati se oggigiorno le feste del primo mondo - sempre piu' associate a eventi commerciali - come un virus si estendono a tutto il mondo. Cosi' e' stato anche per Halloween, per i cui preparativi ricordo il mio stupore nel vedere le mie figlie bambine mascherate da streghe preparare una pozione magica in giardino.
Prova a pensare gli operai delle fabbriche cinesi di gadget in plastica che che pur non sapendo quasi nulla del nostro natale, dai primi giorni di luglio preparano inutili cose rosse per noi..

la festa dei morti
origini della festa dei morti
Storia di Halloween

It is a consequence of globalization if today the first world holidays - always a commercial event - like a virus spread to the entire world. So it has been for Halloween too. I remember when first see in the garden my young doughters' preparation of a terrific magic potion masked by witches.

Try to think to workers of the chinese plastic gadgets factories, that do not know anything of christmas but since early july prepares useless red gadgets for us.

Halloween's Story

Centrali nucleari conto terzi

Nuclear plants on rent

Ad agosto siamo stati in Ungheria e Slovacchia col camper di Patrizia. Non posso ne' voglio dire di averle girata a sufficienza, ma le impressioni avute penso siano corrette.
Entrambe i paesi fanno parte del gruppo di Wisegrad che riunisce i paesi anti-immigrati. L'Ungheria, malgrado la lingua - una delle poche non indoeuropee, realmente ostica - mi e' parsa molto con piu' passato, piu' solida (centinaia di anni di legame con l'Austria saranno serviti pure a qualcosa, no?).
In Ungheria, il capo del Governo Orban, ha fatto costruire un reticolato anti-immigrati al confine con la Serbia.
La Slovacchia e' molto piu' italiana. Bratislava e' una citta' in esplosione piu' che espansione, con servizi pubblici molto molto simili a quelli di Roma.

In entrambe i paesi la vita costa circa un terzo rispetto a casa nostra.
L'Ungheria conserva il fiorino (300 fiorini per 1 euro), in Slovacchia c'e' l'euro, perche' l'economia slovacca tira moltissimo.

In Slovacchia l'italiano va di moda.
Girando per Bratislava, molto piu' frequentemente di quanto ci si potrebbe aspettare, si vedono agenzie Unicredit e Banca Intesa (quest'ultima ho visto che ha oltre 200 agenzie della VUB banka).
Le autolinee interurbane slovacche si chiamano Arriva (anche se fanno parte del gruppo Deutsche Bundesbahn).
Si capisce tanto amore, se si pensa che enel - la nostra enel che qui fa tanto l'ecologica - ha il 66% dell'ente slovacco per l'energia, e quindi e' padrona al 60% dei tre siti nucleari del paese.
Uno, quello di Bohunice (distretto di Trnava), a circa 70 km da Bratislava, ad est dei piccoli carpazi.

I piccoli carpazi sono un'area collinare, con uno scenario naturale molto bello e tranquillo (ricorda la Toscana). Appena imboccata l'autostrada E75 verso sud-ovest per Bratislava, si vedono 8 immense torri di raffreddamento. Cosi' grandi, cosi' tante da sembrare un unico sarcofago.

In agosto we've been in Hungary and Slovakia with Patrizia's autocaravan. I cannot say to have seen enough, but I think that the impressione I've had are correct.
Both countries are part of the Wisegrad group that joins the most anti-immigrants countries of UE. Hungary, despire the language - one of the not indo-european languages of europe, extremely tricky - seems me with more history, more solid (hundreds years tie with Kaiselrliche Koniglich Austria have probably done some effect, aren't they?).
In Hungary the government boss Orban ordered to build a anti-immigrants fence at the southern boundary with Serbia.
Slovakia seems me more italian. Bratislava is a town in explosion more expansion, with public services very very similar to those of Rome (sic!).

In both countries the cost of life is about one third compared to Italy.
Hungary mantains her florint (300 florints for 1 euro, but almost all shops accept euros), in Slovakia the got euro, because economy is runs very fast.

In Slovakia italian is on the wave.
Going around Bratislava, much more frequently than what could be expected, is possible to find Unicredit e Banca Intesa (I've seen that this last has more than 200 agencies of VUB banka in the country)..
The inter-town buses are managed by Arriva (the italian for It passes despite they are part of Deutsche Bundesbahn group).
A reason of this love can be also understood if we think that enel - italian corporation for electical energy, partially state owned that here is any day green-er - has got the 66% of Slovak energy company, and then is owner of 66% of three nuclear sites of the country.
One of this, that of Bohunice (Trnava district), is about 70 km far from Bratislava, placed at east of Small Carpathians.

This is an hill area, with a bucolic nice and quite landscape (Tuscany like). As soon you get highway E75 south-west bound to Bratislava, you can see 8 immense cooling towers. So big, so massive to seem a unique big grave.


Le 8 torri del complesso nucleare di Bohunice.
The nuclear plant of Bohunice eight cooling towers

Noi non abbiamo piu' centrali nuclari in Italia, quindi c'e' chi puo' non averne mai viste.
Ecco, quella potrebbe essere una centrale nucleare. Pardon, un complesso di centrali nucleari.
Da wikipedia si apprende che le 8 torri di raffreddamento fanno capo a 7 reattori, 5 dismessi e 2 in funzione, che producono circa 970 MW.

In Italy we have no more nuclear power plant, so there can be someone that never saw one of them.
Look, that could be a nuclear power plant. Sorry, a complex of nuclear power plants.
From wikipedia is possible to learn that the eight cooling towers are used by 7 reactors, 5 stoppend and only 2 working, that produce about 970 MW.


la centrale nucleare di Bohunice from google maps
The nuclear plant of Bohunice from Google maps

Sarebbe interessante sapere a che punto e' e/o come intendono smontare quelle dismesse: l'enel da noi sta pensando da cinquanta anni come smontare le centrali del Garigliano e di Borgo Grappa.
Ma non c'e' problema: il plutonio e' radiattivo per ventimila anni, quindi hanno tempo a volonta'.

Queste centrali sono nel cuore dell'europa, un centinaio di km da Vienna/Bratislava (in pratica lo stesso agglomerato urbano).

It would be interesting to know at what point is or how they thinl to decommission those switched off: in Italy enel is thinking from fifty years how to decommission those of Garigliano and Borgo Grappa.
But there is no problem: plutonium is radiactive for 20000 years, so they have a plenty of time.

These plants are in the heart of europa, about hundred kilometers far from Vienna/Bratislava (in term of risk, practically the same town).


dove sta il complesso nucleare di Bohunice
where is placed the nuclear plant of Bohunice

Le centrali sono state costruite a partire da dagli anni 70 con la stessa tecnologia di quelle di Cernobil, o come quelle nostre della provincia di Latina.

These plants have been built since 70ies with the same technology of Chernobyl or ours of Latina province.


vecchia foto del complesso (penso degli anni '80)
an old photo of Bohunice power plant (probably '80ies)

Attenzione: quello che e' successo in Ucraina nel 1986 e' accaduto perche' un ingegnere pazzo ha voluto vedere che effetto faceva un fuoco artificiale di nuovo tipo, ed ha per questo disinserito i controlli automatici, non significa che queste centrali sono fatte male.
Ma come minimo che il barile di scorie che producono periodicamente (o l'intero impianto una volta che si capisce come smontarlo) non si sa dove seppellirle per i prossimi 20000 anni.

Fa piacere sapere che la nostra enel ha affittato un utero verde in Slovacchia per produrre energia elettrica...
I vari manager verdi della compagnia elettrica di stato (c'e' ancora la golden share) diranno che l'impianto c'era gia', e loro si sono limitati a fare un investimento in una societa' comunitaria.
E questa societa' acquisita dall'enel ha in programma la costruzione di un nuovo reattore da 1.3 GW.

Lasciando Bratislava, appena passato il Danubio, al confine con l'Austria si vede un immenso parco eolico. Almeno cento generatori eolici. Se ogni generatore produce dai 3 ai 6 MW, quel parco eolico produce la stessa qualita' di energia del complesso di Bohunice. Con zero scorie.
Warning: what happened in Ucraine in 1986 is happened because a crazy engineer desired to see the effect of new kind of firework, excluding the automatic controls, so, it doesn't mean that these plants have been builted badly.
But you kow, where to bury the barrel of radiactive waste periodically produced (or the entire plants after its decommission) for the next 20000 years.

It is a pleasure (sic!) to know that italian enel rent a green uterus in Slovakia to produce electical energy ...
The many green managers of the partly state owned company (there is still the golden share) can say that the plant was already there, and they simply invested in a comunitary country company.
And this company purchased by 66% by enel plan to realize one new further 1.3 GW reactor.

Leaving Bratislava, as soon passed Danube, after the boundary of Austria is possible to see an immense heolic park. At least hundred heolic generators. If any of them produce from 3 to 6 MW, that park is able to produce the same amount of energy of Bohunice plant. with sero waste.


foto parco eolico austriaco visto dal castello di Bratislava (dal sito 123rf
picture of Austrian eolic generator taken from Bratislava castle (from 123rf website

Nel 1977 io ero insieme a tanti altri ragazzi e ragazze a Montalto di Castro per manifestare contro la costruzione di quella centrale nucleare. Era una centrale da 1 GW e gia' ne era programmata la costruzione di una seconda. Alla fine la centrale l'hanno costruita, ma per fortuna (a differenza di quella di Caorso) non l'hanno mai accesa, quindi potrebbe essere smontata in qualsiasi momento. Eh si, perche' se parte cominciano i guai.

In 1977 I was with many thousand girls and boys in Montalto di Castro to demostrate against the build 1 GW nuclear power station, but a second one was already planned. At the end they built that plant, but luckily (differently from Caorso one) they never switch it on, so it could be dismantled in any momemnt. Yes, because it start begins the problems.


foto della manifestazione del 1977 a Montalto di Castro (Tano D'Amico)
picture taken by Tano D'Amico at the spring 1977 demonstration against the construction of the nuclear plant

Non se ne puo' piu'!

Un anno fa, alle elezioni comunali di Roma (dove vivo), pur non fidandomi del movimento 5 stelle (troppo SpA, troppo personalizzato attorno alla figura di Grillo) ho sfruttato il voto disgiunto, votando alla prima tornata per Sinistra Italiana e per la Raggi come sindaca. Al ballottaggio di conseguenza.
Una donna, giovane, diamole fiducia.
In quest'anno trascorso - purtroppo - la giunta Raggi si e' fatta male da sola.
Dapprima con la difesa ad oltranza dell'assessore alla nettezza urbana, rivelatasi una professionista ventennale della monnezza.
Poi l'uscita - a dir poco infelice - che la giunta sta studiando e fra poco sara' pronta per operare.

Non possiamo far altro che aspettare, speriamo che a ottobre la giunta riesca a prendere la sufficienza, ma non nascondo che cio' che i romani ed i visitatori della citta' stanno vivendo rischia di influenzare ogni successivo giudizio.

Questa citta' dalle dimensioni cancerose non puo' permettersi una giunta che e' ferma per apprendimento, che non indice appalti perche' sta imparando dalle cazzate delle giunte precedenti cio' che non si deve fare.
Ieri, Di Maio ha detto che ci vorranno due anni prima di vedere i risultati.
Non puo' permettersi di avere i servizi pubblici che vanno come vanno.

Prendiamo l'interruzione della linea A per 34 giorni.
La citta' fino al 3 settembre e' letteralmente stata divisa a meta'.
E' una cosa pazzesca che qualcuno, sentiti i tecnici, stimi che un paio di autobus, anche i piu' capienti, possano raccogliere circa il 50% dei passeggeri di un convoglio della linea A che si ferma a Termini che proseguirebbe per Anagnina.

I soli posti a sedere di un convoglio della linea A sono 36x5=180=passeggeri.
L'affollamento all'ora di punta porta questo numero ad almeno 1000 passeggeri.
Tralasciando la scomodita', il 50% di 1000 fa 500: ci vogliono almeno 5 autobus dei piu' capienti per un trasbordo metro-navetta accettabile. Ed anche se il traffico ad agosto diminuisce, ci vorrebbero 50 autobus solo per coprire le 9 fermate non piu' servite dalla metro.
Autobus che non ci sono, specie ad Agosto.

E' evidente che una simile pazzia non e' attribuibile alla giunta, ma esclusivamente ai dirigenti che non sanno - evidentemente - neanche far di conto.
O se ne fregano, tanto loro l'autobus non lo prendono.
Semmai la giunta ha commesso l'errore di fidarsi a priori degli stessi dirigenti complici dello sfascio della citta'.
Ma poiche' anche il ladro inveterato senza prove e' innocente, e' probabile che costoro non possono essere sollevati dai loro incarichi, pena creare disfunzioni ciclopiche sulla conduzione degli affari correnti.

E in questo la giunta Raggi sta dando - purtroppo - gia' una pessima prova.

Anche se la battuta piove governo ladro! qui sembra starci particolarmente bene, mi guardo bene dal dire che e' colpa di questa giunta.
Sono centinaia di anni che si accumulano sulla pelle dei romani cazzate su cazzate.
Spontaneamente siamo portati a pensare che cambiando giunta, fidandoci di questo o quel nuovo candidato, qualcosa cambi.

Errore.

La societa' italiana e' come una mela, purtroppo per noi avariata dentro. Cambiando la giunta comunale (o il governo nazionale) e' come pensare di sanare la mela cambiando la buccia.

Il marcio che sta dentro e' frutto delle centinaia di anni di malcostume che hanno creato un strato di amministratori della cosa pubblica (funzionari, non politici) il cui unico scopo e' migliorare il loro stato e posizione, proteggerla ogni volta che cio' diviene impossibile...

Cambiata la giunta, l'amministrazione, i responsabili dei servizi, rimangono gli stessi. E se e' vero che l'ultimo commissario prefettizio ha destinato ad altro i 50 milioni destinati a ricambi e manutenzione ATAC, portando l'infrastruttura di trasporto al collasso, perche' i dirigenti hanno ugualmente accettato di continuare il servizio?
Questa gente non sa dire NO?

Noi al piu' possiamo cambiare la buccia della mela, ma anche facendo divenire una renetta una fuji, cambia la pelle ma il marcio rimane....

Ma attenzione, sono convinto che l'unico modo di cambiare le cose e' partecipare alla vita della societa', incazzandoci ogni volta che ci e' possibile, manifestando e votando.
Si, anche se col voto si riesce a cambiare solo la buccia, e' importante dire la nostra, e votare e' un modo di dire la nostra.
Tra l'altro non votando si vota come vuole la maggioranza, e di questi tempi c'e' il rischio di deviazioni pericolose, ad esempio la xenofobia.

Fammi sapere cosa ne pensi per mail scrivendo a
igino.manfre@gmail.com

Lavoro

L'idea di scrivere queste righe mi e' venuta lo scorso 25 aprile, dopo aver visto al CSP Io, Daniel Blake di Ken Loach. E' un film da vedere dove si parla della mancanza di lavoro e del rapporto inumano tra cittadini e welfare (sic!) state in questi tempi di crisi, dove l'unica cosa che sembra poter salvare l'umanita' e' la solidarieta'.

Complice di questa voglia anche la lettura del saggio di Serge Latouche La scommessa della decrescita (Feltrinelli 2009), un saggio scritto spesso in modo spesso complicato, ma che soprattutto non lascia spazio (almeno a 2/3 di lettura) a molte speranze.

Una volta dicevo che per uscire dalla crisi qualcosa doveva cambiare, non sapevo cosa (seppure avessi delle preferenze) ma tutto non poteva rimanere uguale: beh, come diceva il principe di Salina, tutto e' cambiato affinche' nulla mutasse.

La crisi economica, che dura oramai da 15 anni, ha acuito le differenze tra ricchi (sempre meno) e il resto della popolazione.
Il lavoro e' divenuto per molti un miraggio e sempre meno/peggio pagata. I governanti (tutti) se non parlano di beghe elettorali, si riempiono la bocca solo di un concetto: si uscira' dalla crisi solo se ricominceremo a crescere.
Come e' pensabile crescere, crescere, sempre crescere? Non e' sostenibile: presto o tardi qualcosa crolla, be sono 15 anni che crolliamo.
Nei telegiornali, in modo simile a come scritto da George Orwell in 1984, si esaltano i successi del governo in termini di percentuali, dimenticando che in questi ultimi anni l'inflazione e' ricominciata a crescere, e quindi quegli aumenti potrebbero essere semplicemente giustificati dall'inflazione.
Si parla solo delle vittorie, tanto la gente ha la memoria corta.

Quello che e' terribile, dal punto di vista di un ultrasessantenne, e' che mi sembra che la mia generazione ha dimenticato di trasmettere alle nuove generazioni l'onore del lavoro produttivo, l'onore del fare con le proprie mani. Vorrei essere chiaro: l'errore e' della mia generazione.

Il sor Andrea, il mio vicino di casa che 57 anni fa mi insegno a giocare col Lego (ora va per i 101 anni), passando sotto al Gemelli (di cui negli anni '60 era stato un capocantiere) o vicino a Via della conciliazione, mi diceva, Vedi quello? Quello l'ho fatto io. A quanti giovani lavoratori e' oggi concesso di dire qualcosa del genere con la stessa soddisfazione?

Mentre i media ci incitano a consumare sempre di piu', milioni di affamati cercano di raggiungere la loro terra dei sogni dalla loro terra di incubo a causa della guerre, mancanza di acqua, cibo o qualsiasi cosa servirebbe loro.

Neo-nazisti (come definirli altrimenti?) pensano a costruire muri, senza rendersi conto che e' solo una questione di tempo: gia' nella storia in passato si sono verificate migrazioni del genere, e nulla le ha fermate.
E, nel frattempo, sembra che siamo solo interessati a consumare.

Work

The idea to write these lines comes after vieweing at CSP last april 25th (italian liberation day) I, Daniel Blake by Ken Loach. It is a movie to see, about the lack of work and the un-human deal between citizens and welfare (sic!) state in these time of crysis, where the solidarity seems to be the only thing able to save humanity of mankind.

This idea probably comes also from reading of the book of Serge latouche Farewell to growth (Polity press, 2009), an essay often written in complicated way, that (at 2/3 of reading) left no space to great hopes.

Once I used to say that to come out from the crysis something should have change, I did not know what (despite I have some preferences), but all could not remains the same: well, as Gattopardo's prince of Salina said, everything changed to mantain all the same.

The economic crysis, lasting now 15 years, increases the differences between rich (always less) and the rest of population.
The work has become a mirage for many and any day less/worst payed people. Governants (all), if they do not speak of electoral stuff, fill their mouth of a concept: we will exit from the crysis only restarting to grow.
How is possible to grow, grow, always grow? It is not sustainable: soon or in a near future something will fall down, and it's 15 years we're falling down.
In news services, similarly to what written by George Orwell in 1984, they highlight the government's successes in terms of percentual points, forgetting that, in these last years, inflaction restart to grow, thus those increases could be justified by inflaction.
They speak of successes because people has short memory.

What is terrible, from the point of view of 60+ years man, is that it seems that my generation missed to forward to the new generations the honour of productive work, the honour of making, to do with their own hands. Please let me be clear: the mistake is of my generation.

Mr Andrea, my neighbour that 57 years ago teach me to play with Lego (now he's 101 years old), passing near Gemelli hospital (where in 60ies he was a foreman) or near Via della Conciliazione, used to tell me, proud, You see that? I made it!. How many young workers can today proudly tell something alike?

While the media teach us to consume always more, millions of hungry people are coming in their dreamland from their nightmare-land for war, lack of water, food or whatever they need.

Neo-nazists (how differently can we call them?) think to built walls, not understanding that is only a question of time: already in the past we can find migrations like these, and nothing stopped them.
And, in the meantime, it seems that we are only focussed to consume.

Fammi sapere cosa ne pensi per mail scrivendo a
igino.manfre@gmail.com

Let me know what do you think about writing a mail to
igino.manfre@gmail.com

l'attacco suicida di Manchester

Manchester suicide attack

Le ultime notizia sull'incidente alla Manchester Arena

Sono stati rilasciati nuovi dettagli sull'incidente della Manchester Arena.
Poco prima delle 22:35 di lunedi'22 maggio 2017, e' stata segnalata alla polizia
una esplosione alla Manchester Arena.
Alle 10 di martedi' sono confermati 22 morti ed una sessantina di feriti,
tra cui l'attentatore che non si sa se abbia agito da solo ma con un ordigno definito artigianale.
E' confermato che si tratta di un attentato terroristico.
La notizia a destra e' il primo tweet della polizia di Manchester (@gmpolice)


I morti non hanno nazionalita': sono morti e basta, ma questi sono a casa nostra.
Oramai pero' siamo abituati a vedere scene di guerra, che non sono scene,
accadono anche piu' vicino delle Maldive.
Dobbiamo domandarci perche' qualcuno, probabilmente un ragazzo inglese
come i morti e i feriti, ha pensato di fare cio' che ha fatto.
Si, forse qualcuno lo puo' aver circuito, ma se avesse avuto sufficienti strumenti
critici e meno istigazione al consumo, probabilmente non avrebbe accettato.

Deads have no nationality: they are only deads, but these are at home.
Today we're accustomed to see war scenes, not teatrical fiction, they are
happening nearer than Maldives.
Maybe we must query us why a british boy, which family came from Lybia,
but british as the deads and injurieds,
may have think to do what he did. Yes, maybe somebody can have circuited him,
but if he would own more critical tools and less consume istigation,
he probably would not have accepted.

Human, tre documentari del 2015
di Yann Arthus-Bertrand

Puo non essere confortevole seguire i sottotitoli, ma ti consiglio di fare qualche sforzo.
Se non lo sai gia' avrai la possibilita' di renderti conto che la globalizzazione
sta allargando a dismisura il bacino dei poveri.
E la poverta' si sta allargando anche qui nei paesi del primo mondo.
Il ceto medio, di cui facevo parte, si sta estinguendo.
La differenza tra poveri (sempre di piu') ed i ricchi (sempre di meno) aumenta.
I neo-nazisti danno la colpa agli immigrati se il lavoro manca,
mentre quale europeo sarebbe disposto a raccogliere le arance
in puglia o calabria a 50 centesimi l'ora?

Human, three 2015 documentaries
by Yann Arthus-Bertrand

It may be unconfortable read the captions, but I suggest you to make a little effort.
If you didn't notice it already, you'll may learn that globalization
is spreading more and more the poor bank.
And poverty is sprading even in first world countries.
Middle class, of which I was a member, is estinguishing.
The difference between the poors (always more) and richs (always less) is increasing.
The neo-nazists charge immigrants of the lack of work:
who of first worls would be available to collect oranges
in puglia or calabria at 50 eurocent per hour?

Yann Arthus Bertrand's Human Extended version


parte prima, 1:23:19 versione sottotitolata in italiano


first part, 1:23:19 english subtitled version


parte seconda, 1:26:17 versione sottotitolata in italiano


second part, 1:26:17 english subtitled version


parte terza, 1:33:20 versione sottotitolata in italiano


third part, 1:33:20 english subtitled version

La musica di Human / La musique de Human / The music of Human

di/ de / by Armand Amar

1:23:35
Per tutte le informazioni / pour tout les informations / All related informations (Français / English)

Humans and the Land - in the continuation of HUMAN


A further 42' long re-editing of the Human material projected at the french pavilion at Milan expo 2015

Fammi sapere cosa ne pensi per mail scrivendo a
igino.manfre@gmail.com

Let me know what do you think about writing a mail to
igino.manfre@gmail.com

murales a rebibbia


stripe of heaven between Tiburtina and Nomentana ways
land of mammouth, acetate dresses, prisoned bodies and big hearts
We lack of everything, we do not need anything

Questa mattina sulla metropolitana...

This morning on the tube...

...mi e' capitato di gettare l'occhio sul videogioco che un ragazzino che era seduto sotto di me stava utilizzando. ...I saw a boy playing a videogame while he was seated below me.

Ghost Warriors 2 su Wiki

Ghost Warriors 2 on Wiki

Oramai tutti hanno un telefonino. Tutti sembriamo zombi mentre viaggiamo assorti in qualche attivita' su questi cosi che ci portiamo appresso.
E' normale vedere gente giocare con qualcosa su un cellulare.
Questa volta cio' che mi ha colpito e' che questo ragazzino aveva davanti a se un mirino che utilizzava per inquadrare una scena di guerra e sparare a dei personaggi.
L'azione era silenziata (o almeno io non la sentivo), ma dopo aver sparato il gioco ha riconosciuto al giocatore colpito in testa.
A me non e' mai piaciuto giocare con i pc ne' con lo smartphone, quindi non sono aggiornato su cio' che gira.
Ma stavolta mi e' sembrato che abbiamo passato il limite.
Quel ragazzino, avra' avuto 10-12 anni, era un ragazzino come tanti altri, aveva gli occhiali, nessun segno distintivo.
Ma sembrava divertirsi a sparare a dei nemici.
Non mi sono potuto trattenere e gli ho domandato: scusa la domanda, ma ti diverti a fare il cecchino?.
Non so se mi ha capito, si e' alzato per scendere a via Cavour, ma mentre si alzava e dopo essere sceso mi ha guardato. I nostri sguardi si sono incrociati.
Forse si sara' domandato ma che vuole questo rincoglionito? Che e' matto?
Ora non posso nemmeno ammazzare chi voglio?

Non mi ha risposto, e del resto un cecchino non parla: spara per uccidere.

Era un ragazzino come tanti altri, aveva gli occhiali, che gli davano un'aria da secchioncello...
Ma sembrava divertirsi ad ammazzare nemici.

Forse in quel gioco c'e' anche una ambientazione stile mercato di Sarajevo e allora i bersagli sono casalinghe che vanno a fare la spesa...
Ma no, non esageriamo: e' solo un gioco!

Che stiamo facendo alle giovani generazioni?

Non meravigliamoci poi quando anche nella vecchia Europa si verificano casi tipo quelli descritti da Michael Moore in Bowling a Columbine, come quello di ieri (16 marzo) a Grasse in Francia

Se, come me, non frequenti questo tipo di svaghi prova a dare una occhiata al trailer di quel gioco e confrontalo con quest'altro video, che pero' non era un gioco.
Ma si! E' roba vecchia, sono cose risapute e stanche, materiale d'archivio non diverso da quello che si vede tutte le sere nei telegiornali.

Eh gia'!

Questi 60 anni d'Europa, che molti oggi denigrano, hanno evitato a quasi tutta la mia generazione di conoscere direttamente la guerra . E' chiaro, non sono stati 60 anni di pace: siamo stati capaci di esportare anche le guerre, ma prova ad immaginare una situazione come quella descritta in questo video di save the children.

Today anyone has his own cell phone. Sometime all we may seem zombies while we're engaged in doing something on these things we always bring with us.
It is normal to see people playing with something on smartphone. But this time I noticed a boy using a viewfinder through which he shots to people in a war scene.

The action was silent (or - at least - I did not ear anything) but after shooting the game wrote on the viwfinder target shoot at head.

I've never been a videogame fan, neither on pc as well on the smartphone. So I'm not updated on what is available on the market.
But this time the limit threshold it seems to have been passed. That boy was 10-12 years old, he dressed glasses and was identical to many thousand ones.
But he seems to enjoy in shooting enemies.

I was unable to refrain me from asking him: sorry for the question,, but do you enjoy to be a sniper?.
I do not know if he understood me. Anyhow, he stand-up to go down at via Cavour, but while he stands-up and after descending from the tube, our eyes met...

Maybe he wonder what does this crazy gray man want from me?
Cannot I kill whoever I want?

He didn't answer me: a sniper does not speak, he shoots to kill. The boy was one of many, the glasses he dressed gave him a nerd semblance...

But, it seems to enjoy in shooting enemies.
Probably that game allow him to load scenario like Sarajevo (or Aleppo) market during the siege, so, the targets are the heads of women that try to find something to eat.

But please, do not exagerate! it's only a videogame!

What are we doing to new generations?

But, please, do not be surprised if even in old Europe we experience cases like those documented by Micael Moore in Bowling at Columbine, like that happened yesterday (march 16th) in Grasse, France

If you, like me, are not a user of such kind of enterteinment spend few minutes to view the trailer of that game and compare it with this other video that was not a game.
Oh, yes, it's ordinary archive footage, not different from what everyday evening news show us ...

These 60 years of Europe, today blamed or refused by many, avoided to almost my entire generation to know directly the war. It's clear, they have not been 60 years of peace: we're able to export even the wars, but try to imagine a situation like this depicted in a video of Save the Children.


Mi ha lasciato l'amaro in bocca vedere quel ragazzino giocare alla guerra in metropolitana.
Cosa abbiamo passato alle nuove generazioni?

See that boy on the underground playing at war leave me quite sad.
What do we have passed to the new generations?

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Bufale via internet

Un ricerca inglese ha evidenziato che la carne rossa fa bene al cervello e ai muscoli. Un'altra ricerca afferma che la carne rossa aumenta la probabilità di ammalarsi di cancro. Del 98%..
Inizia così questo esilarante video in cui un uomo viene bombardato da una sequenza interminabile di notizie scientifiche (o bufale?) che gli impediscono di vivere la propria vita serenamente.
Sta diventando quasi peggio della pubblicita'!
Guarda questo video...


Interprete: Gianluca Musiu
Regia: Alessio Lauria
Voce fuori campo: Chiara Colizzi
Fonte:
frascati scienza
per condividerlo: https://youtube.com/watch?v=1Ixdi-D-Kmsper

Loretta Napoleoni

Una giornalista economica italiana che vive a Londra, estremamente interessante, da seguire. da cui si puo' imparare un sacco di cose, anche se non condivido alcune sue posizioni abbastanza anti-europee.
Interessante cio' che si puo' trovare su google books

An italian economic journalist living in London, extremely interesting, to follow, from which learn a lot of things, despite I disagree with some of her opinions, quite anti-european.
Starting from Rogue Economics, I'm reading all her books, Maonomics, Democracy for sale (not available in english)...
It is interesting what can be found on google books

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2009 - Ampi stralci su Google Books


2008 - In english wide portions on Google Books
L'ho preso alla biblioteca del Centro Sociale Polivalente di Casalpalocco. Dire che e' interessante e' poco. Fa impressione che gli stessi discorsi usualmente attribuiti ai rompicoglioni pessimisti (quelli che vedono tutti i bicchieri mezzi vuoti, per intenderci) vengono qui articolati e documentati.
Come indicato sotto alla copertina, ampi stralci sono reperibili su Google Books, ma posso assicurare che merita. Interessantissima e' l'analisi della Cina, potenza economica, qui inquadrato tra le tante transizioni da Stato a stato-mercato.
Il soggetto e' espanso poi in Maonomics.
Il libro e' uscito in inglese nel 2008 (titolo originale Rogue Economics) ed e' uscito nel 2009 con il Saggiatore. Spero di non far incazzare l'editore pubblicandone l'epilogo in pdf: Non essendo un giallo (semmai un noire), non si rischia di svelare finale.

2010 - Ampi stralci su Google Books

2010 - In english wide portions on Google Books

2011 - Ampi stralci su Google Books

2014 - Ampi stralci su Google Books

2016 - In english wide portions on Google Books

2015 - In english wide portions on Google Books

Il referendum costituzionale

Ha vinto il no. C'e' da auspicare che non ci siano casini a livello internazionale (tipo attacco da speculatori internazionali sui titoli di stato e conseguente aumento dello spread). Sicuramente le dimissioni di Renzi - salvo che non siano ritirate in modo scacchistico - non favoriscono la nostra posizione internazionale. Renzi si avviava a diventare fastidioso per la commissione europea ed in cambio dell'accettazione del mezzo punto di deficit/pil in piu'. Se il governo che seguira' (che sia tecnico, istituzionale, politico o semplicemente natalizio) si riallineera' al basso profilo sempre tenuto dal nostro paese a Bruxelles, e' possibile che avremo una stretta. Speriamo bene.
In ogni caso, io ho votato Si, e continuo ad essere convinto che

non possiamo piu' permetterci
2 parlamenti, 107 province,
22 regioni e 8000 comuni

Non tanto per i singoli parlamentari o senatori o per la gestione dei due palazzi storici, ma per il milione di persone che vivono nel sottobosco della politica italiana. che a tutti gli effetti e' diventata una delle piu' grandi imprese del nostro paese.

Speriamo che in un prossimo futuro (entro una decina d'anni, mi auguro) che una nuova riforma riesca a far dimagrire le nostre istituzioni parlamentari. La riforma bocciata ieri - nata da compromessi tra Renzi, Berlusca e complici che poi hanno deciso che non gli piaceva piu'). A mio avviso poteva essere un primo passo. Non e' passata: pace.

Avevo scritto questi due articoli, prima del referendum:
venerdi' 2 dicembre
sabato 9 ottobre

Puo' essere tradotto suonare non e' un gioco sfruttando in modo sottile il doppio senso di to play, che significa sia giocare che suonare (ma anche recitare).

Ho usato questa immagine (vista qualche anno fa sulla metropolitana di Roma e nuovamente ieri su una maglietta del Saint Louis Music College di Roma) perche' utilizzare il video (la multimedialita', come si dice di solito) e' sempre piu' considerato un gioco da ragazzi, ma - senza volerla fare troppo difficile - puo' presentare delle difficolta' che se non correttamente previste ed affrontate possono inutilmente aumentare i costi.

Sono quasi 25 anni che ho le mani in pasta nel trattamento del video. La compressione video (ed audio) mi ha dato da mangiare per diversi anni, ma oggi nella mania di semplificare tutto si rischia di perdere di vista lo scopo per il quale gli inserti multimediali sono sono stati introdotti.

For trained english speakers cannot be any doubt about this phrase based on the double meaning of play as play with toy as well as play with a musical instrument or acting.

I've used this image (seen on Rome's tube few years ago and yesterday again on a t-shirt of Saint Louis Music College of Rome) because video usage (multimedia, as usually defined) is widely considered a boy game, but - even not hardening the thing - it can deserve some difficulties that if underestimated or ignored at all can often increase the costs.

It is about 25 years I've the hands on video processing. The video (and audio) compression let me earn my bread for many years, but today, with the wave to hyper-simplify everything there is the risk to forget the reason for which these multimedia inserts have been introduced.

altro


Learn to say NO




Un servizio di Report del 19 ottobre 2014: ora e' peggio


Se non sai cos'e' guarda qui - oppure qui



If you do not know anything about, read here





Per una Europa senza muri e reticolati
For a Europe without walls or fences


alla ad una nuova guerra di Libia - Niente sangue per il petrolio
to a new war in Lybia - No blood for oil

Renzi, ricorda cio' che hai detto qualche giorno fa: non e' un videogioco!
Renzi, remember what you said few days ago: it isn't a videogame!



Indice

cose interessanti
interesting video interessanti
articoli/things written down

cose interessanti / interesting stuff

Con questi venti di guerra

Ninna Nanna della guerra una poesia di Trilussa del 1914

Noi paesi occidentali stiamo avendo un notevole successo nella globalizzazione della guerra: ...come accade con la produzione, finquando qualcuno non notera' che anche quella conviene nuovamente farla in casa (sic!), ci sono tanti paesi dove sono tanto bravi a farla, perche' sprecare tanto talento?
Cominciamo ad inviare armi e consiglieri militari, poi magari questi consiglieri aumentano, finquando - come e' successo in Afghanistan - agli alleati si rivolta la testa, o semplicemente a qualcuno dei nostri sembra il caso di apportare modifiche al quadro della situazione ...
Poi, magari, ci spaventiamo di alcuni effetti collaterali come le migliaia di profughi che (provano) a sbarcare sulle nostre coste, fuggendo da guerre, autentico successo delle nostre esportazioni.

These winds of war

We, western or advanced countries, had always a big success in war globalization: ...as it happens in the goods, until someone will not notice that its export is no more a good business and it is cheaper to bring back their production at home (sic!), there are so many countries and people so brave in making war, why waste such amount of good talents?
So we started in seventies to send there weapons and consultants. It may happen the number of consultants increase, and that - as it happens in Afghanistan - to the local allies or someone of our generals seems good to modify the picture of the geographical area (e.g. to make easier to carry oil through a pipe from former Khazakistan or other central asian countries to indian ocean.
After, we worry about some side effecs as the millions refugeesthat (try) to desembark on our shores, escaping from wars, one of our most successful exports.


A short of Save the Children - no more wars! - basta guerre!


i politici continuano a rubare...


L'intervista di Piercamillo Davigo ad Aldo Cazzullo pubblicata sul Corriere della Sera del 22 aprile 2016,
dove ha dichiarato: «I politici continuano a rubare, ma non si vergognano più»
C'e' da notare che Giovanni Legnini, vicepresidente del consiglio superiore della magistatratura che ha criticato
le affermazioni di Davigo peche' non favoriscono la conciliazione e' un senatore del PD ed ex sindaco di Chieti.

Petrolio e' un interessantissimo programma condotto da Duilio Giammaria trasmesso su Rai1 il lunedi' alle 23:30.
Inutile scandalizzarsi che questi programmi interessanti vadano in onda in terza serata:
pettegolezzi e salotti vari hanno uno share maggiore.


Le mani sulla citta' il futuro della Citta' (da Petrolio, trasmissione RAI del 7 dicembre 2015)
I padroni del mondo (le mani sull'economia) (da Petrolio, trasmissione RAI del 18 aprile 2016)


Un bellissimo libro di immagini sul mondo che lasciamo ai nostri figli
A wonderful image book about the world we're leaving to next generation

Si parla di web 2.0. Ma e' piuttosto pazzesco cercare un lavoro e trovare che...

Amazon te lo spedisce gratis se costa piu' di 19 euro...

un simpatico video informativo sui cookies dall'Autorita' Garante della Comunicazione

video interessanti / interesting videos

di Denis Villeneuve (regista canadese), da una idea originale di Phoebe Greenberg:
una terribile rappresentazione del capitalismo
     by Denis Villeneuve (canadian director), on an original Idea of Phoebe Greenberg:
a terrible representation of capitalism


(in Italiano)
Un vecchio video che malgrado l'aspetto un po' dark, racconta come funziona Internet: per qualcuno (pochi, spero) potra' essere l'occasione di conoscere qualcosa che altrimenti non si vede
    
(in English)
An old Video that, despite its apparent darness, tells how the Internet works: for someone (few, I hope) this could be the opportunity to know something hidden and unviewable

Nina Paley (che io non conoscevo fino a ieri sera), grafica che affronta temi di notevole rilevanza culturale in modo molto molto intelligente, con mezzi "primitivi" come oramai sono considerate le animazioni in flash (simili alle ombre cinesi).
Guarda il seguente "Questa terra e' mia" su YouTube
     Nina Paley (I did not know before yesterday evening), graphic operator engaged relevant cultural problems in really intelligent way, with "primitive" instruments as today are considered flash animations (similar to chinese shadows).
Take a look to the following "This Land Is Mine" on YouTube
o piu' in generale cerca "Nina Paley animation" su YouTube, Tra questi      or more general look for "Nina Paley animation" on YouTube, and between these
Sull'origine dell'arte: ogni opera e' frutto di cio' che l'ha preceduta. Alla fine di questo video - dichiarato CopyLeft - una domanda importante sulla opportunita'/necessita' del copyright che rimanda al sito http://questioncopyright.org: in particolare questa http://questioncopyright.org/promise/it (in italiano), il cui occhiello la dice lunga: "Quando la possibilita' di copiare sara' bandita, solo i banditi saranno colti" (Questo in inglese, ma i testi sono in diverse lingue).      About the origin of any artwork derived from what has been created before. At the end of this short video - released in CopyLeft - an important question about the need of copyright that links you to http://questioncopyright.org, and in specifically to the latest (in english), One of the many eye-title says: "When copying is outlawed, only outlaws will have culture" (This in english but contents are available in many languages).

Il grande rap degli Adroni e' un simpaticissimo video eseguito per la prima volta a Ginevra nel 2008 alla festa per l'inaugurazione dell'LHC (Grande Collisore di Adroni) da Katherine McAlpine (nota anche come AlpineKat) che lavorava al CERN insieme ad altre ragazze e ragazzi che sono - evidentemente - tutto fuorche' secchioni.
Il video e' ospitato da youtu.be.
AlpineKat e' l'autrice del testo, e penso che - malgrado i sottotitoli - anche per chi parla molto bene inglese, possa far comodo seguire il testo tradotto in italiano.

     Large Hadron Rap is a very nice video written and performed for the first time in Geneva in 2008 at the inauguration party of LHC (Large Hadron Collider) by Katherine McAlpine (aka AlpineKat), while she was working at CERN, with other girls and boys that are - evidently - all but only nerds.
The embedded video is hosted on youtu.be.
AlpineKat is the author of the lyrics, and - despite the subtitles - for the fluent english speakers too is maybe interesting to follow the lyrics


Alcuni anni fa in una di queste pagine ho scritto questo post scriptum:
Uno spettro si aggira per il web: lo spettro dei diritti d'autore, ferocemente difeso da chi ci fa i soldi, ma largamente ignorato - penso a ragione - dalla gran parte del popolo di Internet, che mette contenuti su YouTube (o simili) che rimbalzano in giro per il mondo senza molti problemi. Cosa fai se vuoi ascoltare una canzone o vedere una qualche scena? Ne scrivi il titolo su Google (per i film e' un pochino po' complicato), ed e' abbastanza sicuro che ne troverai una versione, un doppio click, qualche secondo di pubblicita' e lo puoi ascoltare. Probabilmente scarseggera' di qualita', ma se ti accontenti di cio' che trovi... Ed i giovani di oggi si accontentano, stai tranquillo!

La ragione per la quale io uso spesso i video prodotti da dal progetto "la storia delle cose", doppiati in italiano dalla magica Alice di Palermo - oltre a concordare completamente con il loro messaggio - e' perche' sono liberi da copyright, fatta eccezione dell'obbligo di menzionare la fonte per non attribuirsene la proprieta' intellettuale.

E' un approccio simile a quello del software open source e del CopyLeft, l'opposto del CopyRight.

Piu' complesso e' discutere su come fanno queste organizzazioni a sopravvivere senza riscuotere diritti dalle loro opere, ma sono noti casi in cui i diritti d'autore durano per oltre cento anni dalla loro creazione. inaia di anni. Ricorda che il CopyRight e commercio dei diritti e' parte integrante dell'attuale modello di sviluppo in crisi, e che presto o tardi ineluttabilmente cambiera'.

Da parte nostra come consumatori, possiamo supportare in ogni modo le organizzazioni no-profit e quelle che favoriscono la condivisione della conoscenza: non e' corretto fare soldi sfruttando il lavoro altrui... (ma questa potrebbe essere solo una frase)
     Few years ago in one of these pages I wrote this Post Scriptum:
A ghost wanders the web, the ghost of media rights, fiercely defended by who make business of it, but widely ignored - I think with a plenty of reason - by the greater part of Internet people, that put contents on YouTube (or similar) scattered through the world with not a lot of problems.

What do you do if you want to listen a song or seen a scene? Type down the title of the song on google (for movie it is slighter more complex), and quite sure you'll find it, a double click and you'll listen it: probably it will lack of quality, but you must be happy of what can get (and today's boys can able to be happy of what they get, you can be shure!)

The reason I'm always using the video from "the story of stuff project" overvoiced in italian by the magic Alice of Palermo, is why - after fully agree their message - they are royalty free, without any right (excluding mention the source in order to not stole the intellectual property

It is the same approach of open source software and of copyleft, the reverse of copyright.

More complex is question about how these organizations can survive without right from their creations (terrible are those case of rights lasting even hundred years after the exit of a musical track), please notice copyright and related commerce is part of the current development model in crysis, and soon or after ineluctably will change.

From our side try to support hanyhow the no-profit research and knowledge sharing organizations: it is not correct to do money exploiting free the work of others... (but this could be a meaningful phrase...)


Lotte: 13 anni in 3 minuti e mezzo      Lotte: 13 years in 3 minutes and half

Cos'e' l'Europa a video from RAI, Italian National Broadcaster (in Italian)
English synopsis of 'Cosa e' l'Europa' (what is Europe)

articoli e libri/articles and books



Questo e' un interessantissimo libro del 1971 che mio fratello mi presto' e che ho ritrovato alla biblioteca comunale Elsa Morante di Ostia.
E' la storia del pensiero economico dalla rivoluzione francese agli anni '70, appunto: da Babeuf a Marcuse.
Avevo 16 anni, a scuola a quel tempo non si studiava, ma la storia e la filosofia erano a quel tempo - e ancora oggi - la mia passione.

Attenzione a cliccarci sopra da un telefonino: trattandosi di pdf da scanner il file e' di circa 37 MB, e per la mancanza dei plug-in per la gestione dei pdf i browser scaricano il file.

aprire uno stream con un browser aprire-open a stream con-with VLC
commenti a proposito della distribuzione dei contenuti something about content delivery
Non abbiamo altro che l'Europa no more wars
about the streaming experiments (work in progress)
HEVC thread (an hot subject!)
perche' why
non rubare
da una mia presentazione per FIXO (2006) Nothing is free: Criticity of delivery of HEVC on the web.